Per la prima volta nella storia del Comitato Olimpico Internazionale (CIO), nato nel 1894, alla presidenza viene eletta una donna. Il suo nome è Kirsty Coventry, ha 41 anni, originaria di Harare, Zimbabwe. Ex nuotatrice, dorsista con due ori olimpici scolpiti sulle spalle (Atene 2004 e Pechino 2008) e tre titoli mondiali. Figura di riferimento del nuoto mondiale tra il 2004 e il 2009. Dopo i Giochi di Rio 2016, ha annunciato il suo ritiro dalle competizioni, entrando già nel 2012 nella commissione atleti del CIO.
Alla sua elezione di ieri, schiacciante, è stata accolta dal mondo e dallo sport come potente ambasciatrice attiva nelle sfide – più che mai in corsa – per l’inclusività e l’apertura alla diversità. Donna e africana, Coventry ha sottolineato: «Significa che il CIO è un’organizzazione globale, aperta alla diversità».
Già ministro della gioventù, dello sport e delle arti in Zimbabwe, nel governo del presidente Mnangagwa, incarico assolto dal 2019 e rinnovato nel 2023, Kirsty è anche mamma di una bambina, Ella.
A salutare la sua elezione, anche la collega Nawal El Moutawakel, marocchina, primo oro olimpico africano e musulmano (Los Angeles 1984), che ha detto sulle colonne del Corriere della Sera: «Felice di averti come erede, chiamami quando vuoi, ma ricordati che ho bisogno delle mie otto ore di sonno».
Coventry guiderà il CIO per i prossimi otto anni, con il primo banco di prova olimpico in programma per i Giochi di Milano-Cortina 2026. «Sarà un passaggio importante in un mondo diviso, come lo è stato Parigi 2024: useremo i Giochi italiani per sentirci più uniti come collettività», ha dichiarato. Fonte: Corriere della Sera.
