Lamont Marcell Jacobs è uno di quei rari casi in cui il talento, ancorché di nascita estera, ce lo siamo cresciuto noi, in Italia. Fino a vederlo laurearsi campione europeo indoor dei 60 metri, due giorni fa in Polonia, con il tempo di 6″47 che è record italiano e prima mondiale stagionale.

La sua storia appare un po’ l’opposto di quella di Kobe Bryant, che seppur nato negli USA, ha passato la sua giovinezza qui in Italia, per poi tornare nel suo paese e spiccare il grande salto.

Lamont Marcell è nato a El Paso, al confine tra gli USA e il Messico. Papà texano e mamma italiana. Lamont torna in Italia che è ancora molto piccolo e inizia la sua carriera sportiva nel nostro Paese, fino a diventare uno dei più forti velocisti e saltatori della storia dell’atletica italiana.

Non molti lo conoscono, e forse questo la dice lunga sulla cultura sportiva generale dell’Italia e della stampa in generale. Probabilmente se non avesse vinto il titolo europeo con la migliore prestazione mondiale sulla distanza, sarebbe rimasto nella nicchia degli addetti ai lavori.

Eppure il suo curriculum sportivo è di tutto rispetto. Per certi versi anche superiore a quello di Tortu che invece, grazie al suo 9″99 sui 100 metri, sembra poter viaggiare godere di fama imperitura per i prossimi decenni.

Perché se è vero che il talento milanese è stato ad oggi il primo ed unico italiano a valicare il muro dei 10″, è anche vero che Lamont Marcell può vantare sulla distanza un personale di 10″3, ovvero la terza prestazione all time per un italiano, alle spalle anche del 10″01 di Mennea. Se però a questo personale aggiungiamo anche un salto in lungo di 8,48, realizzato a Bressanone nel 2016, ci rendiamo conto che il ragazzo è un talento ancora non completamente espresso.

La misura, infatti, ancorché realizzata con vento a favore di 2,8 e quindi non omologabile, rappresenta il salto più lungo di un italiano in questa specialità, di tutti i tempi. Ha fatto meglio di Howe (8,47 a Tokyo, che rappresenta anche il record italiano) e di Giovanni Evangelisti (8,46 a San Giovanni Valdarno).

“Tanto lavoro e una condizione fisica perfetta – ha detto subito dopo la gara a chi gli chiedeva del segreto di questo successo -. Sono orgoglioso per questo risultato e per l’Italia. E’ stata una gara veloce, sono partito bene e sono andato subito in testa. Quando ho tagliato il traguardo ho realizzato che il tempo è record italiano e migliore prestazione al mondo. Una felicità incredibile, soprattutto poter portare questo tricolore sulle spalle. Un ringraziamento a Paolo Camozzi, per il lavoro e le batoste prese dal 2015 ad oggi. Abbiamo sofferto insieme ma adesso siamo qui a festeggiare. Per la vita normale, non cambierà nulla ma personalmente mi darà tanta forza, convinzione nei miei mezzi.”

Ricordando le sue vicissitudini sportive: “Ho preso tante batoste, ho avuto tanti incidenti, ho dovuto cambiare una specialità che amavo. Adesso questo risultato, che in qualche modo ripaga di tutto. Si torna a casa.. a lavorare per migliorare ancora.”

Perché alla fine Lamont Marcell nasce saltatore ed è questa la specialità del cuore. Per capirlo basta andare sul suo profilo instagram: l’account è @crazylongjumper. Chissà che non torni al lungo per provare a battere il record di Howe.

Qui la scheda FIDAL di Lamont Marcell Jacobs

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