Il Colosseo, il logo e lo show, parte l’avventura di #Roma2024

Presentato oggi il logo di Roma2024. E' il Colosseo, che rischia di sottolineare troppo la natura localistica dell'evento e creare poca empatia con il resto del paese.

Il Colosseo, il logo e lo show, parte l’avventura di #Roma2024

Roma2024 si presenta puntando sul classico o sul sicuro, dipende dai punti di vista, e svelando oggi al mondo il logo per la candidatura alle Olimpiadi 2024. Lo fa con una cerimonia per certi versi interessante, per altri già vecchia prima di iniziare. Punta sul Colosseo: non un grande sforzo di fantasia, ma tant’è. L’Anfiteatro Flavio infondo è il simbolo principale di Roma, se escludiamo il Cupolone che però è tecnicamente Città del Vaticano (e poi, detto tra noi, sarebbe stata una grande caduta di stile..). Difficile sarà convincere che le Olimpiadi sono una questione per tutto il Paese, non solo per la Capitale. Quel logo, simbolo spesso abusato impropriamente dai tifosi, sta lì a ricordare che si parla sempre della Città Eterna. Quando si tratterà di fare i conti, quelli veri, con l’opinione pubblica (e la politica, che segue) ci sarà anche questo ostacolo.

Al Palazzetto dello Sport di viale Tiziano oggi alle 11 in punto, in diretta RAI, è andato in onda lo show. Sugli spalti tanti giovani e giovanissimi delle scuole di Roma. Un bel colpo d’occhio e una grande intuizione del Comitato Organizzatore, che ha capito sin dall’inizio l’importanza di coinvolgere la cittadinanza in un’impresa non facile: riportare le Olimpiadi in Italia dopo le uniche svolte nel nostro paese (parliamo delle estive), a Roma nel 1960.

Giovanni Malagò, presidente del CONI, romano e romanista, sa bene che il rischio di essere impopolare, soprattutto fuori dal raccordo anulare, è grande e per questo è l’unico che ricorda come le Olimpiadi siano un “affare” per tutto il Paese e che rappresenteranno l’orgoglio italico. Come dire: “bisognava trovare un logo, abbiamo scelto questo… ma poteva essere un altro”. Siamo convinti che si poteva fare di meglio…

Discettare sul logo, però, appare quanto mai limitativo. Se proprio dobbiamo trovare qualcosa che stona della giornata di oggi è forse il tono di avanspettacolo andato in scena in diretta TV e social, con conduttori buoni per affari vostri e comitati vari, forse meno per lo sport come lo intendiamo noi. Anche perché l’abbassamento verso il basso del livello culturale complessivo che ha contraddistinto le TV commerciali e contagiato la RAI rischia di rendere ancora meno simpatiche le prossime, future, si spera, Olimpiadi a Roma.

La vera partita, lo diciamo da tempo, è soprattutto contro “il nemico interno”, ovvero quell’opinione pubblica che vede con occhio scettico qualsiasi grande opera, da Expo al Ponte sullo Stretto. Opere che costano tanto e dietro le quali spesso si nascondono interessi di parte e sprechi immorali. L’Italia, da questo punto di vista non ha mai dato un buon esempio. Difficile credere che, dopo Italia90, lo sport possa restarne fuori.

Eppure vedere un Palatiziano colmo di ragazzi festanti, andare in visibilio per i campioni presenti, lascia intravedere un messaggio di speranza. Perché per poter realizzare grandi cose bisogna avere il coraggio di sognare e qualsiasi utopia serve, anche quella di un’Olimpiade a Roma utile e senza sprechi.

Restano quindi sullo sfondo le, in molti casi banali, parole gettate al vento in occasione della presentazione di oggi, per lasciare spazio alla prova di forza mediatica, con le TV pronte ad accedere le luci sullo show. Tutto serve per convincere il Paese sulla bontà del progetto, anche se molti dei volti intravisti oggi al Palazzetto dello Sport non sono sicuramente la miglior garanzia.

Nota a margine. Mentre la conduttrice invitata tutti a usare l’hastag #WeWantRoma2024 il CONI con il suo account twitter continuava ad usare #Roma2024, facendo schizzare questo tra i TT, anche se per poco. Non male come gioco di squadra. Se questi sono i presupposti, possiamo tranquillamente lasciare perdere…

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