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LeBron si ferma a 1.297 gare in doppia cifra, ma firma l’assist della vittoria

NBA Rui Hachimura
Rui Hachimura festeggia il canestro che ha dato la vittoria dopo l’assist di LeBron

La notte NBA tra giovedì 4 e venerdì 5 dicembre 2026 consegna un’altra pagina di storia firmata LeBron James, anche se in modo inatteso. A Toronto, nella vittoria dei Los Angeles Lakers per 123-120 sui Raptors, si interrompe la leggendaria serie di 1.297 partite consecutive in doppia cifra: il miglior marcatore di sempre chiude con soli 8 punti. Ma è proprio James a firmare l’azione decisiva, servendo a Rui Hachimura il pallone per la tripla sulla sirena che vale la vittoria.

Per LeBron, però, l’addio alla striscia non conta: «Nessun pensiero, abbiamo vinto», ha dichiarato nel post partita. La scelta di rinunciare all’ultimo tiro — quello che gli avrebbe permesso di mantenere vivo il record — per servire Hachimura nell’angolo sinistro è stata, a suo dire, la più naturale: «Giocare nel modo giusto. Fare la scelta corretta. È sempre stato il mio modo di intendere il basket.»

Il coach dei Lakers JJ Redick conferma la consapevolezza di James riguardo al record, ma ne sottolinea la coerenza: «Era perfettamente cosciente del punteggio, ma ha fatto esattamente ciò che ha sempre fatto: la giocata giusta.»

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James era rientrato in campo a 5’23’’ dalla fine con 6 punti segnati e la striscia appesa a un filo. Ha trovato il canestro del pareggio a 1’46’’ dalla sirena, poi ha mancato il tiro che lo avrebbe portato a quota 10. Nell’ultimo possesso, ricevuta la palla da Austin Reaves, ha scelto di non forzare il tiro e premiare il compagno libero.

Una scelta che ha colpito anche i compagni di squadra: «È un giocatore incredibilmente altruista», ha commentato il centro Jake LaRavia. «Avrebbe potuto prendersi il tiro, ma ha fatto la giocata che serviva per vincere.»

La striscia — iniziata il 6 gennaio 2007 — resta comunque un monumento statistico difficilmente raggiungibile. Michael Jordan si era fermato a 866 partite in doppia cifra, Kareem Abdul-Jabbar a 787, Karl Malone a 575.

Negli ultimi giorni si erano intravisti segnali: contro Dallas e Phoenix LeBron era rimasto sotto la doppia cifra a fine terzo quarto, riuscendo però a superarla in extremis. A Toronto non è accaduto, ma James ha festeggiato lo stesso: «Faccio sempre la giocata giusta. È automatico. Gli dei del basket, quando rispetti il gioco, ti ricompensano.»

E questa volta la ricompensa è stata una vittoria allo scadere che pesa più di qualsiasi record.

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Redazione
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