
Fabrizio Tellarini è romagnolo di origine, con radici tra Lugo e Imola, in una famiglia contadina. «Il rapporto con il mare nasce presto, ma non saprei dire perché. A sei anni tiravo già la giacca a mio padre per andare in barca. Lui non sapeva nulla di mare, era un ingegnere, ma un giorno trovò un amico con una barca e mi ci portò. Da lì è iniziato tutto».
Cresce tra lago e mare, con una figura che diventa per lui un secondo padre, proprietario di una barca sul Lago Maggiore. Poi arrivano il Tirreno, la Sardegna, la Grecia e infine l’Atlantico. «A vent’anni ho attraversato l’oceano per la prima volta».
Parallelamente agli studi al Politecnico di Milano, Tellarini diventa istruttore di vela nelle basi della scuola francese Glénans, tra Bretagna, Normandia, Irlanda e Inghilterra. «Una scuola nata dopo la guerra per reinserire i partigiani nella società. Un modello educativo straordinario».
Conclusi gli studi in ingegneria meccanica, ottiene una borsa Olivetti per un MBA e avvia una carriera quarantennale come consulente di direzione. «Uso ancora oggi gli schemi mentali dell’ingegnere, ma applicati al mondo delle aziende».
Il richiamo dell’oceano resta costante. Il riferimento è Francis Chichester, pioniere della navigazione in solitaria. Tellarini partecipa alla storica regata transatlantica Plymouth–Newport, una delle più dure, controvento e controcorrente. «Nel 1996, con una barca di 30 piedi, sono arrivato terzo di classe e primo degli italiani. Nel 2000 ho vinto la mia categoria».
La spinta non è la competizione. «Non è la sfida. Io sto bene lì, in mezzo. È una sensazione di casa. Voglio far parte dell’elemento».
Ed è questo che lo porta oggi alla nuova impresa: la traversata oceanica a remi con la barca Talía, in preparazione alla World’s Toughest Row
Il progetto ha un budget importante, intorno ai 200-220 mila euro. «Ho anche venduto un appartamento ereditato per finanziarlo. Questo mi permette di affrontarlo senza stress economico, sapendo che lavorerò meno e spenderò di più».
La navigazione sarà completamente in solitaria, con turni estremi: tre ore di remata e due di recupero. «Nelle due ore devi mangiare, bere e dormire». Il sonno è gestito attraverso una tecnica di autoipnosi appresa con una psicologa. «Ho costruito un “sogno” di circa 35 minuti. Quando parte, mi addormento e mi risveglio alla fine».
Le condizioni sono dure: fino a 10-11 mila calorie al giorno, circa 20 litri d’acqua tra consumo diretto e reidratazione dei cibi. A bordo circa 200 kg tra viveri, attrezzatura e sistemi di sicurezza, tutto ridondato: doppio GPS, doppio satellitare, pannelli solari, dissalatore manuale.
La durata prevista è tra 40 e 50 giorni. «Il record è 35, ma servono condizioni perfette. Io voglio farla bene, non forzare».
Il rapporto con il mare è profondo, anche negli incontri con i cetacei. «Le balene ti vedono, ti capiscono, ti cercano. Mi è capitato che emergessero vicino alla barca come per salutare».
Il rischio esiste, ma è gestito. «Non la chiamerei paura. È un campanello d’allarme che ti tiene lucido. In mare sai leggere quello che succede. La montagna, invece, è più imprevedibile».
E la montagna è l’altro grande capitolo della sua vita. Dall’alpinismo classico alle spedizioni extraeuropee, tra Aconcagua e Karakorum. «In comune hanno la vastità, il respiro, la libertà. E la bellezza della fatica: arrivi passo dopo passo, o remata dopo remata».
Tra i riferimenti, oltre a Chichester, cita Ernest Shackleton. «È il mio mito. Per come ha gestito situazioni estreme».
Oggi Tellarini si allena tra ergometro e mare, con base a Marina di Pisa, in vista della partenza prevista da La Gomera il 12 dicembre. Una preparazione che passa anche da Canottieri Milano, dove affina il lavoro fisico.
«Quello che cerco non è il risultato. È stare lì. In mezzo. E sentirmi parte di qualcosa di più grande».
PS questo incontro in Canottieri Milano non è avvenuto in … solitaria e quindi segnaliamo un’intervista fatta bene qui per La Stampa link

https://www.lastampa.it/cronaca/2026/05/01/news/l_impresa_estrema_dell_ingegner_tellarini_cosi_attraversero_da_solo_l_oceano_a_remi-15605505/
