PAVIA, COMO, ALESSANDRIA (PASSANDO PER TORINO E MILANO): IL CROCEVIA DOVE TUTTO INIZIA CON L’AGONISMO IN BICI
La nascita del ciclismo organizzato in Italia non è il frutto di un’unica città, ma di un triangolo culturale e geografico che, passando per Torino e Milano, e ampliandosi in particolare ad Alessandria, plasma tra fine Ottocento e inizio Novecento il nuovo sport della modernità. Pavia, Como e Alessandria costruiscono un modello associativo, tecnico e istituzionale che influenzerà non solo l’Italia, ma anche la nascita della futura governance mondiale del ciclismo.
Pavia e Alessandria rappresentano il primo vero humus fertile: circoli velocipedistici attivi, una comunità sportiva organizzata, un modello associativo che anticipa la necessità di regole condivise. Como ne amplia la dimensione culturale: raduni, prime corse, attività di socialità sportiva e turismo velocipedistico, un movimento moderno, laico, aperto. Un’energia che confluirà nella nascita del Touring Club Ciclistico Italiano, fondato a Milano nel 1894. Torino segna il primo trasferimento della sede dell’Unione Velocipedistica Italiana, confermando il ruolo organizzativo e industriale della città nel ciclismo nascente.

Alessandria diventa la città decisiva: sede della stampa sportiva, delle competenze tecniche e dei dirigenti visionari, come Carlo Cavanenghi ed Eliso Rivera. Qui l’UVI si radica, definisce i regolamenti, consolida i rapporti internazionali e diventa per alcuni anni anche la sede della prima UCI.
Non è casuale che i Musei ACdB e del Ghisallo siano gemellati nella storia del movimento ciclistico e nella evoluzione della bicicletta anche come fatto culturale. E sono due Musei che festeggiano rispettivamente i 10 anni dalla nascita (2015), quello di Alessandria, da progetto e ricerca storica a museo stabile, e i 20 anni del Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo, traguardo del prossimo anno, 2026.

