
L’Italia protagonista del ciclismo mondiale: Dagnoni apre i lavori del Direttivo UCI a Desenzano del Garda
L’Italia torna al centro del ciclismo internazionale. A Desenzano del Garda si sono aperti i lavori del Comitato Direttivo dell’Unione Ciclistica Internazionale (UCI), riunito nel nostro Paese per la seconda volta dal 2022. Ad accogliere i delegati provenienti da tutto il mondo è stato il presidente della Federazione Ciclistica Italiana, Cordiano Dagnoni, che nel suo intervento ha ripercorso il ruolo storico e attuale dell’Italia all’interno del movimento ciclistico internazionale.
«La FCI porta un contributo di storia e passione unici e sempre attuali, pur essendo tra le federazioni più antiche», ha sottolineato Dagnoni, ricordando come l’Italia sia tra i Paesi fondatori dell’UCI fin dal 1900.
Nel suo saluto istituzionale, il presidente federale ha richiamato i 126 anni di presenza italiana nella governance mondiale del ciclismo, ricordando figure di primo piano che hanno segnato la storia dell’Unione Ciclistica Internazionale. Tra queste Adriano Rodoni, definito uno dei dirigenti più illuminati e visionari del ciclismo mondiale, capace di guidare l’UCI in uno dei momenti più delicati della sua storia, quando la disciplina rischiò di uscire dal programma olimpico.
Dagnoni ha inoltre evidenziato come il contributo italiano continui ancora oggi attraverso dirigenti impegnati negli organismi internazionali, a partire dal vicepresidente dell’UCI Enrico Della Casa.
L’intervento ha poi posto l’accento sulla capacità organizzativa dimostrata dall’Italia negli ultimi anni. Dal 2015 il nostro Paese ha ospitato sette Campionati del Mondo, tra cui quelli su strada di Imola 2020, organizzati in tempi record durante l’emergenza pandemica. Un’edizione che consentì al ciclismo di ripartire prima di molte altre discipline sportive, evitando l’annullamento dell’evento iridato.
Tra le esperienze più significative ricordate dal presidente federale figurano anche i primi Campionati del Mondo Gravel della storia, ospitati nel 2022 in Veneto, testimonianza della capacità delle società organizzatrici italiane di accompagnare l’evoluzione del ciclismo contemporaneo.
Il calendario internazionale continuerà a parlare italiano anche nei prossimi anni. Nel 2026 il nostro Paese ospiterà i Campionati del Mondo MTB e Marathon tra Val di Sole e Primiero, oltre a cinque prove di Coppa del Mondo UCI. Guardando più avanti, il programma iridato assegna all’Italia appuntamenti di assoluto prestigio: i Mondiali di Ciclocross del 2029 a Le Bandie, in provincia di Treviso, i Mondiali Marathon del 2030 in Val Gardena e i Super Mondiali del 2031 in Trentino.
Nel suo intervento Dagnoni ha infine sottolineato la vitalità del movimento ciclistico nazionale, ricordando come l’Italia sia oggi il secondo Paese più rappresentato tra i professionisti, alle spalle del Belgio e al pari della Francia, oltre a continuare a esprimere tecnici, dirigenti e professionalità che operano ai massimi livelli internazionali.
Un patrimonio sportivo e culturale che, secondo il presidente della Federazione Ciclistica Italiana, trova nella dimensione globale dell’UCI il contesto ideale per continuare a crescere e a contribuire allo sviluppo di uno sport sempre più diffuso e capace di unire popoli, territori e culture diverse.
