
Mentre il conto alla rovescia per le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 entra nel vivo, fioriscono in tutta Italia iniziative culturali che accompagnano l’evento ben oltre le piste da sci e i palazzetti del ghiaccio. Alcune di queste storie si muovono lontano dai grandi impianti, ma parlano in modo sorprendentemente diretto dell’identità olimpica. Una di queste parte dalla Toscana, dalle Crete Senesi, e conduce fino al cuore simbolico dei Giochi.
Ad Asciano, piccolo centro incastonato nel paesaggio ondulato della provincia di Siena, il Museo Cassioli custodisce un capitolo fondamentale della storia olimpica moderna. Qui sono conservate le opere di Giuseppe Cassioli e di suo padre Amos, pittori che tra Otto e Novecento hanno contribuito a definire un linguaggio figurativo capace di raccontare eventi, valori e rituali collettivi. È proprio Giuseppe Cassioli a lasciare un segno indelebile nella storia dello sport mondiale: nel 1928 è lui a disegnare la medaglia olimpica dei Giochi di Amsterdam, inaugurando un modello iconografico destinato a durare decenni.
La medaglia ideata da Cassioli non è un semplice oggetto celebrativo. Diventa un simbolo universale dei Giochi, con la figura della Nike alata, la vittoria come ideale classico e lo sport inteso come espressione di equilibrio, disciplina e misura. Quel disegno, con lievi variazioni, accompagnerà le Olimpiadi estive per gran parte del Novecento, contribuendo a fissare nell’immaginario collettivo un’idea riconoscibile e condivisa di Olimpiade. Visitare oggi il Museo Cassioli significa entrare nel laboratorio culturale da cui nasce questa visione: studi preparatori, bozzetti, dipinti storici che raccontano come l’arte italiana abbia saputo dialogare con lo sport a livello globale.
Per saperne di più https://www.museisenesi.org/stories/la-medaglia-olimpica-disegnata-da-giuseppe-cassioli/
