La Doyenne con Fuglsang premia il migliore, ma che Formolo!

Il successo del danese è sicuramente meritato, per tutto quello che ha fatto vedere sulle Ardenne. Grande prova dell'italiano. Nibali ancora respinto dalla veterana delle classiche monumento.

La Doyenne con Fuglsang premia il migliore, ma che Formolo!

Liegi (BEL) (28/04) – La Doyenne non ha mancato, anche quest’anno di emozionare. Ha vinto il ciclista che nelle Ardenne ha maggiormente meritato. In una settimana, infatti, Jakob Fuglsang ha collezionato il terzo posto nella Amstel Gold Race, il secondo nella Freccia Vallone. Due gara nelle quali ha imparato una grande lezione: quando non si ha uno spunto veloce è meglio arrivare da solo. Così il danese dell’Astana oggi non si è fidato di un arrivo a due con il bravissimo Davide Formolo. Ha voluto vincere solitario. Ha rischiato in discesa, sulla strada resa viscida dalla pioggia. Ed ha meritato il successo.

La Liegi Bastogne Liegi ha chiuso il ciclo delle classiche del Nord. Al via i protagonisti di questo inizio di stagione e molti corridori pronti per i grandi giri, come il nostro Vincenzo Nibali, che questa corsa la insegue ed ama da sempre. Per ora senza essere ricambiato. Anche oggi lo Squalo l’ha onorata come meglio non poteva. E’ stato sempre nel gruppo dei primi, ha affrontato ogni salita con il piglio giusto. Poi, però, sulla decisiva cote de la Roche-aux-Faucons, quando Fuglsang ha lanciato il suo attacco, gli è mancato qualcosa. Dirà alla fine: “La condizione c’è, ma non ancora al massimo. Il Tour of Alps mi ha permesso di trovare il ritmo, ma non il fondo. Dopo i 250 chilometri mi è mancato il colpo per reggere l’attacco di Jakob…”. Per lui un ottimo ottavo posto. Adesso guardiamo il Giro, consapevoli che il campione messinese approda, come giusto che sia, con una condizione in crescita.

Fuglsang ha fatto il numero sulla cote finale. Si è trascinato dietro Woods e Formolo. Davide è stato l’ultimo a cedere al forcing dell’uomo Astana, sul falsopiano seguente: “Questa corsa mi piace. Sono sempre arrivato tra i primi. Oggi è stato impossibile fare meglio. Ma prima o poi…”. Ci sono corse scritte nel destino di ogni corridore: la Doyenne potrebbe esserla per Davide. Sarà per il prossimo anno. Intanto questo secondo posto in un monumento del ciclismo sa tanto di consacrazione definitiva, e fa morale.

L’avversario da battere, per Fuglsang, era soprattutto Julien Alaphilippe, ovvero colui che lo aveva già superato due volte in questa stagione: alle Strade Bianche e alla Freccia Vallone. Poteva accadere anche il giorno di Pasqua all’Amstel Gold Race se non fosse successo che i due, presi dalla pretattica, si fossero fatti raggiungere da uno scatenato Van der Poel. Su questo Jakob deve aver riflettuto abbastanza in questi giorni. L’Astana ha quindi fatto tutto alla perfezione.

Dopo aver lasciato sfogare quelli della Deceuninck-Quick Step, nelle ultime due cote ha preso in mano le operazioni. Sulla Roche-aux-Faucons parte Fuglsang, risponde Alaphilippe, si accoda Nibali. Altro scatto e il danese si trova in compagnia dei già citati Woods e Formolo. Alaphilippe paga forse una stagione fino ad oggi al massimo. Per il favorito numero uno, la Doyenne finisce lì dove inizia il volo di Fuglsang (da federciclismo.it)

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