Ci sono due elementi che permettono di capire cosa è Bari: l’alfa e l’omega che raccontano la sua storia e disegnano il futuro.
Il primo (la storia) sono i suoi quattro teatri nello spazio di pochi chilometri, a testimonianza di un passato, anche recente, in cui il centro pugliese viveva di una vita sociale e mondana fervida e stimolante.
Il secondo è legato a quanto ha avuto modo di scrivere Lonely Planet nel 2019, indicando Bari tra le 10 migliori mete per una vacanza, con la motivazione: “Dalla città portuale un tempo malridotta, che sorge sul tallone d’Achille italiano, si gode la rinascita avvenuta nel corso di un decennio… Il rinnovato centro storico è il cuore, i negozi chiusi sono diventati ristoranti a conduzione familiare dove le nonne cucinano piatti di orecchiette in graziose piazze. Ma i cambiamenti vanno oltre la pura estetica, perché sono stati riaperti anche gli spazi culturali, dall’elegante Teatro Piccinni agli storici alberghi, già destinati all’oblio, come l’Oriente, senza dimenticare il Teatro Margherita, costruito su palafitte in stile art nouveau, oggi riadattato a straordinario spazio artistico. Grazie ad una vivace vita notturna, all’aumento della sicurezza per le strade e alle spiagge più pulite: Bari sta tornando alla ribalta.”
Abbiamo trascorso una piacevole giornata in giro per Bari vecchia. Per toccare con mano quanto raccontato dalla guida più famosa al mondo e assaporare, anche in una fredda giornata autunnale, il calore di una comunità che ha scoperto, in poco tempo, il turismo internazionale.
“Fino a qualche anno fa passeggiare per Bari vecchia era sconsigliato e i turisti venivano disincentivati dalle stesse forze dell’ordine nell’addentrarsi in questo dedalo di vicoli e piazze” ci racconta Paco, fondatore e del servizio di guide e noleggio bici Veloservice. “Grazie alla continuità amministrativa degli ultimi dieci anni il processo di riqualificazione ha permesso di trasformare il centro in un piccolo museo a cielo aperto, nel quale il principio base è quello della condivisione. Il pregio di Bari vecchia è che gli abitanti non sono andati via, ma hanno aperto le loro case anche ai turisti come è sempre stato per gli abitanti del luogo…”.
Per comprendere cosa intende Paco abbiamo inforcato una bici da passeggio e trascorso, in sua compagnia, una giornata nella quale i chilometri percorsi sono stati inversamente proporzionali alla bellezza e semplicità dei luoghi visitati. Perché questo itinerario non prevede grandi sgambate: Bari vecchia si risolve in un piccolo centro storico di pochi chilometri quadrati. Nel quale, però, è nascosto un universo di emozioni.
La nostra passeggiata comincia fuori da quella che tecnicamente è considerata Bari vecchia, ovvero il centro medioevale che si estende come piccola penisola verso est. E’ la parte “murattiana” della città, ovvero quella realizzata in epoca moderna, dal 1813 in poi. Le caratteristiche direttrici viarie che si incrociano perpendicolarmente tradiscono, meglio delle strutture dei palazzi più antichi, l’origine francese e la mano del cognato di Napoleone. In questa parte della città di possono ammirare palazzi dell’ottocento ed anche alcuni dell’inizio ‘900 in perfetto stile liberty, come il palazzo Marroccoli e il teatro Margherita. Tra gli altri edifici degni di nota anche il teatro Petruzzelli e l’Università degli Studi.
BARI CITTA’ DEI TEATRI – Sul teatro Petruzzelli, il quarto per capienza d’Italia, si è scritto tanto, soprattutto dopo l’incendio che lo devastò nel 1991. Dopo diverse vicissitudini, legate anche alla proprietà, in un contenzioso tra la famiglia Messeni Nemagna e il Comune di Bari, il teatro è stato riconsegnato alla città nel 2009. La sua struttura esterna non può competere, per fascino, con il teatro Margherita, che raggiungiamo nello spazio di poche centinaia di metri, pedalando verso il lungo mare (anch’esso riqualificato di recente) e il porto vecchio. Il teatro fu realizzato nel primo decennio del 1900 sul mare perché in base ad un accordo con i proprietari del Petruzzelli il comune non poteva edificare altri teatri sul suolo cittadino. E’ realizzato in un elegante stile liberty ed è stato per tanto tempo chiuso per lavori di restauro, terminati nel 2018. Da allora è riconvertito in museo di arte contemporanea. Passando verso il porto vecchio nelle prime ore del giorno può capitare di sentire i pescatori battere ancora i polpi appena pescati per essere venduti “al dettaglio”. Un’usanza che richiama riti antichi, ormai scomparsi in quasi tutta l’Italia, ma che qui sopravvivono e di ripetono ormai da secoli.
Proprio in questo periodo sono terminati i lavori del Teatro Kursaal Santalucia, che prende il nome dell’architetto che l’ha realizzato, nel 1920, in tardo stile liberty. Negli anni in cui il Petruzzelli era inagibile il Kursaal ha goduto di una intensa attività artistica e interventi di rilievo realizzati dall’archistar Paolo Portoghesi. Chiuso nel 2011 per alcuni problemi legati alle dotazioni di sicurezza, è tornato a vivere proprio a settembre di quest’anno.
