La lettera aperta di Petrucci al Ministro Delrio e le cose che non dice

La lettera aperta di Petrucci al Ministro Delrio e le cose che non dice
Petrucci, CONI, Malagò

Gianni Petrucci in occasione dell’Assemblea elettiva di Roma

Nel pubblicare qui di seguito il testo della lettera aperta del presidente della Federazione Italiana Pallacanestro Giovanni Petrucci al ministro per gli Affari Regionali, le Autonomie e lo Sport Graziano Delrio sulle modifiche alla legge 91/1981, ci preme riportare una considerazione, legata al rapporto tra l’ex presidente del CONI e la politica. Petrucci è sempre stato un uomo di centro, area democrazia cristiana, quella, per intenderci che sta governando da ormai 2 mandati di governo, con Monti prima e Letta adesso. Il suo rapporto con la politica è sempre stato di “lungo corso”, ovvero collaudato e capace di efficaci equilibrismi. Forse per questo, quando l’attuale presidente del CONI Malagò è riuscito, per la prima volta, a portare al Consiglio Nazionale del CONI un capo del Governo (Letta), un ministro dello Sport (Delrio) e uno della Salute (Lorenzin), il buon Petrucci ha mostrato un po’ di insofferenza, come alcuni hanno raccontato. Del resto in quella giornata non è stato lui la star della giornata e questo deve avergli provocato qualche disturbo. Non si capisce, altrimenti, l’incipit della lettera, di cui riportiamo il testo integrale. Quel “Faccio seguito al mio recente intervento” sembra quasi voler dire “Non sono stato capito… non è stata posta particolare attenzione… non mi avete dato retta.”
Riguardo la lettera del Presidente Petrucci però, ci sono cose a nostro avviso non dette, che elenchiamo:
1. Il basket alimenta le scommesse? A noi risulta in modo veramente marginale.
2. La crisi delle società di basket è colpa della legge 91/81 che regola i rapporti tra società e atleti professionisti? E’ forse la versione sportiva della pratica usata in tempo di crisi di ridurre il “costo del lavoro”?
3. A fronte dei 4 NBA c’è un bilancio negativo in campo internazionale del basket ormai da 10 anni, sia per squadre di Club che per Nazionali. La colpa di chi è?
4. A San Felice stanno ancora piangendo…

Ai lettori il compito di completare l’opera

LETTERA APERTA DEL PRESIDENTE PETRUCCI AL MINISTRO DELRIO
Roma, 25 novembre 2013
Signor Ministro,
Mi affido ad una lettera aperta non avendo altra possibilità per raggiungerLa diversamente.
Faccio seguito al mio recente intervento al Consiglio Nazionale del CONI alla Sua presenza, del Presidente del Consiglio e del Ministro Lorenzin per chiarire e ribadire la situazione del basket italiano.
Il basket è lo sport che, dopo il calcio, alimenta le scommesse sportive, che insieme agli altri concorsi pronostici finanzia lo sport italiano e che, sempre dopo il calcio versa rilevanti somme all’Erario, anche a seguito di un rispettato accordo firmato con l’Agenzia delle Entrate.
E’ chiaro che stante l’attuale situazione economica anche le società sportive di base soffrono di una seria crisi.
Ribadisco quindi che le sedici società professionistiche attraverso la FIP chiedono una revisione della legge 91/81, datata trentadue anni fa, con tutti i cambiamenti che sono avvenuti nel Paese e nello sport.
I problemi e la situazione del basket professionistico sono diversi da quelli del calcio, mentre la su richiamata legge unifica le due discipline.
Il basket è uno sport gradito dai giovani, come viene attestato dal numeroso pubblico che settimanalmente riempie i palazzetti dello sport e che per spettatori è preceduto solo dal calcio.
Questo movimento ha “laureato” quattro grandi campioni che sono i nostri ambasciatori nella NBA.
Signor Ministro, peraltro vive in una città dove per merito della storica Pallacanestro Reggiana è confermato questo amore.
Se, come sembra, la legge sugli impianti sportivi, sarà approvata entro l’anno, gli eventuali benefici però delle società che costruiranno impianti saranno riscontrabili dopo diversi anni, mentre quelli della modifica delle legge 91/81 potrebbero essere contestuali all’approvazione.
Al CONI del Presidente Malagò non possiamo rimproverare assenze perché studia interventi nel mondo professionistico, ma come si sa, le leggi sono varate dal Parlamento.
E’ bene chiarire però, che il bilancio della FIP è alimentato dall’80% di risorse proprie e dal 20% di pubbliche. Ora però non possiamo chiedere di più a queste società.
Signor Ministro, bene conosco le priorità del Governo e i molteplici impegni del Suo Ministero, certamente più urgenti dei nostri, peraltro sono Sindaco di una bella città che giornalmente constata le gravi difficoltà dei cittadini.
Questa modifica però comporta pochi o nessun onere per lo Stato.
Vengo anche io dal mondo del calcio e lo so bene: la politica si movimenta spesso solo per questo sport.
Signor Ministro, smentisca quanto si è verificato finora.
In altri paesi non è così.
Il basket non si abbandona alla rassegnazione.
La ringrazio per l’attenzione.
Cordialmente.
Giovanni Petrucci

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