Lorenzo Musetti incanta ancora Parigi e conquista la sua prima semi finale ai Roland Garros superando in quattro set l’americano Frances Tiafoe con il punteggio di 6-2, 4-6, 7-5, 6-2. Se è vero che la vendetta è un piatto che va consumato freddo, Musetti ha atteso quasi un anno per riprendersi con gli interessi lo sfottò che lo stesso americano gli aveva riservato a Cincinnati. L’ha fatto con lo stile ‘italiano’, come ha ironicamente risposto nel post partita, ovvero sparando colpi di rovescio sia in lungolinea che ad incrociare che ormai raramente si vedono sui campi da tennis.
“Quando tirano bordate sopra i 200 km diventa difficile rispondere di rovescio – ha commentato nel dopo partita – ma è ormai il mio marchio di fabbrica. Un tennis old style che però non voglio cambiare e sono contento che i miei allenatori non mi hanno fatto cambiare.”
Il nuovo Lorenzo Musetti è questo: il giocatore forse più elegante del circuito. Non ha la potenza di un Alcaraz o Sinner, né il servizio di Zverev e sicuramente gli manca la testa di Djokovic. Ma è un giocatore da top 5 (e gli auguriamo di arrivarci) che gioca un rovescio ad una mano e colpi educati in tutte le parti del campo. L’ultimo a farlo, prima di lui, si chiamava Federer. Gli auguriamo di ricalcarne le imprese, magari solo in parte.
Quella di oggi è la sua seconda semifinale Slam dopo quella di Wimbledon 2024, ma questa, per il modo in cui è arrivata, ha il sapore della consacrazione.
La partita
Il match si apre con un primo set dominato dall’italiano, lucido nel gestire un avversario falloso e un vento fastidioso che ha complicato l’esecuzione di entrambi. Musetti strappa subito il servizio a Tiafoe e, nonostante qualche imprecisione, mantiene sempre il controllo, chiudendo il parziale 6-2 grazie a due break.
Il secondo set è più equilibrato. Tiafoe, orgoglioso e fisico, reagisce aumentando l’intensità, mentre Musetti accusa un passaggio a vuoto. L’americano approfitta di qualche errore gratuito e allunga fino al 4-6, rimettendo il match in parità. È qui che la partita entra in una nuova dimensione, emotiva oltre che tecnica.
Nel terzo set si gioca punto su punto. Musetti alterna momenti di classe pura — come un recupero su palla corta concluso con un rovescio sulla linea da antologia — ad attimi in cui riaffiorano vecchi demoni: frustrazione, nervosismo e qualche rischio disciplinare. Tiafoe sbaglia nei momenti chiave, soprattutto con il servizio, e Lorenzo ne approfitta con freddezza: un break sul 6-5 gli regala il set e cambia l’inerzia del match.
Nel quarto, infatti, il toscano ritrova il flusso del suo gioco. Strappa subito il servizio e si invola, sempre più sicuro, sempre più maturo. Tiene il campo con autorità, serve bene, gestisce gli scambi lunghi e chiude 6-2 con la convinzione di chi sa di aver fatto un salto di qualità. A bordo campo, il suo storico coach Simone Tartarini lo osserva soddisfatto: quel bambino conosciuto a otto anni oggi è un semifinalista Slam con il numero 6 del ranking mondiale in vista.
“È stata una battaglia. Con questo vento era difficile, ma non ho mollato mentalmente“, ha poi commentato nel post-gara. “Diventare padre mi ha cambiato, ho più responsabilità e più motivazione”.
Ora Musetti aspetta in semifinale il vincente tra Alcaraz e Paul. Intanto, si gode una striscia sulla terra rossa che ha del clamoroso: semifinalista a Montecarlo, Madrid, Roma e ora anche a Parigi. Un percorso da campione, riconosciuto anche da Jannik Sinner: “Lorenzo gioca un tennis diverso dal mio, forse anche più bello da vedere”.

