
Le cronaca di questa mattina ci dicono che Super Bowl LX ha visto i Seattle Seahawks imporsi sui New England Patriots con il punteggio di 29-13, come gli esperti avevano previsto. I Seahawks hanno costruito il successo attraverso una gestione ordinata del possesso e un gioco di corsa costante. New England ha faticato a trovare continuità offensiva, restando a lungo distante nel punteggio. Il margine finale riflette l’andamento complessivo dell’incontro.
Maggiore attenzione, sui giornali italiani, è stata data allo show dell’intervallo, affidato a Bad Bunny, protagonista di un’esibizione incentrata sulla cultura musicale latina. La performance si è sviluppata prevalentemente in lingua spagnola, con una scenografia essenziale e ritmo sostenuto. L’artista ha scelto un registro più celebrativo che spettacolare, puntando su identità e rappresentazione culturale. Lo show ha generato un ampio dibattito mediatico negli Stati Uniti e non solo. Tutti i giornali di oggi hanno riportato le parole del presidente americano, che ha critica fortemente lo show.
Lo sport non sembra amare molto Trump, il quale ha una percezione sicuramente distorta degli umori del mondo (e forse anche del proprio paese). Sempre per rimanere in ambito sportivo, ricordo che Vance è stato sonoramente fischiato in occasione della cerimonia di apertura. Tralascio di commentare la telecronaca RAI. Farlo, ormai, equivale sparare sulla croce rossa. Troppo facile accorgersi adesso dell’inadeguatezza di alcuni personaggi. Bastava leggere nelle pieghe degli ascolti di questi ultimi anni per capire come la RAI stia pian piano scivolando verso il declino. Non ci saranno Sanremo che tengano per risollevare le sorti della tv pubblica. Anche se il mainstream ci sta provando, con la storia del comico di destra che si sente vittima di aggressioni via social.
Ma non è di questo che voglio parlare. Mi interessa sottolineare come il mondo dello sport in questa epoca conservi ancora un barlume di raziocinio e si schieri dalla parte degli ultimi. L’ha fatto Bad Bunny al Super Bowl ed anche Ghali, forse passato inosservato perché ‘dimenticato’ nella telecronaca. Nello spazio di due giorni, da quando cioè è iniziata l’Olimpiade di Milano Cortina, l’ha anche fatto lo snowboarder Hess e siamo certi che qualcun altro lo farà presto. Torniamo poi ai fischi a Vance da parte di tutto lo stadio a Milano. Gli USA non erano simpatici prima del secondo Trump. Lo sono ancora meno da quando l’improbabile presidente è tornato alla casa bianca. A parte il mondo del calcio, o forse per meglio dire di tappetino-Infantino, lo sport globale preferisce parlare di pace, uguaglianza e fraternità tra i popoli. I volti e le imprese dei campioni sportivi non sono armi che uccidono, ma posso fare molto per rendere questo pianeta un po’ migliore.
