Il black out che ha coinvolto buona parte della penisola Iberica non spegne Matteo Arnaldi, lanciato dopo la vittoria contro Djokovic di sabato. Il tennista ligure ha superato il bosniaco Damir Džumhur 6-3, 6-4 anche grazie ad un provvidenziale stop per via del black out che gli ha permesso di ritrovare il ritmo nel secondo set. Nell’incertezza generale, stante il problema che ha coinvolto il sud ovest del continente europeo, Arnaldi si può accomodare in poltrona in attesa di conoscere il suo prossimo avversario tra Tiafoe e Muller, partita che si dovrebbe giocare attorno alle 16, sempre che torni la luce su Madrid.
Cronaca e analisi statistica
I primi scambi sul Campo 4 hanno dipinto un quadro di equilibrio tenace tra Damir Džumhur e Matteo Arnaldi. Nonostante una partenza stentata al servizio, con un misero 27% di prime palle in campo, il bosniaco ha saputo aggrapparsi al match, mostrando il suo miglior tennis in fase di risposta. Proprio nel quinto game, Džumhur ha messo alle corde Arnaldi, costringendolo ad annullare due pericolose palle break prima di chiudere un gioco maratona con un fulmineo dritto in diagonale.
Il copione si è invertito nel gioco successivo, con Džumhur ora in trincea. Sul 40 pari, un estenuante scambio ha finalmente premiato l’azzurro, che si è procurato la prima palla break dell’incontro, sventata però con grinta dal bosniaco.
Ma la pressione di Arnaldi, orchestrata dal suo potente dritto, si è fatta sentire. Sul 4-3 in suo favore, è arrivato il break tanto atteso. A quel punto, per il tennista di Sanremo è stato sufficiente mantenere la battuta, cosa che ha fatto con autorità, sigillando il primo set con un netto 6-3.
Il secondo parziale si è aperto con un Džumhur ancora in affanno, incapace di arginare l’onda d’urto di Arnaldi, che ha piazzato subito un break in apertura. Quando l’inerzia sembrava tutta dalla parte dell’azzurro, il match ha preso una piega inaspettata. Nei giochi successivi, Arnaldi ha iniziato a vacillare, prima costretto a salvare una palla break e poi, sul 3-2, a servire sotto 0-30, ritrovandosi a inseguire un Džumhur ringalluzzito.
Proprio sul 40 pari, la trasmissione dell’incontro si è interrotta bruscamente a causa di un blackout, sospendendo momentaneamente la sfida. La pausa, paradossalmente, sembra aver giovato ad Arnaldi, che stava attraversando un momento di crescente difficoltà. Al rientro in campo, l’azzurro ha saputo ritrovare la bussola, tenendo duro e chiudendo il secondo set con un sospiro di sollievo sul 6-4. Nonostante qualche scricchiolio, Matteo Arnaldi stacca così il pass per gli ottavi di finale.
Con un 58% di prime palle in campo, l’italiano ha capitalizzato ben il 76% dei punti giocati con la prima, un dato che evidenzia l’efficacia del suo fondamentale d’attacco. La capacità di vincere il 62% dei punti anche con la seconda palla di servizio ha limitato le opportunità di break per l’avversario.
Džumhur, dal canto suo, ha lottato con il proprio servizio, mettendo in campo il 61% di prime palle ma vincendo una percentuale inferiore di punti sia con la prima (62%) che con la seconda (70%). Questa discrepanza ha concesso ad Arnaldi maggiori chance in risposta, concretizzate in 3 break su 4 occasioni avute. Il bosniaco, pur avendo avuto 5 opportunità di strappare il servizio all’italiano, non è riuscito a sfruttarne nessuna.
Un altro aspetto significativo del match è rappresentato dagli ace: Arnaldi ha messo a segno ben 6 ace, contro lo zero di Džumhur. Guardando i punti totali vinti, il divario di 78 a 63 in favore dell’italiano dipinge chiaramente l’andamento della partita. Anche nei punti vinti in risposta, Matteo ha avuto un leggero margine (26 contro 25).
