Kia World Extreme Games e il futuro dello sport, anche olimpico

Kia World Extreme Games e il futuro dello sport, anche olimpico
Kia World Extreme Games 2013

Kia World Extreme Games 2013

C’è qualcosa di provocatorio e forse anche di politicamente indicativo nei Kia World Extreme Games che si svolgeranno a Shanghai dall’8 al 12 giugno e che hanno annunciato in questi giorni di non essere riservati soltanto agli atleti provenienti da Asia e Oceania, ma da tutto il mondo. C’è la volontà di sfidare lo sport “ufficiale”, ovvero quello riconosciuto, solo in parte, dal CIO. Faranno parte di questa edizione dei Kia Wolrd Extreme Games sport che hanno come denominatore comune il fatto di essere “estremi”, nella realtà discipline a cavallo tra il presente e il futuro dello sport olimpico.
A cominciare dal BMX, nella versione freestyle, e non la “race” che invece fa parte del programma olimpico. Se vogliamo analizzare la diffusione e la pratica di questo sport e quale delle due versioni è più amata dagli appassionati rischiamo di imbatterci nella prima grande sorpresa. Il freestyle è una movimento talmente consolidato e forte che è in grado di esprimere un professionismo capace di sostenere circuito e comunicazione di massa. La versione race, al confronto, è molto più di nicchia.
Lo stesso discorso si può fare per le altre discipline previste nel programma di questi World Extreme Games: skating, skateboard, arrampicata, versione speed, e Moto X “Step Up”. I games non sono riconosciuti dalle federazioni internazionali di riferimento, quelle per intenderci in lista di attesa di entrare nel programma olimpico (roller e arrampicata) forse per non avallare il messaggio ultimo di questi Giochi: il fatto di essere sport “estremi”. Al contrario, invece, dovrebbero cavalcare questa iniziativa, che ricorda al mondo come queste discipline rappresentano le nuove tendenze, il futuro dello sport: per la pratica diffusa, per l’alta spettacolarità e quindi per la facile fruizione televisiva, elementi fondamentali per qualsiasi disciplina che ambisca al palcoscenico planetario dei Giochi Olimpici.
In questi giorni l’organizzazione degli Extreme World Games ha allungato i tempi di iscrizione, definendo anche i premi per i partecipanti. Per quanto riguarda l’arrampicata, versione Speed, è previsto un montepremi complessivo di 50.000 dollari sia per gli uomini che per le donne, con 8mila dollari al primo e via via a scalare per i primi dieci. Non si tratta di poca cosa; probabilmente il montepremi più interessante anche dello stesso mondiale di specialità. C’è da credere che la manifestazione, anche se non approvata dall’IFSC, possa esercitare un’attrazione particolare per atleti costretti a combattere, spesso, con cachet molto più bassi.
L’organizzazione ha dichiarato che per l’evento sono attesi circa 100 atleti in rappresentanza di tutti i paesi del mondo e diluiti nelle specialità di cui sopra. Non indifferente anche la copertura televisiva dell’evento. Il network che fa capo a Fox Sport ha assicurato la diretta e sono previsti collegamenti negli USA, Cina e tutta l’Asia (platee, solo esse, già in grado di soddisfare i big spender), Sud America, Europa. Dirette streaming anche con PPTV e iQIYI.
Che uno degli sponsor più attivi nel mondo sportivo, Kia, attento soltanto alle manifestazioni dall’alto valore di comunicazione, come la Champions e le stesse Olimpiadi, abbia deciso di legare il proprio nome a questa manifestazione, deve far riflettere. C’è da sperare che gli “ingessati” delegati CIO chiamati a decidere in occasione della sessione di settembre che deciderà il programma dei Giochi 2020 traggano proprio ispirazione da quello che accadrà a Shangai a giugno.
Antonio Ungaro

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.