CRONOLOGIA ESSENZIALE 1867–1964
Fonti: Museo ACdB, Museo Ghisallo, Touring Club Italiano, Il fiore che vola. 1869-1969 (Univers), documenti storici UVI/FCI
1867 – Carlo Michel rientra dall’Esposizione Universale di Parigi con un velocipede Michaux, la prima bicicletta documentata in Italia. A Alessandria suscita grande curiosità.
1869 – A Pavia si svolge la prima gara di velocipedi in Italia è del 19 maggio 1869 ed è organizzata in Piazza d’Armi. Pavia e Alessandria organizzano gare ciclistiche documentate dai giornali già nel 1869.
1876 – Nasce la Società Velocipedistica Alessandrina (SVA), attiva fino al 1882. Mentre il 2 febbraio 1870 la prima corsa su strada italiana la Firenze-Pistoia
1876 – La Milano–Torino, la più antica corsa ciclistica ancora oggi in calendario, nasce il 25 maggio 1876. In quella prima edizione a imporsi è Paolo Magretti, giovane di Paderno, ventun anni, studioso di Scienze Naturali a Pavia e ciclista, che taglia per primo il traguardo dopo una lunga cavalcata solitaria. Con la sua vittoria prende forma l’albo d’oro di una competizione destinata a diventare un riferimento per tutto il ciclismo italiano.
1884, agosto, Torino – Nel corso dei primi Campionati Italiani di Velocipedi (dal 24 al 26 agosto), l’organizzatore riunisce i dirigenti delle principali società e abbozza un primo statuto, ispirato ai modelli associativi di Inghilterra e Francia. È il primo tentativo di creare un organismo nazionale.
1884 – Sempre a Torino il milanese Giuseppe Loretz (1860-1944), vince i campionati italiani di velocità sui 5000 metri. Loretz è il primo campione italiano nella storia del ciclismo, ma anche il primo vincitore di un campionato nazionale nella storia dello sport italiano. Egli vince ancora il titolo nazionale nel 1885, per la categoria “resistenza” e nel 1886 nella categoria “triciclo”.
1885, 31 agosto – 1º settembre, Como – Congresso preparatorio delle società ciclistiche italiane, presieduto da Ernesto Nessi. Si decide di fondare una Unione Velocipedistica e di convocare un congresso a Pavia.
1885, 6–7 dicembre, Pavia – Congresso con i delegati di 17 società. Nasce formalmente l’Unione Velocipedistica Italiana (UVI). Sede iniziale: Como. Presidente: Ernesto Nessi. Segretario: Edoardo Coopmans de Yoldi.
1886, Como – Primo Congresso UVI. Nessi si dimette. Presidente: Agostino Biglione di Viarigi. Segretario: Gustavo Brignone. Decisione: trasferimento della sede UVI a Torino.
1886, Torino e Alessandria – Torino diventa sede dell’UVI e punto di passaggio fondamentale nel “trivio” Pavia–Como–Alessandria. In quell’anno si fonda il Circolo Velocipedistico Alessandrino (CVA) che erede morale della SVA. Il CVA diventa un attore centrale nello sviluppo del ciclismo italiano e internazionale.
1894, 8 novembre, Milano – Fondazione del Touring Club Ciclistico Italiano, poi Touring Club Italiano. È il primo grande organismo nazionale a promuovere il ciclismo come pratica culturale e turistica.
1896, 3 aprile, Milano – Esce il primo numero de La Gazzetta dello Sport. L’alessandrino Eliso Rivera di Masio è condirettore Eugenio Emilio Costamagna di San Michele Mondovì (Cuneo). Il ciclismo diventa il cardine del giornale che nasce dalla fusione de Il Ciclista e la Tripletta.
1898, 17 dicembre, Alessandria – La sede dell’UVI viene trasferita ad Alessandria. Presidente: Carlo Cavanenghi. La città diventa la capitale tecnica e organizzativa del ciclismo italiano e catalizza l’attenzione internazionale.
1900, 11 agosto, Alessandria – Alessandria è eletta sede dell’Union Cycliste Internationale (UCI). L’Italia assume un ruolo centrale nel coordinamento internazionale del ciclismo.
1905 – Al primo Giro di Lombardia nasce la rivalità fra Giovanni Gerbi e Giovanni Cuniolo, figure simbolo dell’epica ciclistica del Nord-Ovest.
1906, 13 maggio – Prima edizione del Giro del Piemonte.
1907, 14 aprile – Prima Milano–Sanremo, destinata a diventare una delle grandi Classiche Monumento.
1909, 13 maggio – Primo Giro d’Italia, organizzato da La Gazzetta dello Sport. L’UVI ne definisce la regolamentazione e l’impianto tecnico.
191, 1º settembre – Muore Carlo Cavanenghi. Si chiude simbolicamente l’epoca pionieristica dell’UVI ad Alessandria.
1964 – L’UVI assume il nome di Federazione Ciclistica Italiana (FCI).

