Sab, 7 Febbraio 2026
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Lo sprint di Jonathan Milan rompe il digiuno italiano al Tour de France

Il campione friulano vince l'ottava tappa della corsa francese e regala all'Italia un successo che mancava da sei anni: "Non è ancora finita...".

Jonathan Milan
Tour de France 2025 – 112th Edition – 8th stage Saint Meen le Grand – Laval 171,4 km – 12/07/2025 – Jonathan Milan (ITA – Lidl – Trek) – photo Kei Tsuji/SprintCyclingAgency©2025

Jonathan Milan ha vinto l’ottava tappa del Tour de France, la Saint Méèn Le Grand a Laval di 171 km, al termine di una volata imperiale non solo per lo stile, ma anche per i corridori che si è lasciato dietro di se, a cominciare dal redivivo Wout Van Aert che in questo modo rimette la testa fuori anche al Tour dopo una decina di giorni di anonimato.

Si tratta di un successo storico, che riporta l’Italia sul gradino più alto di una tappa francese a distanza di sei anni, da quando Vincenzo Nibali non si impose nella 20^ dell’edizione del 2019, la Albertville – Val Thorens. Un successo che nasce sui tondini di mezzo mondo, dove Simone Consonni, fantastico apripista oggi, e lo stesso Milan hanno vinto e conquistato allori, prima di dedicarsi totalmente alla strada. Un successo che poteva arrivare prima, per il ciclismo italiano, se la stessa coppia non avesse buttato al vento la terza tappa, quella di Dunkerque, e se non si fosse persa nel vento nella prima frazione. Ma recriminare sulle occasioni sprecate non ha senso, anche perché il Tour è lungo e di occasione per rivedere sprintare il toro di Buja ce ne saranno ancora. Manca, inoltre, all’appello Filippo Ganna, costretto al ritiro già al primo giorno. Come ha ricordato il CT della Nazionale di Ciclismo Marco Villa: “Aveva la gamba giusta per fare grandi cose…”.

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La vittoria di Jonny è di quelle che lasciano il segno. Iconica, perché in Maglia Verde, con una postura che ricorda tanto i velocisti del passato come Petacchi e Cipollini; da grande velocista anche per come è stata costruita, facendo a spallate nella curva finale, prendendo prepotentemente le ruote di Van der Poel; lasciando sfogare anche l’ultimo treno, per scattare al momento giusto.

Un riscatto, rispetto alle frazioni precedenti, che ritroviamo nelle parole stesse del corridore friulano al termine: “Ci eravamo avvicinati alla vittoria nella terza tappa, dopo che nella prima era sfumata l’occasione, e finalmente oggi ci siamo riusciti. Sono felice per la squadra e per tutti gli italiani che aspettavano questo successo da tanto tempo. Quando siamo partiti per il Tour avevamo obiettivi e sogni, che sembravano difficili da raggiungere. Oggi eravamo tutti focalizzati su questo traguardo e la squadra ha fatto un grande lavoro.”

E’ Simone Consonni a richiamare direttamente l’esperienza in pista: “Lo sprint a Dunkerque ci aveva lasciato un po’ di delusione, oggi abbiamo cercato di curare ogni dettaglio e questa vittoria dimostra che l’impegno porta risultati. Come nell’inseguimento, se ognuno fa la propria parte al meglio, i risultati arrivano”.

Soddisfazione da parte della Federazione che, attraverso le parole del presidente Dagnoni, lega insieme la Maglia Rosa conquistata da Elisa Longo Borghini con il successo di Milan. Questa la dichiarazione affidata all’ANSA: “Il giorno in cui Elisa Longo Borghini compie l’impresa sul Monte Nerone e si riprende la maglia rosa al Giro donne, Jonathan Milan rompe un digiuno di vittorie al Tour che risale dal 2019. Se aggiungiamo anche l’ottima prova di Edoardo Affini nella crono di Caen di qualche giorno fa, la prestazione di Simone Consonni come apripista per Milan, i piazzamenti di Dainese e Albanese – prosegue Dagnoni -, abbiamo segni importanti del ciclismo italiano che deve scontare, nel caso del Tour, anche dell’uscita di scena prematura di Filippo Ganna. Complimenti a tutti loro. Mi auguro che altre soddisfazioni possano arrivare nei prossimi giorni tra Giro Donne e Tour, sarebbe un bel segnale per tutto il movimento”.

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Redazione
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