Presentato “L’impatto economico dell’inattività fisica in Europa”

L’inattività fisica è responsabile del 14,6% dei decessi in Italia ed impone al nostro Paese costi economici sanitari pari a oltre 12 miliardi di euro ogni anno.

Presentato “L’impatto economico dell’inattività fisica in Europa”
Inattività fisica in Italia,

La sintesi della ricerca riguardo l’inattività fisica in Italia

Milano, 1 luglio 2015 – In Italia il 33% degli adulti non raggiunge i livelli di attività fisica quotidiana raccomandati dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). Questo è uno dei dati salienti dello studio “L’impatto economico dell’inattività fisica in Europa” presentato oggi ad Expo e realizzato dal Centre for Economics and Business Research (Cebr) e commissionato da ISCA (International Sport and Culture Association)

Gli attuali livelli di inattività fisica gravano pesantemente sul sistema sanitario e si traducono in costi economici annuali di oltre 12,1 miliardi di euro, equivalenti all’8,9% della spesa sanitaria italiana, per un impatto complessivo sull’economia che comprende costi sanitari diretti annuali pari a 1,6 miliardi di euro e costi indiretti pari a 7,8 miliardi di euro (facendo riferimento al valore economico stimato di vita sana persa per malattia e mortalità prematura), cui si aggiungono altri costi legati ai disturbi mentali ( e ansia), conseguenza dell’inattività fisica.

Inattività fisica in Italia, Inattività fisica in Europa

La stessa analisi per quanto riguarda l’Europa

Dati ancora più preoccupanti per gli adolescenti sulla carenza di movimento, in quanto il 92% dei tredicenni non raggiunge i livelli consigliati, ovvero un’ora al giorno di attività fisica media o intensa. In affanno le donne: ben il 38% contro il 28% degli uomini non è sufficientemente attivo.

Lo studio è stato presentato nell’ambito di una tavola rotonda presso l’Expo Conference Centre, alla presenza di Mogens Kirkeby (Presidente di ISCA), Giovanni Malagò (Presidente del CONI) e Claudia Mazzeschi, Professoressa di Psicologia Dinamica presso l’Università degli Studi di Perugia e Responsabile dell’area Psicologica del progetto Eurobis Coordinato dal professor Pierpaolo De Feo, docente di Endocrinologia presso la Facoltà di Medicina dell’Università degli Studi di Perugia.

Si tratta di un focus su sei Paesi europei (Italia, Spagna, Regno Unito, Francia, Germania e Polonia) che ha avuto l’obiettivo di aprire un dibattito su questi importanti temi e costituire un punto di partenza condiviso per incoraggiare i cittadini europei ad adottare stili di vita più sani e attivi. Non sono mancati elementi di novità e forse anche qualche sorpresa. La prima è che la Polonia è tra tutti i paesi quello che con la percentuale minore di popolazione adulta non attiva (solo il 19%), molto al di sotto rispetto alla media europea (26%). Sono, inevitabilmente, minori i decessi dovuti, direttamente o indirettamente, alla carenza di attività sportiva (7,4%).

L’altra sorpresa è che la Gran Bretagna è il fanalino di coda di questa singolare classifica, con una percentuale di popolazione adulta del 37% completamente inattiva, nonostante le grandi politiche sportive realizzate in questo paese sulla scia delle Olimpiadi 2012. Questi dati, se confermati, ci consegnano una “geografia” del mondo sportivo europeo sicuramente diversa da quella che ci immaginavamo, dove la pratica diffusa è frutto di un mix di cultura e impegno dei Governi (Germania e Francia) ma in cui si profila anche il rischio di sedentarietà come prodotto diretto della ricchezza e del benessere.

Per quanto riguarda il nostro Paese, l’analisi è un’ulteriore conferma che l’inattività costituisca uno dei principali fattori di rischio di un consistente numero di malattie, come affezioni coronariche, diabete di tipo II, cancro colon-rettale e cancro al seno, e sia responsabile del 14,6% dei decessi in Italia, equivalente a 88.200 persone nel 2012.

La ricerca pone particolare attenzione anche sugli effetti diretti (e i costi sociali) dell’inattività fisica sullo sviluppo di disturbi dell’umore, con aumento di stress e ansia, con costi sociali di circa 2,4 miliardi di euro all’anno per la cura di questo tipo di patologie.

The Economic Costs of Physical Inactivity in Europe

Lascia il tuo commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.