BARI VECCHIA – Ci addentriamo per Bari vecchia, sempre in compagnia di Paco, passando per piazza del Ferrarese, considerata l’ingresso alla città medioevale. Ci accoglie un labirinto di vicoli e stradine su cui danno le abitazioni che, per la maggior parte dei casi, sono aperte al pubblico e riconvertiti in servizi per i turisti.
Come nel caso de Le Sgagliozze di donna Carmela, a piazza Albicocca. Raggiungere la piazza con il navigatore di google non è difficile, ma capitarci quasi per caso (nel nostro caso seguendo senza farci troppe domande la guida) è un tuffo nel cuore pulsante di Bari. Piazza Albicocca è poco più che un cortile, su cui insistono le abitazioni, molte delle quali ancora nella forma originaria, case popolari di due, massimo tre piani. Balconi piccoli ed essenziali e finestre di una incredibile varietà. La piazza recentemente è stata riqualificata con l’importante contribuito di IKEA, che ha utilizzato parte del suo catalogo per creare strutture pubbliche. Dopo i lavori di sistemazione è diventata il simbolo della rinascita turistica della città e centro della movida serale. E’ caratterizzata dalla presenza di diversi ristoranti, come quello di donna Carmela, maestra nelle sgagliozze (da cui il nome del locale. Per sapere cosa sono vedi box). Se le sgagliozze sono la specialità della casa, ci rubano gli occhi riso, patate e cozze che la signora Carmela prepara qualche ora prima di mettere in forno, per far amalgamare meglio i sapori.
Poco distante da piazza Albicocca facciamo visita all’Antica Salumeria di Nicola che propone taglieri ricchi di prodotti locali e panini farciti.
Da piazza Albicocca parte strada Casamassimi (che diventa, girando a destra, Arco Alto): la strada della pasta. Forse uno dei luoghi più rappresentativi della nuova Bari vecchia. Direttamente sulla strada affacciano le cucine con le signore intente a realizzare, a mano, le orecchiette, poi esposte e in vendita sulle sedie, lungo la via.
“Il mondo, neanche cinque anni fa sembra aver scoperto Bari vecchia – ci racconta Paco -. Nello spazio di pochi messi arriva da queste parti Dolce & Gabbana per realizzare uno spot pubblicitario. Poi alcune modelle posano con le signore che fanno la pasta. Se ne accorge anche Lonely Planet inserendo Bari tra le mete must del 2019 e addirittura il New York Times, che dedica un articolo di approfondimento alla pasta venduta per strada. In poco tempo un turismo che era locale è diventato internazionale…”.
Siamo a poche centinaia di metri dalla Basilica di San Nicola. La storia del patrono di Bari è nota. Le reliquie del santo, vissuto nel II secolo dc, furono trafugate e portate a Bari attorno all’anno mille. La sua fama va oltre i confini della chiesa cattolica. E’ venerato anche da quella ortodossa mentre è indubbio che la sua figura ha dato origine alla tradizione di Babbo Natale e per questo molto considerato anche nei paesi nordici, tradizionalmente più laici. Al riguardo, Aart, un nostro compagno di viaggio olandese ci racconta: “Quando la pragmatica e laica Olanda ha deciso di abolire le feste dei santi, la popolazione non ha avuto alcun problema, tranne che per San Nicola, il 6 dicembre. E’ la festa dei bambini – si disse – e nessuno pensò di toglierla.”
La Basilica è stata edificata tra il 1000 e il 1200 ed è un bell’esempio di romanico pugliese. Rappresenta uno dei pochi luoghi frequentati contestualmente da fedeli appartenenti a diverse confessioni cristiane, per quanto riguarda i credenti di rito ortodosso, soprattutto di origine russa.
La basilica si anima soprattutto durante i festeggiamenti del 7-9 maggio, in occasione della ricorrenza della traslazione delle ossa da Myra. Un lungo corteo storico ripercorre gli eventi del 1087 e la statua del santo è condotta in processione su una barca e poi lasciata in piazza per il culto pubblico. In questa occasione, Bari è raggiunta da numerosi pellegrini, provenienti tanto dalle altre regioni italiane che dalla Russia e altri paesi ortodossi. “Non si è potuto fare per due anni – dice sconsolato Paco – noi tutti ci auguriamo che torni la festa nel 2022”.
Mentre torniamo verso strada Vallisa, per riconsegnare le biciclette, abbiamo la sensazione di essere stati ospiti, per poche ore, di una grande famiglia, che ha aperto la cucina e il salotto di casa come fossimo vecchi amici. Lo diciamo a Paco: “Il segreto di Bari vecchia è proprio questo: nessuno ha cambiato le proprie abitudini, però tutti noi abbiamo cambiato il nostro modo di rapportarci con il mondo…”.
DOVE MANGIARE – Le Sgagliozze, piazza Albicocca, Bari. La cucina tradizionale di donna Carmela non può lasciare indifferenti. Consigliamo, più che le sgagliozze, un must della cucina barese: cozze, riso e patate.
DOVE DORMIRE – Abbiamo soggiornato al iH Hotels Bari Grande Albergo delle Nazioni, lungomare Nazario Sauro. Uno dei migliori di Bari in grado di offrire un cinque stelle di grande qualità ad un prezzo molto conveniente. La colazione servita nella splendida sala del sesto piano, che si apre sul lungo mare, con prodotti locali freschissimi da sola vale il viaggio.
PER INFO E NOLEGGIO BICI – Velo Service, Strada Vallisa 81 – 70122 Bari. Offre biciclette e guide in grado di raccontare segreti e curiosità della città. Info: www.veloservice.org.








