La lezione di Caruana secondo Scacchi Grosseto 1979

La lezione di Caruana secondo Scacchi Grosseto 1979

Scacchi Grosseto CaruanaIl successo di Fabiano Caruana nella Sinquefield Cup ha entusiasmato il pubblico anche dei non addetti ai lavori, al punto che l’Istituto di sondaggi Piepoli si è preoccupato di capire come gli italiani percepiscono questa disciplina attraverso il periodico rilevamento telefonico del lunedì, condotto attraverso 500 interviste a cittadini italiani maggiorenni – ovviamente il campione è rappresentativo della popolazione italiana – sui temi dell’attualità, della politica e dell’economia. L’Istituto ha pensato di inserire una paio di domande sull’argomento, dal quale si evince che circa 6 milioni di Italiani adulti hanno in qualche modo sentito parlare della performance di Caruana, mentre emerge che il nostro paese ha una “percezione” banale dello scacchista tipo.
Di seguito le domande e le risposte rilevate.

Recentemente l’italoamericano 22enne Fabiano Caruana ha vinto un supertorneo di scacchi tenutosi a Saint Louis, battendo tutti i più forti scacchisti del mondo. Lei aveva sentito parlare di questa vittoria?
SI12%
NO88%
  
A suo avviso, praticare il gioco degli scacchi è una attività….. 
Che si addice a persone con un’intelligenza sopra la media36%
Praticata da persone solitarie e riflessive35%
Che sarebbe meglio sostituire con della sana attività fisica12%
(senza opinione)17%

