La Doyenne, perché è la più antica; la Redoute perché è la salita simbolo: chiamatela come volete la Liegi-Bastogne-Liegi, l’ultima Monumento della stagione primaverile, quella che annuncia il passaggio alle grandi corse a tappe.
Domenica 27 aprile sarà la 111^ edizione di una magia che è iniziata nel 1892 e che ha come cifra distintiva il superamento di ben 11 cote disseminate lungo i quasi 260 chilometri del percorso. Le Fiandre non sono le Ardenne e i muri non sono le côtes. I primi sono più brevi e con pendenze generalmente superiori, le seconde sono più lunghe ma non certamente più facili. Proprio per questo si è sempre detto che la Doyenne è forse tra le Monumento primaverili la più adatta per gli scalatori. Si pensava (e noi tutti speravamo) che un giorno l’avrebbe potuta vincere uno come Vincenzo Nibali che, nel periodo di maggior splendore, ci è andato anche vicino (nel 2012) ma alla fine non è mai riuscito. Per ironia della sorte Vincenzo riuscì a vincere, oltre al Giro di Lombardia, l’altra unico monumento che poco si adatta agli scalatori, la Milano Sanremo, ma questa è un’altra storia.
Liegi-Bastogne-Liegi orari e dove vederla
- Uomini: Partenza alle ore 10:10.
- Donne: Partenza alle ore 13:35.
In Italia sarà trasmessa su:
- Rai Sport HD: a partire dalle 13:15, per poi passare su Rai 2 dalle 15:15 circa (subito dopo la conclusione della gara maschile per la femminile). Sarà visibile anche in streaming su RaiPlay.
- Eurosport 2: la diretta della gara maschile inizierà alle 12:30 e quella femminile alle 16:45. È visibile su Sky, DAZN, Tim Vision e sul canale extra di Amazon Prime.
- Discovery+: streaming a partire dalle 12:00 per la gara maschile e dalle 16:45 per quella femminile. Sarà possibile seguire la corsa anche tramite Sky Go, NOW e DAZN.
Liegi-Bastogne-Liegi: i favoriti
Sarà ancora una volta, la terza nello spazio di una settimana, l’occasione per il duello tra Tadej Pogacar e Remco Evenepoel. Entrambi l’hanno già vinta due volte negli ultimi quattro anni. Lo sloveno nel 2021 e 2024, il belga nel 2022 e 2023. Impossibile, per questo, non inserirli nella lista dei favoriti anche se noi conserviamo alcune riserve.
Riguardo lo sloveno, splendido vincitore della Freccia Vallona di mercoledì, c’è sembrato che stia finendo le energie. Il numero sul Muro di Huy è stato di quello unici e irripetibili. Ma vederlo sfigurato dalla fatica all’arrivo ci ha fatto veramente impressione. Non avevamo mai visto il Piccolo Principe così mal messo al termine di una gara. Abbiamo l’impressione che abbia vinto più per orgoglio che per altro. Non saremmo sorpresi se domenica cercasse di restare al coperto il più possibile per provare a forzare i tempi non tanto sulla Redoute, a 30 km dalla conclusione, ma sulla ben più impegnativa Côte de la Roche a 13 km dalla fine e con una pendenza media sopra il 10%. Ed anche in questo caso potrebbe non bastare.
Per quanto riguarda Evenepoel, alla Freccia Vallone non ha brillato, tanto da non terminare neanche sul podio. Quando si torna alle gare, anche se in perfetta condizione, succede spesso che alla prima-seconda uscita si vola come nei tempi migliori, poi vi è una sorta di rimbalzo fisico. Crediamo che mercoledì sia accaduto proprio questo al belga. Non abbiamo idea se sia stato un episodio o solo colpa, per esempio, del freddo. Però al brutale scatto di Pogacar non ha risposto e non è riuscito ad agganciarsi neanche agli altri inseguitori.
Se non saranno loro due, chi potrà mettere la propria ruota avanti nella decana delle classiche? Abbiamo visto pedalare bene Pidcock, terzo alla Freccia Vallona, ed anche Ben Healy che, con il suo caracollare incerto, ha messo il naso fuori sulle prime rampe del Mur. Se proprio dovessimo scommettere su un outsider, punteremmo su di loro.
Favorite
Se parliamo di scalatrici allora il nostro pensiero vola subito a Elisa Longo Borghini, una delle più forti (se non la più forte) quando le strade iniziano a salire. Elisa sarà della partita e punta ad un successo di prestigio che gli manca ancora. Alla Redoute ha collezionato fino ad ora due secondi posto e questo ci dice due cose: che è tagliata su di lei come un abito per le cerimonie e che, proprio per questo, non potrà non accadere prima o poi di vincerla. Dopo la caduta al Fiandre è tornata alla vittoria alla Freccia del Brabante, non si è praticamente vista alla Amstel Gold Race, ma è salita sul podio nella Freccia Vallone alle spalle di Pieterse e Vollering, due che si dividono con Elsa i favori del pronostico. Sono loro tre che consigliamo di tenere d’occhio e, se volete un nome ‘a sorpresa’, ve ne indichiamo due: Anna van der Breggen e Pauline Ferrand Prevot. Quando corrono, lo fanno solo per vincere.
Il percorso

Partenza e Arrivo: come da tradizione, sia la partenza che l’arrivo sono fissati a Liège, sul Quai des Ardennes. La corsa maschile si sviluppa su una distanza di 252 km. Il percorso è caratterizzato da un continuo susseguirsi di saliscendi tipici delle Ardenne, con un dislivello totale di circa 4300 metri. La maggior parte delle difficoltà si concentra nella seconda metà della corsa. Sono 11 le côtes che rappresentano i punti chiave della corsa:
- Côte de Saint-Roch (km 70.7) – 1 km all’11.2%
- Col de Haussire (stèle Claude Criquielion) (km 119.4) – 3.9 km al 6.8%
- Côte de Mont-le-Soie (km 158.7) – 1.7 km al 7.9%
- Côte de Wanne (km 167) – 3.6 km al 5.1%
- Côte de Stockeu (stèle Eddy Merckx) (km 173.5) – 1 km al 12.5%
- Côte de la Haute-Levée (km 177.7) – 2.2 km al 7.5%
- Col du Rosier (km 192) – 4.4 km al 5.9%
- Côte de Desnié (km 205.3) – 1.6 km all’8.1%
- Côte de La Redoute (km 218) – 1.6 km al 9.4%
- Côte des Forges (stèle Stan Ockers) (km 228.7) – 1.3 km al 7.8%
- Côte de la Roche-aux-Faucons (km 238.7) – 1.3 km all’11%
Punti Chiave: La Côte de La Redoute, situata a circa 34 km dall’arrivo, è tradizionalmente uno dei trampolini di lancio per gli attacchi decisivi. Ma è la Côte de la Roche-aux-Faucons, l’ultima asperità a soli 13.3 km dal traguardo, rappresenta spesso l’ultima occasione per fare la differenza prima dell’arrivo a Liège.
La corsa femminile parte da Bastogne, accorciando significativamente la distanza iniziale per un totale di 152,9 km. Non vengono affrontate le prime salite che caratterizzano la parte centrale del percorso maschile (Col de Haussire). Pur essendo più breve, mantiene le salite simbolo che hanno reso celebre la “Doyenne”.


