La Ginnastica Ritmica azzurra sale al Colle dal presidente Napolitano

Domani, martedì 15 novembre, la Squadra Nazionale di Ginnastica Ritmica, tre volte campione del Mondo, sarà ricevuta al Palazzo del Quirinale dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nell’ambito dell’incontro con i “Nuovi Cittadini Italiani”. La prestigiosa udienza, al di là dei meriti sportivi delle altre farfalle iridate – la tesserata dell’Etruria Prato Marta Pagnini e le aviere del Gruppo Sportivo di Vigna di Valle Elisa Santoni, Romina Laurito ed Elisa Blanchi – mira ad evidenziare, in particolare, il prestigio portato al Paese dalle ginnaste Anzhelika Savrayuk e Andreea Stefanescu, naturalizzate italiane pur avendo natali, rispettivamente, ucraini (Lutsk) e rumeni (Iaşi). “Angy”, in particolare, arrivata alla F. Petrarca di Arezzo nel 2003, presa la cittadinanza nel novembre 2006, veste, al pari delle compagne più grandi, la divisa dell’Aeronautica Militare, essendo entrata a far parte del Gruppo Sportivo di Vigna di Valle dal 26 marzo 2007. La mamma della 17enne Andreea, la signora Petronela Cornelia Sandu, si è trasferita, invece, nel 2004 a Perugia. Sua figlia l’ha raggiunta nel 2006, prendendo la nostra nazionalità nel maggio del 2008. Ad accompagnare le sei atlete iridate – oltre all’allenatrice Emanuela Maccarani, alla Direttrice Tecnica Nazionale Marina Piazza, al Presidente federale, nonché Vice Presidente Vicario del CONI, il prof. Riccardo Agabio e al Segretario Generale FGI Michele Maffei – ci sarà anche l’individualista Julieta Cantaluppi, 14ª ai recenti Mondiali di Montpellier e per questo qualificata, al pari della squadra, per i Giochi Olimpici del 2012. La sei volte campionessa italiana, nata a Como ma fabrianese di adozione, è figlia a sua volta della allenatrice bulgara Kristina Ghiurova, medaglia d’oro alla fune ai Mondiali di Londra 1979 e perciò, attraverso il papà italiano, in possesso del doppio passaporto. Tre eccellenze azzurre originarie dell’Est Europeo che hanno contribuito attraverso la magia dei piccoli attrezzi a far risuonare l’Inno di Mameli, affrontando un percorso, più o meno tortuoso d’integrazione che testimonia la grande funzione sociale dello sport. (com stampa)

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