Logicamente il successo di Fabiano ha entusiasmato i tanti sportivi e praticanti che hanno seguito le partite in diretta e trovato nuovo entusiasmo per il proseguo della propria attività, come ha fatto la sezione Scacchi Grosseto 1979, parte della Polisportiva Grifone, società organizzatrice del Campionato Italiano di Scacchi a squadre under 16 che si disputerà a Grosseto dal 30 ottobre al 2 Novembre 2014 (maggiori informazioni e bando www.scacchigrosseto.it), la quale ha inviato alla redazione una lettera-considerazione sulla “lezione di Caruana”, che pubblichiamo integralmente.
“Caruana chi è costui? Se solo 10 giorni fa avessimo fatto questa domanda a 1000 italiani forse 1 avrebbe risposto correttamente: è l’italo americano di 22 anni che occupa la terza posizione nel ranking mondiale di scacchi. Oggi forse la risposta corretta sarebbe data da 5 italiani su 100.
Domenica 7 settembre a Saint Louis (USA) si è conclusa la seconda Sinquefield Cup: Magnus Carlsen, norvegese di 23 anni; Levon Aronian, armeno di 31 anni, Fabiano Caruana, italo americano di 22 anni, Hikaru Nakamura, statunitense di 26 anni, Veselin Topalov, Bulgaro di 39 anni e Maxime Vachier-Lagrave, francese di 23 anni sono i 6 dei 9 più forti giocatori del mondo che hanno dato vita ad un entusiasmante torneo in 10 round.
Caruana ha stupito il mondo vincendo le prime 7 partite, pattando le ultime 3 e chiudendo con 8,5 punti sui 10 a disposizione, lasciandosi alle spalle il secondo classificato fermo a 3 lunghezze di distanza. Grazie a questa performance Fabiano Caruana è oggi secondo giocatore nel ranking mondiale.
Dal punto di vista tecnico, Caruana è stato abile ed impeccabile. Un esempio su tutti “il sacrificio di alfiere in e6” con cui ha “ingannato” e quindi sconfitto Veselin Topalov (Campione del mondo 2005). Maurizio Caposciutti, maestro Fide ed istruttore della Polisportiva Grifone di Grosseto, così commenta il sacrificio: “L’accettazione del sacrificio porta il Re del bulgaro in cattive acque: d’altra parte ignorare il sacrificio avrebbe comunque lasciato l’italiano in posizione vantaggiosa e senza rischio. A Topalov non rimaneva quindi che catturare in e6 e sperare che Fabiano avesse qualche tentennamento nell’attacco. Questo avrebbe portato il bulgaro a valorizzare più avanti il vantaggio materiale, se la tempesta si fosse placata. Ma Fabiano, in questo momento indiscusso numero 1 al mondo in quanto a precisione e rapidità di calcolo delle varianti, non sbaglia e gioca tutte le migliori mosse di attacco che costringono dapprima Topalov a ridare indietro del materiale per evitare l’immediato scacco matto ed, infine, ad abbandonare in seguito a gravi ed inevitabili perdite successive di pezzi.”
E’ necessario vantare il secondo giocatore nelle classifica mondiale di scacchi, Fabiano Caruana classe 1992, perché si innesti nel paese quel circuito virtuoso che faccia lievitare gli appassionati attivi del nobil gioco e convinca i giovani che gli scacchi sono uno sport degno di essere preso in considerazione? Sì, lo è.
E’ sufficiente che Fabiano Caruana sia il secondo giocatore al mondo perché in Italia tra i molti appassionati si facciano strada molti nuovi Caruana del futuro e perché i genitori possano motivare i loro figli ad avvicinarsi ad uno sport della mente? No, non lo è.
La passione è necessaria ma non è sufficiente. Tutte le passioni hanno bisogno di una guida solida perché da esse nascano realtà altrettanto solide. Quindi servono istruttori che siano maestri nel senso più alto del termine, che sappiano insegnare, non solo, la tecnica ma siano anche guide durante la crescita dei giovani scacchisti.
Necessari sì; pur tuttavia anche gli istruttori non sono sufficienti.
Ecco allora la necessità di avere società di Scacchi che diffondano capillarmente la cultura dello sport della mente, che sappiano attrarre giovani e meno giovani organizzando attività didattiche mirate e specifiche ed a cui gli istruttori possano trasmettere le conoscenze tecniche valorizzando gli aspetti educativi. Sì perché gli scacchi sono uno sport ma sono anche altro: il 15 marzo 2012, il Parlamento Europeo ha approvato la “Dichiarazione Scritta 50/2011” nella quale le Nazioni che fanno parte dell’Unione Europea sono state invitate ufficialmente ad inserire gli Scacchi tra le materie curriculari della Scuola. Una dichiarazione che riconosce ed enfatizza quegli aspetti educativi e formativi che travalicano quelli tipici degli sport del corpo.
Se, da un lato, sono necessarie società locali di scacchi creative e preparate, dall’altro è parimenti necessario che il territorio sia pronto ad ascoltare le proposte didattiche proposte: a Grosseto, la sezione Scacchi Grosseto 1979, parte della Polisportiva Grifone, ha avuto la fortuna di trovare istituzioni scolastiche pronte, creative e flessibili che hanno attivato ormai da anni il progetto “scacchi a scuola”. I risultati non si sono fatti attendere: la squadra dell’Istituto Comprensivo Grosseto1 (scuola primaria elementare) e la squadra dell’Istituto Comprensivo Grosseto2 Media Pascoli hanno conquistato il primo posto in classifica nelle rispettive categorie ai Campionati giovanili studenteschi a squadre sia nel 2013 che nel 2014.
Società di scacchi e territorio sono quindi altri fattori necessari ma ancora non sufficienti. Fondamentale che tutte le 363 società di scacchi sul territorio italico siano ben coordinate e sostenute da validi, credibili e determinati Comitati Regionali e da una Federazione che faccia da guida, fornendo supporto e strumenti organizzativi di primo livello, e da controllore perché tutti possano contare su regole condivise che mirano alla salvaguardia della qualità.
Campioni e giocatori appassionati, istruttori dalle conoscenze tecniche solide e dalle indubbie qualità educative, società creative e flessibili in grado di leggere il proprio territorio, Comitati Regionali e Federazione abili nel sostenere, organizzare e controllare che tutto si svolga secondo le regole della lealtà sportiva: ecco questo è il circuito virtuoso necessario e sufficiente affinché l’Italia possa sfruttare appieno le potenzialità di un bacino di 13.000 iscritti alla Federazione Italiana di Scacchi.
Circuito virtuoso che si ritrova nei pezzi del nobil gioco, gli scacchi come metafora della vita dell’uomo sociale: tutti per uno e uno per tutti.
Ma manca ancora un tassello necessario: i media. Eventi sportivi e media hanno un effetto sinergico reciproco: lo sport beneficia della diffusione delle informazioni che i media possono garantire così come i media necessitano di notizie “nuove” ed interessanti per attrarre nuovi lettori.
I campioni come Fabiano Caruana sono necessari, ci rendono orgogliosi, ma è altrettanto necessario che tutti gli attori del circuito virtuoso facciano i doveri del proprio stato perché in Italia possa diffondersi la cultura degli scacchi e perché i giovani scacchisti possano contare su un ambiente favorevole che supporti i loro sforzi verso l’agonismo di buon livello.
Rossana Garavaglia
Comunicazione
Scacchi Grosseto 1979
www.scacchigrosseto.it

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