ArrampicataLynn Hill: libera “The Nose” su El Capitan (1993)

Lynn Hill: libera “The Nose” su El Capitan (1993)

A distanza di oltre trent'anni, la salita in libera di "The Nose" da parte di Lynn Hill rimane un esempio luminoso di ciò che l'essere umano può raggiungere quando si spinge oltre i propri limiti.

Nel settembre del 1993, Lynn Hill compie un’impresa che in qualche modo cambierà per sempre la storia dell’arrampicata: la prima salita in libera della via “The Nose” su El Capitan, nel Parco Nazionale di Yosemite. In quattro giorni, accompagnata dal compagno di cordata Brooke Sandahl, Hill affronta e supera le 31 lunghezze della via, utilizzando solo mani e piedi per progredire, con l’attrezzatura impiegata esclusivamente per la sicurezza. Al termine della scalata, pronuncia la frase diventata leggendaria: “It goes, boys!”. Senza di lei, probabilmente, l’ancora più straordinario free solo di Alex Honnold non sarebbe stato possibile, o forse possibile dopo ancora più tempo. Ma per comprendere appieno quanto realizzato da Lynn bisogna contare gli anni che separano la libera del Nose dal free solo di Alex: 24 anni!

Chi è Lynn Hill

Nata nel 1961 a Detroit e cresciuta nel sud della California, Lynn Hill si avvicina all’arrampicata all’età di 14 anni. Negli anni ’80 e ’90, si afferma come una delle migliori arrampicatrici al mondo, vincendo oltre 30 competizioni internazionali, tra cui cinque edizioni del prestigioso Rock Master. Nel 1992, decide di abbandonare le competizioni per dedicarsi all’arrampicata tradizionale, con l’obiettivo di liberare “The Nose”, un traguardo che realizza un anno dopo.

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L’impresa rappresenta un traguardo straordinario, non solo per la difficoltà tecnica della via, ma anche perché Hill è la prima persona, indipendentemente dal genere, a riuscirci. La via presenta passaggi estremamente impegnativi, come il “Great Roof” (5.13c) e “Changing Corners” (5.14a), che richiedono una combinazione di forza, tecnica e resistenza. Nel 1994, Hill supera se stessa, ripetendo la salita in libera in meno di 24 ore, un’impresa che rimarrà ineguagliata per oltre un decennio.

Hill è nota non solo per le sue imprese, ma anche per la sua filosofia e il suo approccio all’arrampicata. Ha spesso sottolineato l’importanza della concentrazione, della determinazione e della capacità di adattarsi alle sfide. In un’intervista, ha dichiarato: “Relaxation, acceptance, and keeping open mind are key. First of all, peak performance isn’t possible if one is not relaxed.” (“Rilassamento, accettazione e apertura mentale sono fondamentali. Innanzitutto, non è possibile raggiungere il massimo delle prestazioni se non si è rilassati.”). Il suo esempio ha ispirato generazioni di arrampicatori e arrampicatrici.

Un posto nella storia

L’impresa dell’americana figlia della cittadina forse meno ambientalista degli states, dal punto di vista tecnico dimostra che una via considerata impossibile da liberare può essere affrontata con successo. Un aspetto ancora più importante, e che esula dal fatto prettamente alpinistico per entrare in una dimensione ancora maggiore, è che a compiere questa impresa sportiva sia stata una donna, superando pregiudizi e abbattendo quella convinzione, per certi versi ancora radicata, che certi limiti fisici possono essere valicati solo da un genere.

A distanza di oltre trent’anni, la salita in libera di “The Nose” da parte di Lynn Hill rimane un simbolo di determinazione, coraggio e passione, un esempio luminoso di ciò che l’essere umano può raggiungere quando si spinge oltre i propri limiti.

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Redazione
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