La Capitolina esorcizza i diavoli di Reggio Emilia, 26-10

La Capitolina esorcizza i diavoli di Reggio Emilia, 26-10

1383301_10201868554023032_1012152074_aBuona la seconda. Nel match casalingo contro il Reggio Emilia, la Capitolina di Andrea Cococcetta era chiamata a una reazione immediata dopo gli “sganassoni” presi all’esordio contro il Mogliano campione d’Italia. Durante la settimana il tecnico abruzzese dei blu-amaranto aveva “riletto” il confronto alla luce delle indicazioni fornitegli del suo XV: qualcosa di buono si era già visto nell’ostica trasferta veneta, ma il discreto approccio iniziale aveva avuto la durata complessiva di 30 minuti. Pochi. Troppo pochi. Maledettamente pochi per un avversario come il Mogliano. Quello di sabato scorso (28 settembre) presso l’impianto della Capitolina in via Flaminia è stato un confronto a viso aperto tra due formazioni che, a fine stagione, potrebbero giocarsi sul filo di lana la permanenza in Eccellenza. Il match tra Urc e Reggio finisce 26 a 10, ma il risultato non rende merito agli emiliani: dopo aver subito per tutto il primo tempo (parziale 16 a 0), nella ripresa hanno imposto il loro gioco non spettacolare, ma estremamente efficace. La prima frazione di gioco, come accennato, è stata dominata grazie all’accorta gestione difensiva della Capitolina che, concentratissima, non ha lasciato alcuno spazio di manovra agli avversari. Si parte bene con due calci piazzati di Riccardo Bocchino (decretato “man of the match dalla giuria di giornalisti che hanno seguito l’incontro), ma si prosegue ancora meglio quando Gregorio “Greg” Rebecchini effettua un calcio a scavalcare la metà campo emiliana. L’estremo romano corre rapido tra le maglie della difesa avversaria, si impossessa dell’ovale e va schiacciare vicino ai pali una meta da “standing ovation”. Bocchino trasforma e ringrazia. Il primo tempo finisce senza scossoni, a parte un drop dell’immancabile Riccardo Bocchino che entra liscio tra i pali. Nell’intervallo i ragazzi di Sandro Ghini realizzano che devono reagire e che 16 punti non sono un’enormità. Per i primi venti minuti di gioco, quindi, c’è solo il Reggio, con una Capitolina distratta e incapace di rispondere adeguatamente agli avversari. I “diavoli” fanno pesare centimetri e chili, ma soprattutto la capacità di andare a meta dalle touche. Con questo leitmotiv (calci lunghi su punizione a cercare la touche più vicina alla linea di meta) gli emiliani segnato due mete di forza, non spettacolari, ma efficacissime. In entrambe le marcature non arriva la trasformazione. Preso il fatidico “uno-due” la Capitolina comincia la girandola degli avvicendamenti in campo fino a cambiare radicalmente la sua prima linea. Arriva la reazione. Bocchino sbaglia un paio di situazioni, ma è puntuale a segnare quando la marcatura al piede è davvero decisiva. Alla fine arriva il capolavoro corale dell’Unione: l’ultima meta è realizzata da Cesare “Ceddu” Marrucci dopo un gioco alla mano che non lascia alcun dubbio sulle capacità di accelerazione e recupero dei “blau-grana”. E ora si pensa già a preparare il “derby” dell’Acqua Acetosa contro la Lazio.
Alesandro Cini

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