
La guerra (come il covid) non ferma il Torneo dei Candidati di scacchi. A Paphos, Cipro, il mondo degli scacchi si prepara a vivere, dal 28 marzo al 16 aprile, uno degli appuntamenti più selettivi e spettacolari dell’intero calendario internazionale: il FIDE Candidates Tournament 2026. Non è un torneo come gli altri, ma il passaggio obbligato per chi ambisce al trono mondiale. In palio c’è infatti il diritto di sfidare il campione del mondo in carica, l’indiano Gukesh D, in un match che vale l’intero ciclo iridato.
Il formato è il solito: quattordici turni, girone all’italiana doppio, otto giocatori tra i più forti al mondo che si affrontano due volte ciascuno. Le partite si giocheranno con una cadenza di 120 minuti per le prime 40 mosse, seguiti da 30 minuti per il resto della partita, con un incremento di 30 secondi per mossa a partire dalla 41ª mossa. Non sarà consentito concordare la patta prima della 40ª mossa del Nero. Per quanto riguarda i tiebreak, in caso di parità al primo posto dopo i 14 turni, si giocheranno prima due partite rapide a 15 minuti + 10 secondi di incremento; se la parità persiste, si procederà con mini-match blitz a 3+2 e ulteriori spareggi fino a determinare un unico vincitore.
Non esistono partite “facili” e, soprattutto, non esiste margine di errore. In un contesto simile, anche mezzo punto può pesare come un macigno nella classifica finale. È per questo che il Candidates è considerato il torneo più difficile degli scacchi professionistici: richiede preparazione teorica, resistenza mentale, capacità di adattamento e una gestione perfetta della pressione.
L’edizione 2026 presenta qualcosa di molto simile ad uno scontro generazionale. Da una parte ci sono giocatori abituati da anni al circuito mondiale, già rodati in questo tipo di competizione; dall’altra emergono giovani talenti che hanno scalato rapidamente il ranking globale e arrivano senza timori reverenziali. Il risultato è un torneo aperto, imprevedibile, dove le differenze di stile potrebbero risultare decisive tanto quanto la forza pura. Resta sullo sfondo il fantasma del giocatore più forte del circuito e forse anche della storia degli scacchi, ovvero Magnus Carlsen (elo 2840), che ha deciso anche questa volta di non tornare a competere il titolo mondiale. Dopo l’ennesima difese dal titolo, lo ricordiamo, ebbe a dichiarare: “Gli scacchi a cadenza classica mi annoiano.. non difenderò più il titolo”. E’ stato di parola, almeno fino ad oggi. Crediamo, però, che prima o poi tornerà a giocare un mondiale, magari quando all’orizzonte si staglierà la figura di un giocatore veramente in grado di impensierirlo. Al momento, però, nonostante i tanti giovani talenti in circolazione, ancora non si intravede.
Torneo dei Candidati 2026: gli sfidanti
Hikaru Nakamura (Usa, 2810) arriva a Cipro come numero due del mondo e uno dei protagonisti più riconoscibili dell’intero panorama scacchistico. Qualificatosi attraverso il posto assegnato per rating, il grande maestro statunitense è una figura unica: capace di competere ai massimi livelli nei tornei classici e, allo stesso tempo, vera icona globale grazie alla sua attività online. E’ uno dei senior del gruppo, che dovrà difendere la propria generazione dai rampanti. Cinque volte campione degli Stati Uniti, vincitore di tornei prestigiosi come Tata Steel (nel 2011) e Norway Chess (nel 2023 dopo aver attraversato un periodo di stanca), oro olimpico nel 2016, Nakamura è anche considerato uno dei più forti giocatori di sempre nelle cadenze rapide e blitz, con il titolo mondiale rapid conquistato nel 2022. Nonostante la sua immagine recente sia fortemente legata allo streaming, la sua esperienza e la capacità di gestire la pressione lo rendono un candidato credibile anche se, nei momenti importanti, si è sempre perso per strada.
Fabiano Caruana (Usa, 2795) rappresenta per molti analisti il favorito naturale del torneo. Numero tre del mondo, si è qualificato vincendo il circuito FIDE 2024 e partecipa ai Candidates per la quinta volta in carriera. Il suo nome è indissolubilmente legato al ciclo mondiale: nel 2018 vinse il torneo e sfidò Magnus Carlsen per il titolo, in un match rimasto tra i più equilibrati della storia. Caruana è celebre per la profondità della preparazione in apertura e per una capacità di calcolo che pochi possono eguagliare. Il suo palmarès include successi come il Sinquefield Cup 2014 (dominato con un incredibile 7 su 7 iniziale, un punteggio finale di 8,5/10 e una performance Elo di oltre 3000 punti, la più alta nella storia degli scacchi d’élite!), Tata Steel 2020 e Norway Chess 2018, oltre a numerosi titoli del Grand Chess Tour e cinque campionati statunitensi. Arriva a questo appuntamento dopo un convincente 7 su 9 a Saint Louis, segnale di una condizione in crescita. Il suo profilo è probabilmente il più completo.
