La corsa di Davide Barbone: “Correre cambia la vita”

“Dalla malattia ho imparato che l’uomo può rinascere molte volte nel corso della sua esistenza – scrive Barbone - e che la vittoria non sta tanto nel risultato quanto nella tenacia che mettiamo nel perseguirlo”.

La corsa di Davide Barbone: “Correre cambia la vita”

Sono solo venti gli italiani che hanno completato le sei Majors Marathon. Tra questi c’è un imprenditore, Davide Barbone, che ha scoperto la corsa a 36 anni, che si è allenato duramente per diventare un ultramaratoneta e che all’improvviso ha rischiato di dover rinunciare alla sua più grande passione. Una malattia lo ha infatti costretto, qualche anno fa, a mettere da parte la corsa di Tokyo (una delle tappe della Majors Marathon) ma solo grazie alla perseveranza e alla determinazione è riuscito a realizzare il suo sogno.
Adesso la sua storia arriva in libreria con “Correre è la mia vita – Giro del mondo in dieci tappe per chi corre e cammina, dal Jesus Trail alla Valle della Morte” (Edizioni Lswr, 14,90 euro). Tra i massimi esperti italiani di Green Economy, Barbone racconta come sia riuscito a coniugare il suo mestiere di imprenditore con la passione per la corsa negli ambienti estremi, riuscendo anche ad attraversare e a vivere appieno sentieri spesso sconosciuti o poco noti.

Le corse nel deserto, i percorsi in solitaria al limite dell’estremo, i cedimenti del corpo, la malattia, la voglia di rialzarsi per giungere al traguardo, le giornate trascorse nello stesso sentiero percorso duemila anni prima da Gesù.
“Correre cambia la vita” racconta tutto questo portando il lettore da Santiago de Campostela alla Valle della Morte, dalla Route 66 fino a Los Angeles, alle volte correndo e altre camminando. Il lungo percorso è accompagnato dalle confessioni più intime dell’ultramaratoneta che, nella narrazione delle sue gare epiche e dei suoi viaggi più avventurosi, intreccia la sua esperienza con le storie di uomini e donne che hanno corso e camminato con lui.
L’autore riesce anche a far incontrare il racconto delle sue gare e delle sue camminate con il vissuto di alcune donne che, tramite la corsa, hanno cambiato la storia. Infatti se oggi le donne possono partecipare alle maratone è solamente grazie alla forza di quelle atlete che hanno osato sfidare le regole, facendo crollare numerosi divieti. L’emancipazione femminile, quindi, è stata conquistata anche attraverso la corsa.
“Dalla malattia ho imparato che l’uomo può rinascere molte volte nel corso della sua esistenza – scrive Barbone – e che la vittoria non sta tanto nel risultato quanto nella tenacia che mettiamo nel perseguirlo”.

Imprenditore, scrittore e ultramaratoneta, già autore del bestseller “Runner si diventa” (Corbaccio, 2015), è noto come uno dei massimi esperti in Italia in materia di green economy e per la sua collaborazione con il Premio Nobel Al Gore. Ha coniugato il suo mestiere con la passione per la corsa negli ambienti estremi. È stato insignito del Six Star Finisher a riconoscimento di “prestazioni e dedizione eccezionali” per aver completato il “Grande Slam delle maratone mondiali”. Ha disputato anche la 100 Km del Sahara, la 100 Km del Sahel, la 100 Km del Caribe, la Chott Marathon Extreme e molte altre corse in solitaria ritenute al limite dell’estremo, quali l’attraversamento del Judean Desert in Israele e della Death Valley negli USA.

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