
La classifica MVP di Natale è una fotografia fedele di quello che sta accadendo in questo periodo nella Lega più importante al mondo. Guardando il Kia MVP Ladder, l’immagine è piuttosto nitida: in cima c’è Nikola Jokić, poi arrivano tutti gli altri.
Il Natale ha semplicemente reso impossibile ignorarlo. I numeri della partita di Natale – 56 punti, 16 rimbalzi, 15 assist – sembrano inventati, quasi un errore di battitura. In realtà sono il riassunto più brutale della normalità di Nikola Jokić. Lo ha fatto contro una delle migliori difese della lega, contro Rudy Gobert, in una partita da vetrina assoluta e con mezza rotazione dei Denver Nuggets fuori uso. Jokić non sta solo giocando bene, sta tenendo in piedi una squadra intera, sera dopo sera, senza cambiare espressione.
Alle sue spalle, il primo inseguitore resta Shai Gilgeous-Alexander. La sua stagione è ancora da candidato serio: oltre 32 punti di media, efficienza elevata, leadership tecnica indiscutibile. Ma qualcosa, nelle ultime settimane, si è incrinato. Gli Oklahoma City Thunder non sembrano più invincibili come a novembre, e le difficoltà ripetute contro gli Spurs hanno tolto a Shai quell’aura di dominio collettivo che spesso pesa nelle votazioni MVP. Non è un crollo, ma una frenata sì.
Al terzo posto rimane Luka Dončić, che continua a guidare la lega per punti segnati. La sua stagione resta mostruosa per volume e qualità, anche se le ultime settimane – tra acciacchi e sconfitte pesanti – hanno leggermente raffreddato la narrazione. Il talento non è in discussione, ma l’MVP è anche una questione di ritmo, continuità e contesto di squadra, e qui Luka sta pagando qualche passaggio a vuoto dei Los Angeles Lakers.
Subito dietro, Jalen Brunson continua a essere uno dei giocatori più affidabili dell’intera lega. Non fa rumore come altri, ma decide le partite quando contano: rimonte guidate, secondi tempi dominati, zero fronzoli. I New York Knicks sanno che, nei momenti caldi, la palla deve finire nelle sue mani. E questo, alla lunga, pesa.
Chiude la top five Cade Cunningham, simbolo della sorprendente maturità dei Detroit Pistons. Detroit vince, guida a Est e lo fa grazie alla sua regia totale. Qualche palla persa di troppo nelle ultime uscite non cambia il quadro generale: Cunningham è ormai entrato stabilmente nel discorso che conta.
Il resto della lista racconta un futuro già presente. Victor Wembanyama è sesto e sembra destinato a salire prima o poi, Anthony Edwards continua a crescere, mentre Jaylen Brown, Maxey e Sengun restano pronti ad approfittare di qualsiasi scivolone davanti.
A quattro mesi dal voto finale, tutto può ancora cambiare, certo. Infortuni, scambi, crisi improvvise fanno parte della NBA. Tuttavia, guardando il campo e non solo i numeri, il messaggio di questa classifica è chiaro: l’MVP passa da Nikola Jokić.