Una storia italiana che pedala veloce
La nascita del ciclismo agonistico italiano è un processo che interessa queste città: Torino, Pavia, Como, Alessandria e Milano ma più in senso turistico. Ed inoltre Genova e Firenze, in quest’ultima si disputa la prima corsa su strada e qui nasce il primo Club Ciclistico. Genova è molto attiva agonisticamente. In sintesi: a Torino le basi, poi Pavia concretizza, Como trasforma in un movimento e quando diventa organismo moderno, ad Alessandria, l’UVI si trasforma da istituzione nazionale ad internazionale. Mentre Milano organizza il “Tourismo” in bicicletta.
Grazie a questo crocevia si costituisce l’UVI, 140 anni fa, antenata della FCI, si sviluppano le prime grandi corse, nasce la stampa sportiva moderna e prende vita la stessa struttura internazionale del ciclismo, l’UCI.
QUI MUSEO DEL CICLISMO MADONNA DEL GHISALLO DI MAGREGLIO COMO
Carola Gentilini, Direttore del Museo: «Grazie a questi importanti anniversari, che si susseguono in una cronologia storica entusiasmante, il Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo, che sorge in provincia di Como, emerge come un punto di riferimento fondamentale per la storia e la cultura del ciclismo italiano e internazionale. La sua presenza in questo territorio, culla del movimento ciclistico nazionale, è un tributo alla passione e all’innovazione che hanno reso il ciclismo un simbolo di eccellenza italiana, e il suo gemellaggio con il Museo ACdB di Alessandria ne rafforza il valore e la rilevanza anche internazionale».
QUI MUSEO ALESSANDRIA CITTÀ DELLE BICICLETTE
Roberto Livraghi, Direttore del Museo: «Le ricerche condotte sulla nascita dell’Unione Velocipedistica Italiana dimostrano quanto sia decisivo ricostruire con precisione le date, i luoghi e i protagonisti delle origini. La storia del ciclismo italiano non nasce in un punto solo, ma in un intreccio di città, di persone visionarie e di decisioni che meritano di essere riportate alla luce con rigore. Valorizzare queste tappe significa restituire profondità a un movimento che ha segnato la modernità del Paese e che continua a parlare al presente. È un dovere verso la memoria e verso le generazioni che verranno».

Bibliografia fondamentale per la storia del ciclismo
Pista. Alessandria capitale ciclistica della Belle Époque 1867-1915 di Roberto Livraghi — pubblicato da Touring Club Italiano 2020.
Il volume ricostruisce, con il rigore dello storico e la sensibilità del narratore, il ruolo decisivo che Alessandria ebbe nella nascita e nello sviluppo del ciclismo moderno tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento. In queste pagine Roberto Livraghi racconta come la città piemontese divenne uno dei principali laboratori italiani del nuovo sport: la costruzione delle prime piste, la crescita dei circoli velocipedistici, la vivacità degli organizzatori, l’evoluzione delle biciclette e il progressivo consolidarsi di un pubblico appassionato.
Il libro segue da vicino la fondazione e l’attività dell’Unione Velocipedistica Italiana (UVI), che scelse proprio Alessandria come propria sede tecnica e dirigenziale, e approfondisce il legame fra la città e i protagonisti dell’epoca: pionieri, meccanici, corridori e dirigenti che contribuirono a creare un modello ciclistico esportato anche all’estero. Centrale è anche la riflessione sul ruolo della stampa sportiva, sugli avvenimenti che portarono alla nascita dell’UCI e sul passaggio dal ciclismo pionieristico a una pratica sportiva strutturata e popolare.
Attraverso immagini d’archivio, documenti, mappe e fotografie del Touring Club Italiano, il volume compone un affresco della Belle Époque vista dalla prospettiva della bicicletta: un’epoca di entusiasmo, innovazione e fermento sociale in cui Alessandria seppe diventare — per intuizioni, organizzazione e passione — un vero punto di riferimento nazionale e internazionale.

Il fiore che vola. 1869-1969. I primi cento anni di ciclismo a Pavia: dai pionieri alla Sanremo, Claudio Gregori per Univers, 2025.
Il volume racconta cento anni di storia del ciclismo a Pavia, dal 1869 al 1969, seguendo il percorso che ha trasformato la città in uno dei centri originari del movimento ciclistico italiano. Claudio Gregori ricostruisce la nascita dei primi velocipedi, l’organizzazione delle società ciclistiche, le gare pionieristiche e il ruolo dei grandi protagonisti che hanno segnato un secolo di competizioni e cultura sportiva. Attraverso documenti, fotografie, archivi e testimonianze, il libro illumina il rapporto tra sviluppo tecnico, modernizzazione urbana e crescita della passione popolare per la bicicletta. Ne emerge un affresco storico ricco e documentato, in cui Pavia diventa laboratorio e simbolo di un ciclismo che evolve insieme alla società e alle sue trasformazioni. Un’intervista a Claudio Gregori sul tema a questo link di Sport24h.it.

