Mar, 10 Febbraio 2026
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Le Guide Alpine sulla nuova Legge Montagna

Guide alpine

Approvata la nuova Legge Montagna: le Guide Alpine diventano punto di riferimento per le professioni della montagna

Dopo anni di attesa, l’Italia ha finalmente una legge quadro sulla montagna. Un provvedimento che non solo colma un vuoto legislativo, ma ridefinisce il territorio restituendo valore alle comunità e alle professioni legate all’ambiente montano. La nuova normativa richiama gli escursionisti a una frequentazione consapevole e responsabile, riconosce l’unicità dei professionisti del Collegio Nazionale Guide Alpine – Guide alpine, Accompagnatori di media montagna e Guide vulcanologiche – e li pone al centro della tutela, della sicurezza e della valorizzazione del patrimonio montano del Paese.

La legge, intitolata “Disposizioni per il riconoscimento e la promozione delle zone montane” e promossa dal Ministro per gli Affari Regionali Roberto Calderoli, introduce finalmente una definizione chiara di “montagna”, basata su criteri oggettivi come altitudine e pendenza, aprendo la strada a misure concrete per lo sviluppo e la valorizzazione di questi territori.

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Due articoli in particolare sono dedicati ai professionisti del Collegio Nazionale Guide Alpine e al loro lavoro. Nel primo, viene ribadito il riconoscimento come professioni della montagna delle figure di guida alpina, aspirante guida, accompagnatore di media montagna e guida vulcanologica. Questo rafforza quanto già stabilito dalla legge quadro 6/89 e conferma il ruolo strategico di queste professioni come presìdi fondamentali per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturale e culturale delle aree montane. Inoltre, la “Strategia della montagna italiana” prevede specifiche misure per valorizzare e tutelare queste figure.

  • Secondo articolo: l’attività escursionistica viene riconosciuta come strumento essenziale per la tutela e la promozione del patrimonio ambientale. La norma affida al Ministero per gli Affari Regionali e le Autonomie il compito di definire i criteri di classificazione e individuazione dei percorsi escursionistici, ai fini della loro fruizione in condizioni di sicurezza, intesa come frequentazione consapevole e auto-responsabile.

Di particolare rilievo è anche il comma che stabilisce come “il fatto colposo del fruitore costituisca caso fortuito ai fini della responsabilità civile”. In altre parole, se un escursionista si fa male a causa di un evento casuale, come la caduta di un sasso, o per un comportamento imprudente o disattento, il danno non ricade automaticamente sugli enti gestori del territorio o su chi ha effettuato opere di manutenzione. È un passaggio importante, perché riconosce che la montagna comporta sempre dei rischi e che chi la frequenta deve farlo in modo consapevole e rispettoso del contesto naturale.

“Con questa legge si compie un passo importante verso il riconoscimento concreto del valore della montagna e di chi la vive e la tutela ogni giorno anche con il proprio lavoro – commenta Martino Peterlongo, Presidente del Conagai –. I nostri professionisti continueranno a svolgere il proprio ruolo con rinnovata responsabilità, consapevoli di essere non solo guide, ma anche custodi di un patrimonio unico che appartiene a tutti”.

Fonte: Comunicato stampa Guide Alpine Italiane – Valentina d’Angella (17/09/2025)

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Redazione
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