C’è una notizia che fa tanto discutere in questi giorni di nostalgia per chi come noi godeva dell’abbuffata olimpica di Parigi 2024.
Ed è la notizia del valore del quarto posto. Olimpico. Non dimentichiamolo.
La notizia è questa, battuta qualche giorno fa dall’Ansa: “Anche gli azzurri che si sono fermati a un passo dal podio olimpico di Parigi 2024 saranno ricevuti al Quirinale del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con i medagliati, per la riconsegna del tricolore. E’ questa – apprende l’ANSA a Casa Italia da ambienti dello sport – la novità della cerimonia del 23 settembre. Mattarella ha espresso direttamente il suo desiderio al presidente del Coni, Giovanni Malagò, per un’edizione in cui l’Italia ha eguagliato il record di Tokyo (40 medaglie ma due ori in più) e ha collezionato tantissimi quarti posti. Ci sarà dunque, tra gli altri, anche la nazionale di pallavolo maschile.”
E siccome siamo il Paese che deve sempre schierarsi da una parte o dall’altra, ecco che come funghi o tartufi estivi spuntano quelli che sono Pro e quelli Contro. Quelli che si gareggia solo per vincere. Quelli che vogliono arrivare quarti perché è bello partecipare.
Lo sport non è tutto bianco o tutto nero. Lo sport è molto altro. È sfumature. È emozione. È lacrime di gioia o di dolore. Lo sport è cultura.
A Sport24h non interessa più di tanto questa discussione. Ci interessa però dire la nostra su tutto questo esagerare, enfatizzare, ingigantire, cercare a tutti i costi l’impresa: un atteggiamento che non ci convince.
L’agonismo sano e onesto è sacrosanto ed emozionante. Il valore vero è quello che ognuno di noi dà alla propria vittoria o traguardo (che può essere fissato ovunque anche all’ultimo posto).
Allenarsi per un obiettivo. Arrivarci. Vivere (magari anche con un po’ di intimità) tutto quel percorso che spesso è magia, è il senso. E l’Olimpiade accende quel senso del (proprio) successo al massimo perché conserva uno spirito – olimpico – che ha storia e fascino nel suo dna. E successo può anche essere partecipare. O il quarto posto.
Di cosa stiamo discutendo? Di chi gareggia per vincere e di chi per partecipare? Discutiamo piuttosto della bellezza dello sport olimpico, del gesto, delle storie che sono dietro ad ogni atleta, della fatica, della gioia e della delusione, che sono valore perché sia l’una che l’altra hanno un destino davanti.
Hanno un’altra storia da raccontare. Il premio va – ma è solo opinione personale di chi scrive – a chi capisce la storia, si emoziona, la fa sua e costruisce valore. Non serve esagerare. Quando si è forti si è forti e basta.

Bello !