L’Irlanda vince il 6 Nazioni 2018 e punta l’Inghilterra per il Grande Slam

La sconfitta dell'Inghilterra a Parigi ha messo in evidenza problemi fisici e di tenuta mentale per i ragazzi di Jones che sabato prossimo rischiano il tracollo. All'Italia il cucchiaio di legno, mentre U20 e Donne salvano l'onore del nostro movimento.

L’Irlanda vince il 6 Nazioni 2018 e punta l’Inghilterra per il Grande Slam

Il successo dell’Irlanda contro la Francia nel primo turno del Natwest 6 Nazioni 2018 (15-13 per i gaelici a Parigi) è stato mal interpretato da tutti noi. Si pensava che la Francia non avesse ancora metabolizzato la cura Brunel e che l’Irlanda avesse impiegato troppo per portare a casa una partita, sulla carta, facile, essendo i transalpini quelli peggio messi nel ranking internazionale (l’Italia, diciamolo sinceramente, non conta).

Invece sabato a Parigi abbiamo capito che era sbagliata la prospettiva. L’Irlanda sarebbe diventata, di lì ad un mese, la dominatrice di questa edizione del 6 Nazioni; la Francia la squadra in grado di battere chiunque tra le mura amiche. Se ne sono accorti soprattutto gli inglesi, sconfitti 22-16 e estromessi, brutalmente, dalla lotta per la vittoria nel Torneo.

Non che le cose si fossero messe bene per i ragazzi di Jones, già dalla partita precedente. L’Irlanda, domando in casa la Scozia con ampio margine (28-8) aveva posto una seria ipoteca sul torneo: per vincere il Six Nation 2018 l’Inghilterra avrebbe dovuto battere la Francia con bonus e poi anche la stessa Irlanda in casa, sempre con il bonus offensivo e evitando che gli irlandesi cogliessero il bonus difensivo. Insomma un gioco ad incastri che, subito dopo il calcio di inizio allo Stade de France è apparso irrealizzabile.

Nessuno avrebbe immaginato che questa edizione si sarebbe risolta con una giornata di anticipo. Si attendeva il big match di Twickenham conclusivo come spettacolare ed esaltante atto finale dell’edizione più difficile degli ultimi anni. Invece, mentre l’Irlanda manteneva fede a tutti i pronostici e si presentava all’ultimo turno in perfetta tabella di marcia, l’Inghilterra prima cadeva ad Edimburgo (perdendo la Calcutta Cup), poi completava il naufragio addirittura contro la Francia. Adesso i ragazzi di Jones veleggiano mestamente in terza posizione, superati anche dal Galles, che non ha faticato a fare il pieno con l’Italia.

Anche se il destino di questa edizione è segnato, non mancano temi interessanti per il big match di sabato prossimo. L’Inghilterra viene da due sconfitte consecutive. La stagione è già buttata e il doppio ko allontana i sogni di Jones di diventare gli alterego degli All Blacks (a loro non sarebbe mai capitato). Ma la squadra appare in una crisi di gioco e di tenuta atletica preoccupante. Che si riflette anche su una certa isteria complessiva, come ben testimonia la querelle relativa il ruolo di capitano (per inciso, Farrell sabato non è pervenuto). La terza sconfitta potrebbe avere strascichi maggiori di un avvicendamento nel ruolo di capitano, il primo dei quali una presa d’atto che la “cura” Jones mostra qualche crepa.

Dall’altra parte del canale, invece, si profila all’orizzonte la possibilità di un grande slam, riuscito all’Irlanda soltanto due volte nella storia ultracentenaria del torneo. L’ultima volta nel 2009 ma, nonostante questo, resta la Nazionale con il minor numero di slam conquistati (a parte, logicamente, l’Italia).

Per quanto riguarda l’Italia, correggiamo quanto riportato su alcuni giornali. Il cucchiaio di legno lo abbiamo già abbondantemente vinto, non avendo alcuna possibilità di superare gli otto punti della Scozia. Pertanto sabato prossimo abbiamo in gioco soltanto l’onore e la possibilità di evitare il whitewhas, ma sarà dura. Il Galles, nella terza partita in programma, tenterà di conservare un inatteso secondo posto affrontando in casa la Francia che, dal suo punto di vista, può già considerarsi la vincitrice morale del torneo. Ha infatti dato il colpo di grazia all’Inghilterra, ha la possibilità di terminare al secondo posto e, soprattutto, sta ben figurando anche tra U20 e donne, con serie possibilità di vincere.

Gli azzurri si consolano con i successi degli U20 e delle Donne. Se pensiamo che queste due nazionali assorbono, nel bilancio federale, una parte marginale delle risorse (ma ci torneremo in futuro) si può capire perfettamente l’assurda politica federale. Invece di investire in settori che hanno grandi potenziali, continuiamo a buttare i soldi nelle franchigie pro, con risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

Ma dal punto di vista della comunicazione e del movimento, che valore avrebbero, per esempio, un successo della Nazionale donne nel Torneo 6 Nazioni femminile?

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