Tu chiamale se vuoi: emozioni estreme. Sono quelle che abbiamo vissuto ieri sera (mercoledì 26 novembre) alla Canottieri Milano, che per i suoi 135 anni organizza una serie di “Incontri by Invictus” in partnership con Lab DFG. E ieri sera, lungo il Naviglio, freddo quanto basta per la stagione in corso, si respirava un clima speciale, di cultura sportiva, una cultura attiva per tutti i sensi. Mentre il Naviglio si animava di atleti che remavano anche in notturna e le palestre erano piene di soci impegnati tra vogatore, basket, tennis e nuoto, l’incontro con Federico Colli, protagonista del primo appuntamento del ciclo Invictus 2025/2026, ha portato dentro la società una miscela di emozione, tecnica, poesia e spirito olimpico.
“La prosa dello sport”, è stata la definizione iniziale di Dario Ricci pronti via al microfono di questo appuntamento. Risultato: una serata intensa e sorridente, profonda, nel racconto dei limiti e delle sfide che accompagnano ogni percorso sportivo. Ma senza pesi inutili. Senza vincitori o vinti. Solo per passione. A condurla, con misura e ritmo, la voce di Radio24-Il Sole 24 Ore, un Dario Ricci in confidenza con il protagonista, Federico Colli, che potete riascoltare cliccando QUI.
Federico Colli, reduce da un allenamento al campo XXV Aprile di Milano – cose di ordinaria amministrazione nella sua vita di tecnico fra Milano e Courmayeur – una volta raggiunta la Canottieri Milano, ha guidato il pubblico in una conversazione che ha intrecciato montagna estrema, performance atletica, paura, cadute, incidenti, recuperi e quella forza di volontà che porta gli sportivi a rialzarsi ogni volta. Un passaggio delicato è stato dedicato anche a Federica Brignone, una delle atlete che Colli segue. Profumo di Giochi Olimpici: “È sempre un momento speciale e particolare quando un atleta dopo un infortunio torna a sentire la neve. Chiamerò Federica per capire come va e certo facciamo tutti il tifo per lei, ma soprattutto facciamo il tifo perché possa tornare ad essere una donna atleta serena, senza pressione, senza obblighi di sorta, perché Lei ha già regalato così tante emozioni che … e poi, la cosa più importante, sta nel recupero orientato per una vita sana e sportiva come piace a lei”.
Federico Colli, nella sua umile capacità di tecnico e di sportivo, sa accendere la luce al punto giusto sulle cose della vita. Ha un’arma in più che usa per se stesso e soprattutto allenando gli altri: guarda negli occhi e nel cuore, sa andare dritto al punto. Il suo racconto, l’ultima impresa estrema sulla neve dove finisce il mondo, in Patagonia, (ne abbiamo scritto qui) ha toccato corde profonde dentro la sala adibita per l’incontro, mentre fuori, la Canottieri continuava a vivere il suo sport quotidiano: barche che rientravano dal Naviglio con le luci accese, giovani e adulti che si allenavano con naturale intensità, gruppi che giocavano sotto i palloni da basket e tennis. Un’atmosfera viva, vera, che ha reso ancora più forte il senso di appartenenza e di condivisione. Sono volate a raffica le domande tecniche e anche quelle filosofiche per un appuntamento che poteva anche non finire mai. Proseguito poi davanti ad una buona “pizza” del ristorante bistrot di Canottieri Milano, luogo di incontri appunto.

A dare il benvenuto in apertura di serata è stato Stefano Rossi, presidente della Canottieri Milano, sportivo e figlio d’arte sportiva. E qui apriamo una parentesi: vengono i brividi quando ci racconta a microfono spento del padre, Dante Rossi, portiere del mitico (anzi dell’imbattibile) Settebello di Roma ’60… Stefano Rossi nuota nei ricordi e nel futuro dello sport olimpico e non, lo fa sottolineando il valore culturale del progetto Invictus per i 135 anni di Canottieri Milano e anche oltre: Il presidente si siede poi in prima fila e fa domande incuriosito: apprezza lo stile e il racconto di Federico Colli, sciatore estremo capace di raccontarsi con semplice passione: “Siamo molto contenti – dice Rossi – perché con questi incontri si promuove anche la cultura sportiva, non solo il fare che è insito e tipico di Canottieri Milano. È una dimensione che ci appartiene da sempre e che vogliamo continuare a coltivare. Così, avanti tutta”.
Dario Ricci ha ricordato il legame profondo tra narrazione, radio e luoghi dello sport. “Felice che Olympia, la città dello sport che vi dà appuntamento su Radio24-Il Sole 24 Ore ogni domenica, abbia aperto una porta qui in questo luogo storico di sport e di passione, dove si respira l’energia dello sport di ieri e di domani”. Il ciclo Invictus prosegue ora con due nuovi appuntamenti che porteranno in Canottieri prima il tennis, poi lo sport americano. Le voci saranno divertenti e autorevoli, il parcheggio facile e gratuito come l’ingresso. E dopo, per chi non fosse sazio, si continuerà a parlare di sport in un ambiente che di sport si nutre…

Giovedì 11 dicembre, alle 19:30, arriva “Tennis Doppio Misto”, un dialogo con Cesira Di Noi (ha pubblicato per Lab DFG) e con Riccardo Crivelli (per Diarkos). Crivelli è firma della Gazzetta dello Sport. I due autori presentano tre libri che raccontano il tennis da prospettive diverse. Crivelli racconterà le biografie “Jannik Sinner. Il talento che sta cambiando la storia del tennis” e “Carlos Alcaraz. Il volto nuovo del tennis mondiale”, mentre Cesira Di Noi introdurrà “Manuale di sopravvivenza per aspiranti tennisti”, un testo che riporta il tennis nella sua dimensione quotidiana fatta di allenamenti, emozioni e piccoli traguardi.
Mercoledì 14 gennaio, alle 19:30, sarà la volta di “Whats… American Sport”, un viaggio nel linguaggio, nei miti e nelle dinamiche dello sport statunitense con Valentina Clemente, Dario Ricci, Massimo Lopes Pegna e Giorgio Tavecchio. Modera Marzio Quaglino.
