Ad inaugurarla ci ha pensato Davide Cassani che l’ha percorsa prima di tutti battendo le ufficialità (compresa la presenza del ministro Giovannini). Lo ha fatto percorrendo in sella alla sua bicicletta, nei giorni scorsi e ancora oggi, un lungo tratto della Ciclovia del Sole sull’asse della ciclabile Eurovelo7.

Il ct delle Nazionali di Ciclismo, che è anche presidente dell’APT Emilia Romagna, ha voluto provare le brezza di questo nuovo tratto italiano di Eurovelo 7 che collega Capo Nord all’isola di Malta. In particolare si tratta del pezzo da Mirandola a Sala Bolognese che recupera gli spazi dell’ex ferrovia Bologna-Verona. L’itinerario fa parte del corridoio Eurovelo7 pienamente percorribile da Bolzano a Bologna.

Parliamo di un tratto di 46 chilometri della Ciclovia del Sole, da Mirandola a Sala Bolognese che poi proseguirà (ed in parte c’è già) sulla linea Bologna-Firenze. Questa parte emiliano-romagnola della Ciclovia del Sole tocca otto comuni (Anzola dell’Emilia, Camposanto, Crevalcore, Mirandola, Sala Bolognese, San Felice sul Panaro, San Giovanni in Persiceto e Sant’Agata Bolognese) e un territorio con oltre 100.000 abitanti complessivi.

Lungo il tracciato sono state riqualificate le vecchie stazioni ferroviarie e le case Cantoniere, atte a divenire punti si sosta e di ricarica per le e-bike. Il percorso è un cosiddetto percorso di recupero. Accanto al vecchio tracciato della ferrovia, il rischio era il degrado, a salvare capre e cavoli è ancora una volta la bicicletta. Che riesce a mettere tutti d’accordo anche proprio in funzione di un nuovo sviluppo turistico sostenibile, lento e perfetto per i tempi. Per quando i collegamenti si… potranno. E per oggi, puntando verso il turismo di prossimità e l’attività all’aria aperta. Anche come proposta di salute e di prevenzione.

Il nuovo tratto percorre in piena pianura, il nulla di questa campagna, dove i seminativi hanno lasciato via via spazio al latifondo e gli allevamenti zootecnici sono diventati dei musei agricoli a cielo aperto. Sia per la conformazione costruttiva delle porcilaie (qui era un tempo il regno di allevamenti di suini) sia per gli zuccherifici ormai dismessi che con le loro vasche di decantazione naturali sono diventate rifugio ed oasi per gli uccelli migratori, siamo in una natura dell’oblio che questo tratto pedalabile riporta in primo piano con un certo fascino per così dire naturale.

La ciclovia segna il confine tra le province di Modena e Bologna: San Felice sul Panaro è Modena (paese molto caratteristico e con il suo salame richiama ancora centinaia di buongustai, quindi una sosta val bene la pedalata). Crevalcore e San Giovanni in Persiceto torna a Bologna e poi al di là di una striscia di terra (una volta paradiso delle barbabietole da zucchero) si ritorna a Mirandola e Camposanto, cuore del distretto biotecnologico che ancora porta le ferite del terremoto.

Dal punto di vista paesaggistico, il biker o viaggiatore a due ruote (da strada, mtb, e-bike chi più ne ha…)  non farà fatica a scoprire i nidi delle cicogne e degli aironi cinerini che da queste parti arrivano per la stagione dell’amore e del deposito delle uova. Le paludi, bonificate durante il Ventennio, hanno comunque lasciato le loro tracce nei maceri dove i contadini coltivavano la canapa per realizzare sacchi, cesti e corde. Ma anche le capparelle, tipico mantello degli anziani, rigorosamente in iuta cotta. I filari dei pioppi sono ancora lì a testimoniare le antiche casse di espansione del Panaro che, con le sue esondazioni, rendeva questa terra argillosa feconda e fertile, in particolare per le coltivazioni di grano e orzo.

cassaniCon la benedizione di Davide Cassani e della Terra e della Natura di una regione tutta da degustare – l’Emilia Romagna – , ecco un pezzo di futuro che pedala verso il ritorno all’esperienza di viaggi, sportivi e non per forza agonistici, che ci ridaranno il gusto della bellezza della nostra terra. Come sottolineano in questo podcast le parole dell’ex professionista, attuale Tecnico della Federciclismo e quelle di Andrea Ferraretto, autore di un libro molto bello, Viaggi Naturali, che racconta 25 viaggi a piedi o in bicicletta e di sicuro qui, su questo nuovo tratto di Eurovelo7, scriverebbe una postfazione molto speciale dedicata al futuro. Che viaggia in bicicletta. E ci piace così.

Ascolta “LA CICLOVIA DEL SOLE” su Spreaker.

Cresciuta alla scuola del giornalismo della gavetta, quella dei Rota nello sport, con papà Franco (firma de La Notte) e con zio Nino (firma de La Gazzetta dello Sport) è contributor di diverse testate e scrive soprattutto di sport di endurance, turismo attivo, vino, salute e anche di benessere. Ha maturato una lunga esperienza nel mondo dello sport olimpico, anche come consulente di alcune Federazioni (Federciclismo, Federazione Italiana Sport Equestri), ma ha seguito anche Pugilato, Sci Nautico, Triathlon e Scherma. Ama tutto il mondo dello sport all’aria aperta e la cultura della fatica, anche quella che ci porta a guardare con rispetto alla montagna. Ha una vera passione per la storia dello sport e del ciclismo in particolare.

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