
Uno scudetto da cucire sulla maglia di tutti i suoi compagni, lo ha detto proprio lui, Jonathan Milan, vincitore del titolo nazionale su strada. Un Milan da scudetto – non di calcio si parla ma di ciclismo – sin dalla vigilia, capace di onorare il pronostico oltre le salite “che ho sentito tutte nelle gambe, ci hanno creduto più loro, i miei compagni, di me…” ha detto dopo l’arrivo il velocista gigante.
Jonathan Milan ha vinto la prova in linea dei Campionati Italiani 2026 di ciclismo, imponendosi allo sprint sul traguardo di Cuneo e conquistando per la prima volta in carriera la Maglia Tricolore. Un simbolo che non si archivia il giorno dopo: il Campione d’Italia lo porta in gruppo per dodici mesi, dentro le corse, nelle volate, sulle strade della stagione che verrà.
Il velocista friulano ha chiuso sabato 27 giugno in una volata tricolore, punto e a capo, una giornata assurdamente calda e combattuta sulle strade piemontesi, regolando Tommaso Dati, giovane emergente che fa ben sperare. Per Milan, già Campione olimpico dell’inseguimento a squadre su pista, il successo di Cuneo apre un anno speciale. Da oggi ogni traguardo sarà anche una vetrina per quel tricolore cucito addosso, ereditato idealmente da Filippo Conca, vincitore lo scorso anno.
“Sembra incredibile, il ciclismo italiano ha campioni fenomeni come Milan e Ganna (vincitore per la settima volta del titolo a cronometro e guardate i distacchi, leggi qui, ndr ) ma nessuno vuole prenderne coscienza mediatica come si fa con Pogacar o Vingegaard o Evenepoel…”, ci diceva ieri Gabriele Rampollo, ex pro, diesse a vario titolo con esperienza fra le donne e i giovani, ha corso tanto anche negli States dopo aver vestito la maglia della prima Motorola.
Una riflessione spontanea da sottoscrivere. Al d là della partecipazione ai Campionati tricolori, forse oggi meno sentiti di un tempo, quello che si evince è proprio questo apparente distacco dei media italiani dai fuoriclasse del nostro ciclismo, mondiali, campioni olimpici, pluri-specialisti, faticatori di altissimo livello (guardate i distacchi) e campioni anche nella vita, eppure, si continua con la solita lagna: non ci sono più italiani top nel ciclismo internazionale… Magari, diciamo noi, se valorizzassimo quanto d’oro e tricolore abbiamo, in casa, si potrebbe sperare e ci si potrebbe impegnare in una svolta (marketing e di sponsorizzazioni nuove) per il movimento. Parere personale. Ce ne assumiamo le responsabilità.
Intanto, prima Ganna e poi Milan, suonano tutti per vestire il loro tricolore: per Jonathan va sottolineata la dedica, è arrivata subito dopo il successo, con gli occhi che brillavano, una dedica al plurale. Milan ha voluto dividere il titolo con la Lidl-Trek e con il lavoro dei compagni che lo hanno accompagnato fino allo sprint: «Dovrebbero indossarla tutti i miei compagni come me il prossimo anno». Una frase semplice e forte, da velocista che sa bene quanto una volata sia l’ultimo gesto di un lavoro di team.
ORDINE D’ARRIVO
1. Milan Jonathan (Lidl-Trek) in 04:52:40
2. Dati Tommaso (Team UKYO)
3. Romele Alessandro (XDS Astana Team)
4. Colnaghi Luca (Bardiani-CSF 7 Saber)
5. Manenti Marco (Bardiani-CSF 7 Saber)
6. Trentin Matteo (Tudor Pro Cycling Team)
7. Dainese Alberto (Soudal Quick-Step)
8. Bessega Gabriele (Team Polti VisitMalta)
9. Ballabio Giacomo (Team Vorarlberg)
10. Belletta Dario (Team Polti VisitMalta)