Tra i debuttanti, Wei Yi (Cina, 2754) è uno dei nomi più attesi. Numero sette del mondo e miglior giocatore cinese del momento, si è qualificato come finalista della Coppa del Mondo 2025. Considerato per anni il più grande prodigio degli scacchi dopo Magnus Carlsen, detiene ancora oggi il record di più giovane giocatore ad aver superato i 2700 punti Elo, a soli 15 anni. Il suo stile è spettacolare, fondato su una combinazione di calcolo profondo, intuito tattico e coraggio nelle posizioni complesse. Le sue partite sono spesso caratterizzate da sacrifici brillanti e attacchi diretti al re avversario. Se il torneo dovesse svilupparsi su terreni tattici, Wei Yi potrebbe diventare uno dei protagonisti più pericolosi.
Anish Giri (Olanda, 2753) torna ai Candidates per la terza volta, forte della vittoria nel Grand Swiss 2025. Numero otto del mondo, è da oltre un decennio una presenza stabile nell’élite. In passato è stato spesso associato a uno stile estremamente solido, come dimostrato nel Candidates 2016 chiuso con quattordici pareggi, ma negli ultimi anni ha modificato profondamente il suo approccio, diventando più ambizioso e incline al rischio. Rimane un giocatore di grande precisione strategica, con una preparazione teorica di altissimo livello. Nel ciclo 2020-21 ha lottato per il primo posto fino alle ultime battute, segnale di una competitività che può renderlo ancora una volta protagonista.
Javokhir Sindarov (Uzbekistan, 2745) rappresenta una delle espressioni più pure della nuova generazione. Il giovane uzbeko si è qualificato vincendo la Coppa del Mondo 2025, un percorso estremamente impegnativo che ne ha certificato la maturità agonistica. Giocatore dinamico, aggressivo, sempre alla ricerca di posizioni complesse, Sindarov non ha paura di rischiare e spesso costruisce le proprie vittorie attraverso iniziative tattiche e attacchi diretti. È già stato protagonista nel trionfo olimpico dell’Uzbekistan nel 2022 e, pur essendo al debutto nei Candidates, ha tutte le caratteristiche per sparigliare gli equilibri del torneo.
Anche Praggnanandhaa (India, 2741), alla seconda partecipazione, è uno dei volti più interessanti del panorama mondiale. Qualificatosi tramite il circuito FIDE 2025, il giovane indiano ha conosciuto una crescita rapidissima, sostenuta da un talento naturale fuori dal comune. Il suo gioco combina calcolo preciso, grande sensibilità posizionale e una crescente maturità nelle scelte strategiche. Ha già vinto tornei di altissimo livello, come il Tata Steel Masters 2024, e ha contribuito al successo storico dell’India alle Olimpiadi. Se riuscirà a trovare continuità lungo le quattordici partite, è uno dei candidati più credibili per la vittoria finale.
Matthias Bluebaum (Germania 2698) è probabilmente l’outsider meno atteso, ma non per questo da sottovalutare. Due volte campione europeo, si è qualificato grazie a un sorprendente secondo posto al Grand Swiss 2025, davanti a numerosi giocatori più quotati. Il suo stile è fondato su solidità, conoscenza enciclopedica delle aperture e grande tecnica nei finali. Non è un giocatore spettacolare, ma è estremamente difficile da battere e può approfittare di un torneo lungo per costruire risultati consistenti. Nella storia dei Candidates, profili simili hanno spesso saputo sorprendere.
Chiude il campo Andrey Esipenko (Russia, 2698), anch’egli al debutto, qualificato grazie al terzo posto in Coppa del Mondo. Il grande maestro, che compete sotto la bandiera FIDE, è noto per il suo spirito combattivo e per un approccio creativo alle aperture. È diventato famoso per aver sconfitto Magnus Carlsen a inizio carriera e negli ultimi anni ha mostrato una crescita costante, culminata con la qualificazione ottenuta dopo una grande rimonta nella fase finale del torneo. Il suo stile aggressivo e la capacità di reagire alle difficoltà lo rendono un avversario temibile in ogni turno.
