«Hai lo spirito giusto per poter fare lo sport nel modo migliore, perché lo fai con quell’atteggiamento di curiosità che è fondamentale nella vita di una persona. Se affronti un problema con la curiosità di scoprire e migliorare i tuoi limiti, lo fai bene». Lo ha detto la medaglia d’oro nei 200 metri alle Olimpiadi di Roma 1960 Livio Berruti al primatista italiano dei 100 metri Filippo Tortu: è accaduto nel corso della diretta su LinkedIn del talk “New Normal Live”, condotto giovedì 11 febbraio da Filippo Poletti (Top Voice LinkedIn 2020 e giornalista) e Monica Bormetti (psicologa del lavoro). Dal decano dei velocisti, online, il paragone di Tortu a Carl Lewis: «Come Lewis corri bene, sei molto armonico, ma anche potente».

È durato quasi un’ora l’incontro su LinkedIn tra i due campioni dell’atletica, il primo classe 1939, il secondo 1998: «Filippo – ha spiegato il campione, nato a Torino – mi batte come allenamento. Noi velocisti, ai nostri tempi, ci allenavamo poco. Si diceva che bisognasse mantenere la freschezza nervosa, allenandosi poco, diversamente ti saresti stancato. Sentire che Filippo si allena quattro ore al giorno mi fa “quasi rabbrividire”, perché noi non eravamo abituati». Pronta e scherzosa la risposta di Tortu: «Dovevo nascere quando voi facevate atletica per farla con te, Livio: avrei preferito scaldarmi agli allenamenti giocando a tennis».

Da Berruti – mostrando la maglia di Roma 1960 – il suggerimento a Tortu su come sfidare un domani i 200 metri: «Devi amare la curva in modo extraconiugale: così farai meno fatica e ti presenterai al rettilineo più forte». Da Filippo, infine, l’affermazione del massimo impegno in vista dello Olimpiadi di Tokyo e delle sfide future: «Mi alleno 600 ore all’anno per 80 secondi di gara che faccio ogni 365 giorni».

A Berruti, unico atleta della storia a ottenere il record del mondo sui 200 metri per due volte consecutive nell’intervallo di poco più di due ore, le conclusioni sull’importanza dello sport: «Lo spirito olimpico ti dà la sensazione di essere completamente libero da qualsiasi tipo di discriminazione. Nel passato le Olimpiadi permettevano anche di bloccare le guerre e di avere un valore di pace e serenità. Per questo lo spirito olimpico deve essere sostenuto».

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