Quanto è forte Tadej Pogacar?
Si discute se sia più simile a Merckx o Hinault e già questo, per un ragazzo di 25 anni, è un grande traguardo. Alla sua stessa età Merckx (nato nel 1945, quindi fino al 1970) aveva vinto due Giri e due Tour, tre Milano Sanremo, due Roubaix, un Giro delle Fiandre e una Liegi-B-Liegi per un totale di 7 monumento più un mondiale da dilettante e uno da professionista (per non contare classicissime come Freccia Vallone, Amstel e altre). Il tasso Hinault, nato nel 1954, fino al 1979 aveva portato a casa: una Liegi, un Lombardia, due Tour e una Vuelta. Pogacar, nato nel 1998, fino ad oggi (ma la stagione non è conclusa) può vantare due Tour, un Giro, un Fiandre, due Liegi, tre Lombardia. Dal punto di vista di risultati il talento sloveno si inserisce prima del bretone e dopo il belga.
Già questi semplici dati riescono a raccontare bene il livello raggiunto dal fresco vincitore del Giro il quale, ha annunciato da tempo, proverà anche la difficile accoppiata con il Tour nello stesso anno, cosa questa riuscita solo a pochi nella storia del ciclismo. Quando si scomoda Pantani, quindi, lo si fa con poca cognizione di causa e forse trascinati da un certo campanilismo. Il Pirata è stato un campione diverso e per certi versi irripetibile, che ha toccato il cielo con un dito (per poi ricadere subito all’indietro) in nome di una volontà che forse non ha avuto uguali. Ma dal punto di vista tecnico era uno scalatore puro che perdeva a cronometro e quasi fermo in volata. Per questo motivo non ha mai vinto una classica in linea.
Pogacar ha talento da vendere e in pochi anni ha collezionato tante vittorie quante sconfitte. Da questo punto di vista appare ancora più incredibile il suo bottino di successi. Perché vicino ai due tour vinti ci sono altrettanti persi nel duello con Vingegaard, così come le diverse classiche in cui si è piazzato sul podio cedendo ai Van der Poel e Van Aert di turno. Arriviamo al punto. Mai come in questo periodo il ciclismo ha goduto dello scontro tra corridori così forti e competitivi, in grado, ognuno nel proprio ambito, di entrare a buon diritto in una classifica all time.
Van der Poel ha già battuto diversi record, il più affascinante dei quali legato ai titolo mondiale cross e strada contemporaneamente. C’è da scommettere che prima o poi si metterà al collo anche quello crosscountry. Nei suoi primi 25 anni non ha vinto quanto Pogacar, ma adesso che ne ha 29 può vantare una Sanremo, due Roubaix, tre Fiandre e titoli mondiali e europei, su strada e ciclocross. Jonas Vingegaard si è svegliato tardi ma da quando ha iniziato vincere non si è più fermato. Leggermente staccati troviamo Van Aert, meno brillante degli anni passati, e Evenepoel, il più giovane di tutti, che non ha ancora vinto tanto quanto gli altri ma, a 24 anni, si è preso già un mondiale strada, uno crono e due Liegi.
Tra tutti questi, il più completo appare proprio Pogacar, che domina sul piano, in volata, sulle montagne e a cronometro, che non ha paura di attaccare e concedersi per lo spettacolo, che ama tutti e da tutti si fa amare perché scevro da ogni gesto arrogante. Soprattutto capace di interpretare un ciclismo semplice e genuino facendo tutto con il sorriso di un Piccolo Principe ormai diventato sovrano.
Sarà in grado di reggere il ritmo di successi di questi anni e riuscire a superare l’incredibile record di vittorie del Cannibale Eddy Merckx?

