Sergio Donati: “Tokyo2020 un’opportunità per il karate”

Intervista al consigliere nazionale più votato e vicepresidente del settore Karate della Fijlkam.

Sergio Donati: “Tokyo2020 un’opportunità per il karate”

Qualcuno risultati alla mano ha voluto sostenere che l’ assemblea elettiva Fijlkam del 3 dicembre u.s. per il quadriennio 2017-2020, nel karate non ha visto né vincitori né vinti. Ma se i numeri esprimono ancora una realtà ed un significato, allora – forte di ben 1180 preferenze (353 di distacco sul secondo eletto consigliere dirigente) -, il vincitore di questa importante “tornata” elettorale è senz’altro, indiscutibilmente lui. Classe ’57, toscano, già sottufficiale della Folgore, praticante di karate dal ’70, agonista regionale e nazionale, maestro cintura nera sesto dan, giornalista ed autore di pubblicazioni, dirigente addetto all’ area Amministrazione e Bilancio di un importante gruppo bancario, consigliere nazionale dal 2009 al 2012, vicepresidente del settore karate sino al 2016 ed in avanti, Sergio Donati è di nuovo in sella in quello che sarà un quadriennio tra i più delicati ed importanti per la disciplina, culminante come ormai noto nella sua inclusione “dimostrativa” ai Giochi olimpici di Tokyo 2020. Ascoltiamolo nella prima intervista da lui concessa ad appena un mese dalla rielezione.

– Un suo commento sulle elezioni Fijlkam appena svoltesi e sui risultati evidenziatisi…

“Credo che dobbiamo avere tutti il massimo rispetto della volontà espressa dalle nostre società sportive, che hanno indirizzato le loro preferenze in maniera molto netta su alcuni componenti delle diverse squadre in lizza. I nuovi arrivi, tutte persone competenti e molto addentro al karate, potranno maturare significative esperienze e svolgere un buon lavoro nell’interesse di tutto il movimento ed è importante il sostegno e la collaborazione di tutti, dal presidente e dalle strutture federali centrali sino alle strutture regionali. Davide Benetello ha ricoperto e ricopre cariche importanti in seno alla World karate federation; Tiziana Costa ha un’ ottima immagine a livello nazionale ed internazionale; Salvatore Nastro rappresenta una grande certezza per la sua grande esperienza dirigenziale all’interno del Consiglio, inoltre è un valente tecnico che ha forgiato tanti campioni. Insomma, tre ottimi compagni di viaggio!”.

– Si è chiesto perché le società hanno votato Sergio Donati?

“Credo di non sbagliare dicendo che l’aspetto preponderante sia stato l’ aver avuto il coraggio di rompere certi vecchi schemi ed equilibri, l’apprezzamento per l’innovazione, la forte spinta impressa nel quadriennio appena trascorso alle iniziative, tra le tante altre, per disabili e master, alla formazione degli ufficiali di gara e dei tecnici, alle attività promozionali in aggiunta ad un capillare lavoro relazionale sul territorio, evidentemente apprezzato dalle società. In aggiunta, non nascondo che un certo vantaggio competitivo possa esser derivato per me dal far parte della c.d. “squadra del presidente”. Abbiamo tutte le premesse per svolgere come Consiglio un buon lavoro: chi è più preparato sugli aspetti tecnici, chi sui rapporti internazionali, chi sulle problematiche di natura amministrativa e legale…un organismo pertanto con competenze diversificate ma assolutamente complementari.”

– Quali gli obiettivi prioritari del nuovo Consiglio?

“In un’azienda, quando si cambiano gli obiettivi deve necessariamente cambiare anche l’organizzazione e noi come karate, tra gli altri, abbiamo il nuovo, sfidante obiettivo rappresentato dalla partecipazione ai Giochi olimpici di Tokyo.Tanto per fare un semplice esempio, si passerà da raduni tecnici che complessivamente oggi durano sui 50 gg a raduni estesi anche a 200 gg. Mettere in campo maggiori forze tecniche presuppone sforzi di carattere organizzativo ed economico, nel quadro di una riorganizzazione che ottimizzi le risorse disponibili, non trascurando l’attenzione anche agli aspetti amministrativi. L’organizzazione è pertanto un tema nevralgico, dovrà connotarsi come molto puntuale e non approssimativa. Dobbiamo tener conto che a Tokyo il karate sarà sport dimostrativo: qualora non trovassimo poi una collocazione definitiva, non potremmo più far conto delle risorse economiche garantite dalla preparazione olimpica. Dobbiamo comunque curare la nostra proposta formativa e tecnica, che tenga conto della popolazione del karate composta per la gran parte da bambini ed amatori, mentre gli agonisti rappresentano una componente molto limitata in termini numerici. Per questo dobbiamo offrire sul mercato potenziale un prodotto attrattivo ed è nostro dovere precipuo valutare e realizzare tutte le opportunità per far emergere il nostro sport”.

– Sempre traguardando Tokyo 2020, si sta pensando a precise strategie nei confronti delle altre organizzazioni di karate?

“Siamo aperti alle proposte. Sussistono ad esempio ottimi rapporti con la Fikta presieduta da Gabriele Achilli, con la quale organizziamo con successo il Trofeo Topolino per la fascia dei preagonisti e l’Istituto Shotokan del maestro Shirai è da tempo ufficialmente riconosciuto dalla Fijlkam. Devo però precisare che per il regolamento della Wkf, cui l’ Italia aderisce, non è possibile intrattenere rapporti formali con organizzazioni esterne alla Wkf e dalla stessa non riconosciute. Alla luce delle nuove esigenze in vista di Tokyo 2020 occorrerà che la Wkf esprima una precisa presa di posizione con indicazioni chiare per le federazioni aderenti: non è quindi una decisione che dipende solo dalla volontà della Fijlkam. Siamo già entrati nel vivo di una fase che richiede come non mai l’unità di tutto il movimento, del consiglio espresso, dei comitati regionali, in modo che non ci sia nessuna delle nostre forze che vada per la tangente. L’obiettivo è troppo grande, importante, unico ed irripetibile e ci dobbiamo attrezzare per una bella figura alle Olimpiadi, ce lo chiede in primis il Coni e lo pretende la nostra stessa storia. Non vogliamo escludere nessuno, dobbiamo agire in unità di intenti con tutte le forze disponibili e lavorare per un karate unito.”

– A breve le nomine nell’organigramma federale…

“Ribadendo alcune considerazioni già svolte, se è vero che occorre riconoscere il giusto spazio ed importanza agli aspetti tecnici, determinanti per il raggiungimento di determinati risultati agonistici, è anche vero che al raggiungimento degli obiettivi contribuiscono con un peso non secondario le competenze organizzative: il presupposto per mettere a frutto la competenza tecnica è la buona organizzazione, necessaria per ottimizzare le conoscenze e l’impiego delle risorse. Perciò i ruoli tecnici saranno ricoperti da coloro che mostreranno precise competenze anche in materia organizzativa. Le due dimensioni non possono e non devono marciare disgiunte.”

– A livello personale, ha qualche aspettativa particolare dal nuovo quadriennio ?

“ Lavoro da tempo sette giorni su sette per il movimento, la mia velleità è quella di fare sempre bene, e quando già si fa bene, se possibile, migliorare! Penso di aver contribuito a realizzare cose anche importanti, la mia presenza oggi è assimilabile a quella di una “nave scuola”: dopo mi aspetto ed auspico che altre persone prendano in mano le redini del Settore karate, persone che apportino nuova linfa ed energie, nuove idee e progetti, e sappiano poi realizzarli con la collaborazione di tutti.”

Leandro Spadari

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