Laura Rogora vice campionessa europea Lead alle spalle della Rakovec

Campionati Europei Lead e Speed in Scozia ad Edimburgo caratterizzati da assenze eccellenti. Grande prova dell'azzurra che sale per la prima volta su un podio assoluto dopo tante vittorie nelle categorie giovanili.

Laura Rogora vice campionessa europea Lead alle spalle della Rakovec

Il calendario dell’Arrampicata Sportiva ha proposto i Campionati Europei Leed e Speed di Edimburgo in una collocazione temporale che, oggettivamente, li ha penalizzati. Schiacciati tra i due eventi “mondiali” legati alle qualificazioni per Tokyo 2020 (i Mondiali del 2019 e l’evento di Tolosa a fine novembre), in Scozia erano più evidenti i nomi di coloro che non c’erano rispetto a quelli dei big presenti. Se la gara maschile lead ha avuto il pregio di mettere in mostra un Adam Ondra tirato a lucido, pronto a riprendersi quella qualificazioni olimpica incredibilmente volata via ad agosto per un banale errore da principiante, la prova femminile ha visto salire sul podio atlete che spingono per scalzare dai vertici assoluti le attuali dominatrici.

Assenti le asiatiche (giapponesi e coreane, ormai dominatrici del circuito), non si è vista dalle parti dell’Edinburgh International Climbing Arena neanche sua maestà Garnbret, fino a qualche settimana fa dominatrice di tutte le prove di Coppa del Mondo. C’erano, però, le altre fortissime slovene Rakovec, Markovic e la temibile austriaca Pilz. Per questo il secondo posto assoluto nella lead di Laura Rogora assume un significato pensante. Soprattutto in vista dell’appuntamento più importante della stagione, che è quello di Tolosa, dove ci sono in palio diverse carte olimpiche, dopo le prime assegnate ai recenti mondiali.

Si tratta del primo risultato assoluto di Laura, 18enne romana che da diversi anni “tira la carretta” dell’arrampicata italiana da quando è uscita di scena Jenny Lavarda. Fino ad oggi la ragazza delle Fiamme Oro aveva vinto, tanto e bene, nelle categorie giovanili (ancora ad agosto il titolo mondiale U20), ma mai era riuscita a salire sul podio in una prova assoluta. Domenica l’azzurra ha scalato veramente bene, cedendo in finale per una sola presa a Lucka Rakovec, slovena come la Garnbret e all’ombra della quale è cresciuta fino ad entrare nelle top 10 del ranking IFSC. Sul terzo gradino del podio è salita una ragazzina di cui sicuramente sentiremo parlare in futuro ancora per molto: la 15enne Luce Douady, francese. Senza alcun timore reverenziale nei confronti delle più esperte e collaudate avversarie, Luce si è fermata due prese più in basso di Laura. Quest’anno aveva già stupito cogliendo il quinto posto nella prova di Coppa del Mondo Boulder a Vail, chiudendo al quinto posto.

Per quanto riguarda la prova uomini, Adam Ondra mette a segno il grande slam, portandosi a casa il titolo continentale dopo quello mondiale nella Lead. Il ceko conserva ancora una condizione invidiabile, come dimostra anche il successo di una settimana fa a Kranj (Coppa del Mondo) e sicuramente non si farà sfuggire la qualificazioni per Tokyo tra poco più di un mese in Francia. Alle sue spalle è giunto lo spagnolo Alberto Gines Lopez (era tempo che non si vedeva un iberico su un podio internazionale) e terzo lo svizzero Sascha Lehmann. Mancavano, anche qui, diversi big e alcuni di quelli presenti non ci sono sembrati in grande condizione, non avendo più molto da chiedere alla stagione una volta messo al sicuro il volo per Tokyo (come nel caso di Schubert).

Stesso discorso vale per la Speed, vinta dal russo Vladislav Deulin, davanti all’ucraino Danyil Boldryrev e al russo Dmitrij Timofeev. Il campione del mondo, Ludovico Fossali è finito quinto, ma sicuramente la testa è già alla preparazione dell’evento olimpico. Tra le donne successo per la polacca Aleksandra Miroslaw davanti alla russa Mariia Krasavina e alla francese Anouck Jaubert. Da segnalare il nono posto della giovanissima azzura Anna Calanca.

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