
Gianni Infantino ha ritirato la FIFA Forward Enterprise. «Questa proposta non andrà avanti», si legge nella nota diffusa venerdì dal presidente, che attribuisce la marcia indietro alle divisioni prodotte dal progetto. Il boicottaggio annunciato dalla UEFA è durato poco più di ventiquattr’ore.
Ieri avevamo raccontato la posta in gioco: consultazione aperta fino al 19 settembre, soglia di 106 federazioni su 211, protesta delle 55 federazioni europee deliberata il 30 luglio e prospettiva di un Mondiale senza le nazionali del continente. Per l’Italia era la quarta assenza consecutiva, stavolta decisa a tavolino. Il ritiro cancella la consultazione prima del voto.
La Concacaf ha riunito i presidenti delle sue 41 affiliate e ha contestato il metodo, a partire dai termini imposti alla discussione. L’AFC ha poi definito irraggiungibile il consenso necessario, rimanendo fuori dal boicottaggio. Venerdì Carlos Cordeiro, consigliere di Infantino ed ex presidente della federazione statunitense, ha lasciato l’incarico con una nota critica verso il piano.
Restano sul tavolo le ragioni che avevano mosso Zurigo: i 40 milioni di dollari per federazione promessi nel prossimo ciclo e il canale aperto con gli investitori americani, Joshua Kushner in testa. Infantino ha convocato le parti per nuovi incontri nelle prossime settimane.
I numeri della proposta ritirata
- Ritiro annunciato: 31 luglio 2026
- Consultazione prevista fino al 19 settembre, ora decaduta
- Soglia di approvazione: 106 federazioni su 211
- Quota destinata ai privati: circa il 20%
- Contributo promesso: 40 milioni di dollari a federazione
- Federazioni contrarie: 55 UEFA, 41 Concacaf, più l’AFC
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