Abbiamo chiesto l’aiuto di ChatGPT per elaborare una serie di articoli sulla montagna che presentino le 10 imprese più straordinarie dell’alpinismo.
Per prima cosa abbiamo fissato 10 criteri che, in ordine di importanza, ci possono aiutare ad analizzare le grande imprese e realizzare una classifica che abbia un senso. Criteri che abbiamo scelto noi e sottoposto a ChatGPT, il quale a sua volta ne ha aggiunti altri tre (dall’11° al 13°).
Siamo consapevoli che questo tipo di classifiche hanno dei limiti, ma hanno anche il fascino di legare insieme avvenimenti e periodi che altrimenti rimarrebbero staccati e, spesso, non collocati nella giusta dimensione. Pertanto, anche solo per testare le capacità dell’intelligenza artificiale, ci siamo buttati nell’impresa ed ecco i risultati.
I criteri scelti
Il primo passo è stato quello di fissare, con l’aiuto di IA, i criteri in base ai quali analizzare l’enorme massa di dati che ci regala il web e che raccontano, in molti modi e diverse lingue, le grandi imprese alpinistiche. Ecco di seguito l’elenco che ne è venuto fuori:
- Difficoltà tecnica della scalata
- Lunghezza della scalata
- Nuova via (innovazione della linea)
- Difficoltà delle condizioni climatiche incontrate
- Altitudine affrontata
- Deve essere una “prima volta”
- Deve essere in solitaria
- Deve essere senza ossigeno supplementare
- Non necessariamente aver raggiunto la vetta
- L’autore dell’impresa deve essere tornato vivo
- Impatto culturale e mediatico
- Innovazione tecnica
- Contesto storico
La scelta che ha fatto la redazione, nel fissare i punti, è evidente ma anche parziale e apre la porta a future classifiche. Abbiamo deciso di valutare con attenzione, per esempio, solo le imprese in solitaria, considerando questo elemento fondamentale per il tasso di difficoltà maggiore (una cosa è scalare in due, un’altra da solo) e soprattutto l’eccezionalità dell’impresa. Abbiamo, inoltre, considerato premiante la conclusione definitiva dell’impresa con il ritorno a casa vivo, rispettando l’adagio del grande scalatore Ed Viesturs che ricorda sempre: “Arrivare in cima è solo metà dell’impresa; l’altra metà è tornare giù.”
Potremo discutere anche di altri principi fissati e crediamo (anzi speriamo) che questo elenco possa aprire un’ampia discussione su quali elementi sono fondamentali per un’attività, l’alpinismo, che consideriamo a tutti gli effetti sport.
Fatta questa lunga ma doverosa premessa, dopo aver messo tutto questo nel ‘cervellone’ di chatgpt, in grado di elaborare una grande massa di dati e informazioni, ecco l’elenco delle 10 imprese alpinistiche più strabilianti del nostro secolo, riconsegnato da IA
10 imprese alpinistiche più strabilianti del nostro secolo
1. Hermann Buhl – Prima ascensione del Nanga Parbat (1953)
2. Reinhold Messner – Prima ascensione solitaria in stile alpino dell’Everest (1980)
3. Alison Hargreaves – Prima ascensione femminile solitaria dell’Everest (1995)
4. Walter Bonatti – Prima ascensione solitaria invernale di una nuova via sulla Parete Nord del Cervino (1965)
5. Catherine Destivelle – Imprese solitarie sulle grandi pareti alpine
6. Renato Casarotto – Prima solitaria invernale sulla via Gervasutti delle Grandes Jorasses (1985)
7. Ueli Steck – Record di scalata della Parete Nord dell’Eiger (2015)
8. Lynn Hill – In libera “the Nose” di El Capitan (1993)
9. Alex Honnold – Free solo di El Capitan (2017)
10. Jean‑Marc Boivin – Ascesa solitaria e speed sulle Grandes Jorasses (1986)
Nei prossimi giorni proveremo a raccontare ognuna di queste imprese. Nel frattempo voi cosa ne pensate, siete d’accordo?
Per conoscere bene l’impresa di Hermann Buhl, consigliamo la sua autobiografia
