L’India domina le Olimpiadi di Scacchi che si sono concluse domenica a Budapest e apre una nuova era per questo gioco. Con una potenza ‘di fuoco’ data da un miliardo e mezzo di abitanti e una passione per gli scacchi che sta coinvolgendo sempre maggiori strati della società indiana, diventa quasi impossibile immaginare che nei prossimi anni questo paese possa essere scalzato dai vertici mondiali. L’unico paese in grado di contrastarla potrebbe essere la Cina, ma in questa edizione delle Olimpiadi i giocatori messi in campo, compreso il campione del mondo Ding Liren non sembrano in grado di tenere il passo con le giovani e rampanti tigri indiane.
Per la prima volta la vittoria le squadre indiane vincono sia tra gli uomini che tra le donne. Non è più il tempo, per il paese più popoloso al mondo, di affidarsi al talento e all’estro di Anand. Ora sono tanti, giovani e forti quelli che giocano e vincono, proprio nella scia tracciata dalla Tigre di Madras. A Chennai è sorta una scuola in grado di incanalare al gioco tanti ragazzi. A distanza di dieci anni il seme di Anand è germogliato, con una forza e un impeto che crediamo durerà ancora per molto.
Per esemplificare il dominio dell’India Open, basterà dire che in undici turni hanno perso una sola partita (Praggnandhaa contro So) e lasciato sul campo solo 9 punti giocatore su 44. Più combattuto il torneo femminile, in cui l’India ha anche perso un match (con la Polonia) e pareggiato con gli Usa, ma al momento giusto, sbaragliando l’Azerbaijan, la squadra capitanata da Harika Dronavalli ha chiuso i conti. Gli indiani hanno anche fatto incetta di medaglie d’oro in scacchiera, con Gukesh (mostruoso il suo 9 su 10 in prima), Erigaisi, Divya Desmukh e Vantika Agraval.
E l’Italia? Il poco soddisfacente risultato finale (43ma la squadra Open, 34ma la Femminile). Ci sono stati momenti di pura esaltazione, come in occasione del successo contro l’Olanda, ma in generale il movimento si aspettava qualcosa di più e una posizione migliore. Alla vigilia di parlava addirittura di top dieci ma, visti i valori in campo, ci sembra invece che la distanza dai primi si sia allungata e non ridotta. Bene, per quanto riguarda i singoli, Lodici, che ha guadagnato 19 punti e portato a casa gli scalpi di Giri e Leko. Sui propri livelli Brunello (+3 punti elo) e Moroni (+1). Male Vocaturo, in prima scacchiera ha collezionato troppi pareggi quando invece avrebbe dovuto trascinare la squadra nei momenti difficili. Non bene anche le donne, con Giulia Sala (ottimo il suo 4,5 su 7 all’esordio) che ha conquistato 18 punti elo. Elena Sedina ne ha persi 3, Marina Brunello e Olga Zimina 6, Olimpiade non felice per Tea Gueci, che ha lasciato sul campo 23 punti.
Classifiche finali (primi 10)
Open:
1. India – 21
2. USA – 17
3. Uzbekistan – 17
4. China – 17
5. Serbia – 17
6. Armenia – 17
7. Germany – 16
8. Azerbaijan – 16
9. Slovenia – 16
10. Spain – 16
Women
1. India – 19
2. Kazakhstan – 18
3. USA – 17
4. Spain – 17
5. Armenia – 17
6. Georgia – 17
7. China – 16
8. Ukraine – 16
9. Poland – 16
10. Bulgaria – 16
Ecco infine i podi dei premi scacchiera:
1a SCACCHIERA OPEN
1) Gukesh (India)
2) Abdusattorov (Uzbekistan)
3) Carlsen (Norvegia)
2a SCACCHIERA OPEN
1) Nguyen Thai Dai Van (Rep. Ceca)
2) Lazov (Macedonia del Nord)
3) Gurel (Turchia)
3a SCACCHIERA OPEN
1) Erigaisi (India)
2) Yu Yangyi (Cina)
3) Le Tuan Minh (Vietnam)
4a SCACCHIERA OPEN
1) Vokhidov (Uzbekistan)
2) Aronian (Usa)
3) Pichot (Spagna)
5a SCACCHIERA OPEN
1) Svane Frederick (Germania)
2) Gledura (Ungheria)
3) Ivic (Serbia)
1a SCACCHIERA FEMMINILE
1) Zhu Jiner (Cina)
2) Khadelmalsharieh (Spagna)
3) Dzagnidze (Georgia)
2a SCACCHIERA FEMMINILE
1) Yip (Usa)
2) Paethz (Germania)
3) Song Yuxin (Cina)
3a SCACCHIERA FEMMINILE
1) Divya (India)
2) Vega Gutierrez (Spagna)
3) Danielian (Armenia)
4a SCACCHIERA FEMMINILE
1) Vantika (India)
2) Lee (Usa)
3) Sargsyan (Armenia)
5a SCACCHIERA FEMMINILE
1) Kochavi (Israele)
2) Nadirjanova (Uzbekistan)
3) Lu Miaoyi (Cina)

