Verona – Con una riunione che ha coinvolto gli staff di tutte le squadre nazionali, delle franchigie e dei Club del Peroni TOP10 al Payanini Center di Verona giovedì 10 giugno la Federazione Italiana Rugby ha mosso il primo passo del percorso di revisione del proprio alto livello.

Il Presidente federale Innocenti ed il Vice-Presidente Vicario Morelli, Capo Delegazione della Nazionale maschile, insieme ai vertici tecnici della FIR – il Direttore Tecnico Pacini, il CT Crowley, il Responsabile dell’Alto Livello Smith e quello della formazione giovanile  d’elite Aboud – hanno avviato con l’incontro di Verona un nuovo processo di condivisione che, nel corso del prossimo biennio, porrà le basi per uno sviluppo armonico ed integrato del rugby italiano d’elite.

Punto fermo ed obiettivo strategico condiviso l’innalzamento della competitività delle Squadre Nazionali, cartina di tornasole dello stato di salute del movimento azzurro nonché interesse comune e condizione imprescindibile per continuare a garantire la sostenibilità ed il benessere del sistema rugbistico nazionale.

Di pari passo, la volontà della nuova governance di migliorare e agevolare uno scambio di informazioni continuo e costante tra gli staff azzurri, quelli delle due Franchigie di Guinness PRO14 ed i Club di TOP10 dal punto di vista tecnico, atletico, medico e dirigenziale, con la competitività di tutte le realtà coinvolte funzionale a quella delle Nazionali.

E, ancora, una revisione del percorso formativo d’alto livello che, entro il ciclo mondiale, dovrà portare alla nascita di due strutture formative d’elite, con il supporto della FIR, all’interno delle franchigie di Guinness PRO14, il rilancio della Nazionale Emergenti quale ulteriore strumento di formazione per i migliori prospetti delle franchigie e del TOP10, rinnovati processi gestionali dei permit-players, il potenziamento degli investimenti federali in formazione per offrire a tutti i Club italiani i migliori strumenti per contribuire in modo attivo al processo di sviluppo degli atleti internazionali di domani.

“Il rugby italiano deve lavorare unito per lo stesso obiettivo, il successo delle nostre Nazionali, che generano risorse per l’intero movimento. Ogni Società deve sentirsi parte attiva di questo processo, ricevere da FIR gli strumenti per contribuire alla formazione dei giovani, essere parte della costruzione di un’identità e di una via italiane per il rugby d’elite” ha detto il Presidente federale, Marzio Innocenti, a margine della riunione.

“L’incontro di Verona ha riunito per la prima volta tutti i tecnici del nostro alto livello, ho avvertito la volontà condivisa di percorrere una strada comune. Lavorare insieme, dal vertice alla base, è il primo passo di un lungo cammino verso il nostro consolidamento in una grande nazione rugbistica” ha aggiunto il Presidente federale.

“Oggi la Federazione vuole essere vicina ai Club, e vuole che questi siano vicini alla Federazione, attivi e forniti degli strumenti necessari allo sviluppo e alla formazione degli atleti, da un estremo all’altro della nostra penisola, perchè il talento può nascere ovunque ma è compito della FIR fornire alle Società gli strumenti adeguati alla sua maturazione. Incrementeremo gli investimenti sull’area tecnica, ottimizzando le nostre risorse in altri ambiti, per innalzare sempre più l’offerta tecnica di ogni singolo Club, polo di formazione primario per gli atleti almeno sino ai diciassette anni”.

Alla riunione di Verona faranno seguito nuovi incontri periodici di verifica e confronto tra gli staff tecnici, medici e manageriali della Federazione, delle Franchigie e dei Club del massimo campionato: “Lo scambio di informazioni è – ha proseguito Innocenti – un passaggio ineludibile per arrivare ai risultati che ci prefissiamo di raggiungere. Vale sotto il profilo tecnico, è capitale dal punto di vista della centralizzazione delle informazioni sanitarie per ottimizzare la gestione ed il recupero di ogni singolo atleta. Ecco perchè per la prima volta FIR potrà contare, con il dott. Gori, su un Medico Federale a tempo pieno, una risorsa orientata espressamente a garantire questo allineamento”.

Nell’incontro al Payanini Center si sono anche avviate discussioni per rivedere il sistema di gestione dei permit-players: “Per come è strutturato oggi, il sistema necessita di essere ripensato, divenendo non solo uno strumento funzionale a supportare le Franchigie nelle finestre internazionali ma soprattutto la formazione degli atleti, con dei principi ben definiti e tenendo in considerazione, al tempo stesso, le singolarità di ogni atleta”  ha concluso il Presidente federale.

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