Nella splendida cornice della sala conferenze di Palazzo del Monferrato ad Alessandria, gremita di pubblico e autorità, è andata in scena una serata speciale dal titolo SFIDE con Francesco Moser. Un talk d’autore al centro dell’assemblea annuale di Confindustria Alessandria, proseguita poi con la cena conviviale alla tenuta La Fiscala di Spinetta Marengo. Un evento che ha saputo unire il racconto leggendario dello sport alla visione del fare impresa, sotto il segno della determinazione e del cambiamento. Le sfide del tempo che chiedono “imprese” paragonabili ai successi strepitosi di un campionissimo come il trentino Francesco Moser.

Protagonista indiscusso della serata è stato proprio Francesco Moser, uno dei più grandi ciclisti della storia, che con il suo stile diretto e il suo spirito pragmatico ha incantato la platea, tra aneddoti, sfide leggendarie e riflessioni che hanno attraversato quasi cinquant’anni di ciclismo e di vita vissuta intensamente. Un campione che ha saputo essere moderno anche da “antico”, come lo ha definito con affetto la giornalista e scrittrice Luciana Rota, che ha condotto il talk con ritmo e profondità.
Le “sfide” che hanno scandito l’intervista – dal Tour de France alla Roubaix, dal record dell’Ora al Giro d’Italia, passando per le radici contadine e la rivalità (la prima fu con Eddy Merckx) – sono diventate il filo conduttore di un racconto affascinante, capace di emozionare il pubblico con episodi inediti e riflessioni sul presente dello sport, della tecnologia e persino del vino, visto che oggi Moser è anche un appassionato (vincente) produttore di Trentodoc.
In questa speciale atmosfera – concreta ma anche epica e piena di umanità – Laura Coppo, presidente uscente di Confindustria Alessandria, ha simbolicamente passato il testimone al neo eletto Gian Paolo Aschero, imprenditore che ha sottolineato come il valore della “sfida” sia quanto mai attuale anche per il tessuto industriale del territorio.
A fare gli onori di casa è stato Gian Paolo Coscia, presidente della Camera di Commercio di Alessandria e Asti, che ha aperto le porte del Palazzo del Monferrato, nella sua splendida sala delle conferenze, per i lavori dell’assemblea e per il talk con Moser, organizzato in modo impeccabile dal responsabile delle relazioni esterne di Confindustria Alessandria, Beppe Monighini, sottolineando il significato culturale dell’evento.

Non a caso, proprio a Palazzo del Monferrato ha sede il Museo ACdB – Alessandria Città delle Biciclette, diretto da Roberto Livraghi, che è intervenuto raccontando la storia vincente di due grandi imprenditori (fra Ottocento e Novecento), entrambi della Provincia di Alessandria, storicamente legati alla bicicletta, Carlo Michel e Carlo Cavanenghi. Livraghi, che è uno storico, ha anche raccontato la delicata e profonda storia della Casa del Mutilato di Alessandria, valorizzando la visione culturale e territoriale di Confindustria che ha avviato il recupero dello storico edificio, destinata a diventare nuova sede associativa e spazio condiviso per cultura, sostenibilità e innovazione. Il progetto restituisce così alla città un luogo simbolico di memoria e futuro, ha colpito l’attenzione di Moser il poster SFIDE che lo illustra affisso sull’edificio in ristrutturazione che sorge proprio nel quartier Pista dove un tempo avvenivano rocambolesche ed appassionanti “sfide” fra Italia e Francia in bicicletta, su una pista in terra battuta, una delle prime del nostro Paese.

Roberto Livraghi ha poi guidato i vertici confindustriali e gli ospiti a una visita speciale dell’esposizione dedicata all’arrivo della prima bicicletta in Italia, nelle sale del Museo ACdB, esposizione che racconta tutti gli scatti e le sfide della bicicletta dalle origini. Origini che trovano proprio qui radici profonde, non a caso terra di Campionissimi come Girardengo e Coppi. “Fu Gianetto Cimurri a portarmi con mia mamma Cecilia a Castellania la prima volta – ha raccontato tra l’altro Moser commosso quando pensa agli affetti del passato – e fu soprattutto mio fratello Aldo (che corse con l’altro fratello con la maglia della Maino! ndr) a farmi diventare un corridore. Ho avuto tanti esempi in famiglia, – ha aggiunto – e tante istruzioni, ma poi sul campo sei tu che te la devi cavare, a quel punto la teoria non conta più, conti solo tu”.
Così, con numerosi passaggi speciali, attraverso i ricordi di Moser, l’Assemblea di Confindustria ha creato un ponte ideale tra passato, presente e futuro, in cui lo sport diventa narrazione, identità e visione. A chiudere la serata, la conviviale ospitata alla tenuta La Fiscala di Spinetta, tra i profumi della campagna di Marengo e le suggestioni di una giornata in cui sport e impresa si sono ritrovati sotto il segno di un nome che continua a ispirare: Francesco Moser.

