L’Italia al Campionato del Mondo di canoa discesa a Augsburg

E’ tutto pronto a Augsburg, in Germania, per il Campionato del Mondo di canoa discesa in programma dal 9 all’11 giugno.

E’ tutto pronto a Augsburg, in Germania, per il Campionato del Mondo di canoa discesa in programma dal 9 all’11 giugno. L’Eiskanal cambia “abito”, saluta lo slalom (che si sposta a Praga per la seconda prova di Coppa del Mondo) e accoglie gli specialisti dell’altra disciplina d’acqua mossa, la canoa discesa, che si sfideranno nel weekend per la conquista dei titoli iridati assoluti solo sulla breve distanza della gara sprint.

Il calendario, infatti, vede quest’anno la scelta di creare un evento ad hoc per la gara veloce dividendola dalla classic race, su un canale molto difficile, impegnativo, ma altamente spettacolare come quello tedesco, che essendo artificiale metterà a dura prova i discesisti in gara, abituati solitamente a contesti più naturali.

PROGRAMMA DI GARA

Italia al gran completo per l’evento mondiale che inizierà con le gare sabato dalle 10.00 con le due heat di qualificazione di tutte le specialità in gara (K1, C1, C2 maschile e femminile). Domenica invece, a partire dalle 10.00, sarà la volta delle finali individuali, mentre nel pomeriggio, dalle 14.00, chiusura con le gare a squadre di tutte le categorie.

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I CONVOCATI

L’Italia prenderà parte all’appuntamento internazionale di specialità con ben dieci atleti: nel kayak maschile spazio a Alberto Migliosi, Francesco Ciotoli (CUS Pavia), Giacomo Abbiati (Canottieri Adda) e Lorenzo Corti (CK Rivabella); nel kayak femminile in gara Giulia Formenton (CC Oriago). Nella canadese monoposto toccherà invece a Tommaso Mapelli (CUS Pavia), Giacomo Bianchetti (CK Palazzolo) e Cesare Scapini (CC Pescantina); mentre al femminile vedremo in azione, sempre nella specialità monopala, Alice Panato (CC Pescantina) e la sorella, già  vice-campionessa europea a Skopje due settimane fa, Cecilia Panato, che si cimenterà anche nelle prove in kayak. A guidare la delegazione tricolore il D.T. leggenda Vladi Panato ed il tecnico federale Luca Cardinali. Insieme agli azzurri, presenti sul campo, il Presidente Luciano Buonfiglio e il Consigliere Federale Alessandro Rognone.

Lo scorso anno i Mondiali di Treignac si chiusero con un bottino complessivo di un oro, tre argenti e due bronzi; mentre quest’anno, agli Europei disputati a Skopje, gli azzurri hanno conquistato otto medaglie (2 ori, 3 argenti, 3 bronzi).

IL COMMENTO DEL D.T. VLADI PANATO

Durante le festività del primo maggio gli azzurri sono stati in raduno proprio sull’Eiskanal ed hanno avuto modo di testare il percorso e di affinare l’intesa con le rapide tedesche.

“Siamo arrivati ad Augsburg qualche giorno prima per studiare le linee del canale che è molto impegnativo e permette pochissimo margine di errore. Gli atleti hanno necessità di prendere confidenza con l’acqua mossa visto che in Italia non ne abbiamo a questi livelli e quest’anno hanno avuto poche occasioni di questo tipo. La squadra sta rispondendo abbastanza bene – spiega il direttore tecnico Vladi Panato – mi sembrano molto motivati e tranquilli. Il canale è un po’ imprevedibile, essendo un percorso studiato principalmente per lo slalom, l’acqua gonfia repentinamente e in un attimo può cambiare la gara. Ai ragazzi servirà spirito di adattamento, sensibilità e capacità di reazione repentina. Tanta fiducia nel gruppo delle ragazze che appare molto motivato e concentrato, con Cecilia Panato che ha la giusta esperienza per poter competere al meglio delle sue possibilità, salvo grossi errori. Nel K1 e nel C1 maschile è molto dura, ma la squadra è motivata a far bene nonostante il canale sia molto impegnativo. Vedremo cosa riusciremo a tirare fuori dal cilindro”, ha concluso.

Redazione
Sport24h.it nasce dall’idea che ogni disciplina sportiva è portatrice di un sistema di valori, emozioni e linguaggio unici. Contrariamente alla narrazione imperante: non esistono i fatti separati dalle opinioni (in questo ci sentiamo un po’ eretici). La realtà è sempre, inevitabilmente, interpretata dalla sensibilità di chi la racconta.