Magnus Carlsen vince anche l’undicesima partita del mondiale di scacchi che si è chiuso oggi a Dubai e porta a casa il punto decisivo che lo consacra come il giocatore più forte degli ultimi 20 anni.
Non sappiamo se Magnus possa rientrare a buon diritto nell’élite dei migliori giocatori di sempre (qui un’analisi dello scorso anno). Sicuramente è il degno erede di Gary Kasparov, che è stato uno dei più forti, se non il più forte. Il mondiale concluso oggi dimostra che il Mozart degli Scacchi attualmente non ha avversari in grado di impensierirlo.
Il match si è chiuso con la quarta vittoria in 11 gare, il punteggio di 7,5 a 3,5 e la definitiva mortificazione (sportiva) di Ian Nepomniachtchi. Uno, per capirci, che aveva dominato il torneo dei candidati grazie ad un gioco ispirato e fantasioso e che, prima di oggi, poteva vantare un bilancio positivo nelle partite a cadenza classica con Carlsen.
Il mondiale a Dubai ha invece regolato anche questo aspetto, spostando il bilancio complessivo a favore del norvegese. Nella partita di oggi Nepo ha provato ancora una volta un’apertura di gioco aperto. Sono entrati in una partita italiana che, per quanto tra le più giocate nella storia degli scacchi, hanno abbandonato ben presto, almeno nello sviluppo teorico. La partita si è decisa alla 23^ (praticamente il momento in cui Nepo ha sempre sbagliato in questa edizione del mondiale), con il russo che minaccia la torre avversaria ma si apre ad un attacco sul lato di re che tutti i motori hanno subito identificato come mortifero. Al termine della combinazione il bianco si è ritrovato con un pedone in meno e costretto alla difensiva in un finale di torre e pedoni.
Carlsen resta quindi sul trono, in comoda attesa che si profili all’orizzonte il futuro sfidante che, per regolamento, potrà provarci solo tra due anni dopo aver vinto il torneo dei candidati. Il mondo degli scacchi si interroga chi potrà detronizzare Carlsen, che adesso vanta uno dei regni più lunghi della storia di questo sport. Nessuno crede che Nepo possa riprendersi da una sconfitta simile e molti avanzano dubbi sulla possibilità di un ritorno in grande stile di Fabiano Caruana, l’unico, per inciso, che ha veramente impegnato Carlsen quando lo affrontò nel mondiale 2018.
I commentatori più ispirati pensano che il vero antagonista del norvegese potrà essere il giovane iraniano naturalizzato francese Alireza Firouzja, 18 anni e che ha scalato la classifica Elo in modo vertiginoso al punto da diventare numero 2 al mondo. Un avversario che si preannuncia ostico, soprattutto per il gap di età. Magnus, se mai si dovesse concretizzare il confronto, passerebbe automaticamente da “ragazzo prodigio” nella scomoda posizione del “veterano”, inevitabilmente destinato ad imboccare prima o poi il viale del tramonto. Per uno di soli 31 anni non è proprio il massimo…

