L’Italia è il “Dream” Team Relay del fuoristrada internazionale

L’Italia è il “Dream” Team Relay del fuoristrada internazionale
L'arrivo di Kerschbaumer. L'Italia si conferma campionessa europea del Team Relay 2013

L’arrivo di Kerschbaumer. L’Italia si conferma nel Team Relay

Sta diventando un’abitudine; piacevole. Il Team Relay, ovvero la staffetta del MTB, è terreno di conquista per il settore azzurro, al punto da trasformarsi, soprattutto recentemente, in giardino privato. Nel primo giorno di gare agli Europei di MTB e Trial in svolgimento a Berna, in Svizzera, l’Italia si conferma sul gradino più alto del podio. Per capire il valore dell’impresa basterebbe leggere i commenti, trionfali, della Svizzera, che festeggia l’argento come un successo. Il secondo posto alle spalle degli azzurri, campioni europei e mondiali in carica rappresenta il miglior risultato auspicabile per un team che fino a qualche anno fa ci dava sempre filo da torcere. Un po’ come arrivare in finale contro la Spagna nel calcio; vale un successo.
In effetti Marco Aurelio Fontana, Eva Lechner, Gioele Bertolini e Gerhard Kerschbaumer possono andare orgoglio di questo successo, come ha avuto modo di dichiarare il tecnico azzurro Pallhuber: “Non era certo scontato soprattutto su di un percorso di così difficile interpretazione come questo.” Alla vigilia della gara avevamo ricordato come Hubi in qualche modo abbia scommesso sul ritorno di Kerschbaumer, in ombra fino a ieri ma schierato lo stesso nella gara che lo ha visto sempre protagonista. Una scommessa vinta, come ha avuto modo di dichiarare lo stesso tecnico azzurro “Gerhard Kerschbaumer, partito ultimo, ha finito il grande lavoro dei suoi compagni ed ha dimostrato di aver ritrovato la condizione. Sono molto soddisfatto dell’ottima prestazione di tutti gli azzurri. Un buon inizio che porta grande motivazione in squadra.”
Bisogna dire che l’altoatesino non ha deluso le attese, come tutti gli azzurri impegnati. Ma la sua frazione, l’ultima, contro avversari del calibro di Nino Schurter e Jose Hermida ci riconsegna il talentuoso biker dei giorni migliori. L’arrivo solitario sotto il traguardo con il tricolore in mano ripaga Gerhard di questi mesi difficili.
Detto della decisione di Pallhuber di puntare su Kerschbaumer, merita un’analisi la composizione completa del quartetto. Marco Aurelio Fontana non fu schierato a Mosca lo scorso anno, mentre fu uno dei protagonisti del successo mondiale in Austria. Per lui, quindi, quello conquistato ieri è il primo titolo continentale, ma la sua presenza in squadra è sinonimo di sicurezza. Bertolini e Lechner sono i “reduci” del titolo vinto lo scorso anno. Eva, in particolare, è la costante di tutte queste formazioni che mietono successi ormai da oltre un anno. “Siamo una squadra giovane, compatta ed affiatata – dice Fontana -. Se si guarda le classifiche di Coppa del mondo in ogni categoria abbiamo buoni piazzamenti. Il Team Relay è la disciplina che permette di esprimere al meglio ogni singola potenzialità e l’Italia ha individualità giovani, preziose e competitive“. Marco Aurelio, però, oltre ad essere la star di questa squadra, forte del suo bronzo olimpico, è anche l’uomo squadra, quello che chiama a raccolta il gruppo, che incoraggia ed emoziona, sul campo come su twitter (memorabili i suoi ringraziamenti a tutti i compagni dopo i mondiali di ciclocross con un tweet molto apprezzato da tutti).
E’ lui, prima frazionista, a consegnare il testimone in testa, dopo un “incerto” passaggio nel primo giro (al 4° posto). Ma i distacchi ridotti (una manciata di secondi) non permettono allo junior Bertolini di contenere il ritorno di tedeschi e francesi (rispettivamente Baum e Sarrou). Terzo già al primo giro, l’azzurro è abile a non perdere altre posizioni e, soprattutto, a lasciare il testimone ad Eva con un distacco di soli 4” dai primi. La Lechner parte subito forte e in pochi metri si mette dietro la tedesca Rieder, puntando da lontano il francese Perrin Ganier, che lascia il testimone, per l’ultima frazione, ancora in testa, con l’azzurra seconda staccata di 25”, terza la Gran Bretagna che, grazie a Thompson, opera una grande rimonta (poi vanificata dal quarto frazionista). E’ il momento di Kerschbaumer, che si mette subito dietro la francese Bresset e controlla con buona autorevolezza il ritorno di Nino Schurter, mai pericoloso e staccato all’arrivo di 18”.
Per gli azzurri è il trionfo; per noi, speriamo, solo l’inizio…
AU

RISULTATI TEAM RELAY:
1^ Italia in 32’44
2^ Svizzera in 33’02
3^ Repubblica Ceca in 33’14
4^ Francia in 33’37
5^ Germania in 33’53

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