Lun, 16 Febbraio 2026
CiclismoLa bella musica di Harper nel Giro di Yates

La bella musica di Harper nel Giro di Yates

Si chiama Harper come Ben e suona la musica più bella di questo giro 2025. La suona con una bicicletta perché non è un musicista questo Harper, è Chris, 30 da Melbourne

Si chiama Harper come Ben Harper e suona la musica più bella di questo giro 2025. La suona con una bicicletta perché non è un musicista questo Harper, è Chris, 30 da Melbourne, un ciclista professionista che tutta la gente – tanta gente – ha aspettato sul Colle delle Finestre, tornante come tornante, corde di una chitarra che arrampica, sale su un filo di strada che diventa sterrato per 8 km di polvere bianca e sassolini che appiccicano sotto le ruote leggere di bici performanti e pericolose solo a guardarle. Che volano leggere fra la folla.

Quanta folla ad aspettare ore ed ore nella tappa regina la più bella – Cima Coppi non per niente – I protagonisti del Giro 2025. Con la bella musica di Harper che domina il Colle delle Finestre e dalle finestre stiamo a guardare anche un italiano bello e troppo poco raccontato – Verre – che passa secondo. Mentre dietro Simon Yates saluta la compagnia bella e rosa e scatta in souplesse per tutto il Colle delle Finestre lasciandosi dietro i due di classifica, La Rosa Messico e nuvole – Isaac Del Toro – che succhia la ruota al rodato venezuelano Carapaz, indignato un po’ dal suo comportamento, al quale il messicano non concede un solo cambio. E così facendo Yates si va a prendere La Rosa e dietro una corsa – ultima tappa dove si può conquistare qualcosa – da attendisti senza mostrare – soprattutto Del Toro – il coraggio di osare e andare a difendere la posizione di leader. 

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Yates le azzecca tutte e trova come un miraggio il mitico Wout Van Aert, in fuga, pronto a dargli una bella mano dopo la discesa e verso l’ultima salita di questo Giro. Un Yates che nessuno aveva pronosticato e nessuno aveva immaginato un’impresa come questa per il britannico che si prende la rivicita dove aveva subito una cocente delusione duellando nel 2018 con Froome. Un’impresa quella di Simon Yates che sa di ciclismo romantico e che fa capire come ad un Giro d’Italia non si scherza e ci vuole anche intelligenza oltre che gambe per vincere in una Corsa Rosache ha visto protagonista il giovanissimo Del Toro ma non è bastata la freschezza del messicano, oggi, per raggiungere Sestriere ci voleva qualcosa di più. Forse anche la maturità.

Luciana Rota
Luciana Rota
Cresciuta alla scuola del giornalismo della gavetta, quella dei Rota nello sport, con papà Franco (firma de La Notte) e con zio Nino (firma de La Gazzetta dello Sport) è contributor di diverse testate e scrive soprattutto di sport di endurance, turismo attivo, vino, salute e anche di benessere. Ha maturato una lunga esperienza nel mondo dello sport olimpico, anche come consulente di alcune Federazioni (Federciclismo, Federazione Italiana Sport Equestri), ma ha seguito anche Pugilato, Sci Nautico, Triathlon e Scherma. Ama tutto il mondo dello sport all’aria aperta e la cultura della fatica, anche quella che ci porta a guardare con rispetto alla montagna. Ha una vera passione per la storia dello sport e del ciclismo in particolare.

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