Matteo Trentin, perde il Mondiale ma conquista l’Italia del ciclismo

Epilogo amaro al mondiale di ciclismo nello Yorkshire con l'azzurro che inizia la volata da favorito e la conclude al secondo posto battuto dal danese Pedersen.

Matteo Trentin, perde il Mondiale ma conquista l’Italia del ciclismo

HARROGATE (UK) – L’Italia di Davide Cassani, partita come outsider, confeziona una gara (quasi) perfetta e corona con l’argento di Matteo Trentin un’edizione dei Mondiali di ciclismo su strada molto positiva per il ciclismo italiano. In una giornata da grande nord la Nazionale prende in mano le redini della corsa a circa 50 chilometri dalla conclusione, quando vanno in fuga PedersenTeunissen e Kung. Gianni Moscon capisce che si tratta di un attacco pericoloso e in breve si porta sui tre. Ai -30 arriva l’attacco di Mathieu Van der Poel, atteso come la pioggia oggi. Gli risponde Matteo Trentin, che lo marca stretto. I due si riportano sui fuggitivi. Inizia una corsa ad eliminazione, mentre il gruppo, tirato dai Belgi (perfettamente controllati da Colbrelli), pian piano perde pezzi e secondi. Il primo a cedere è Teunissen; poi, clamorosamente, Van der Poel. L’Italia del ciclismo si rende conto che tutto volge a nostro favore. A 5 chilometri dalla conclusione è la volta di Moscon, che si lascia sfilare esausto dopo una prova coraggiosa e di grande sostanza. Nella volata a tre Matteo Trentin, sulla carta il più veloce, parte ai 200 metri. Kung esce di scena, mentre Pedersen dimostra di averne di più, supera l’azzurro di una bicicletta. E’ lui, 23 anni di Lejre, secondo al Fiandre dello scorso anno, il nuovo Campione del Mondo pro. Succede a Valverde, che oggi si è ritirato, come altri big, spossato dal freddo e dalla pioggia.

Matteo Trentin si presenta in sala stampa con in braccio il figlio e la tranquillità di chi ha fatto il possibile: “Abbiamo corso in condizioni estreme. Il freddo e la pioggia hanno fatto saltare molti protagonisti. Noi, come squadra, invece siamo stati presenti fino alla fine. Ho iniziato a pensare alla volata all’ultimo giro… Sono arrabbiato? Certo: sulla carta ero il più veloce. Ma sono anche consapevole che oggi Pedersen, al termine di questo mondiale, ne aveva più di me. Mi ha battuto nettamente. Questo è lo sport. A volte si vince e a volte si perde. Domani è un altro giorno e si riparte. Mi dispiace per la squadra, per il grande lavoro di tutti. Ringrazio Gianni Moscon per quanto ha fatto in gara oggi e tutti gli azzurri, dal primo all’ultimo.” Gli chiedono se non è partito troppo presto, come sembra guardando la TV: “Sono partito ai 200 metri, che è la mia distanza, per la mia volata. Pedersen è stato più forte. Da questo punto di vista non ho nulla da rimproverarmi.”.

Avete gestito la gara nel modo migliore: “Devo dire che ne avevamo. Quando siamo arrivati nel circuito la fuga con dentro Roglic e Quintana si è improvvisamente spenta. Giovanni (Visconti) mi si avvicina e dice: io ci sono, faccio l’andatura. Mancava ancora tanto, gli rispondo di attendere e andare via piano. Poi arriva Gianni (Moscon) e mi dice: io ne ho, vado. Gli dico: aspetta. Quando è partito Pedersen Gianni è stato bravo ad andarlo a prendere. Ho pensato: Ma quanta ne ha? Una volta raggiunto Gianni mi ha guardato e mi ha detto: Matteo ho finito le forze. Ma ha continuato a menare. Siamo stati bravi, perfetti.. o quasi. Questo è il dispiacere maggiore.

Gianni Moscon“E’ stata davvero una giornata brutale. Oggi abbiamo corso bene, abbiamo cercato di essere presenti in ogni azione pericolosa così come avevamo programmato in modo da permettere alla squadra di non tirare. Quando è partito Pedersen ho fatto di tutto per rientrare. Quando è arrivato Trentin sembrava fatta; ma le gare non sono mai fatte finché non si arriva. Ho speso un po’ di più per provare a tenere viva l’azione in modo da evitare che entrassero gli altri, sapendo che il nostro capitano era lì. E’ andata così… Ci siamo andati vicini, ogni anno più vicini, prima o poi la maglia iridata tornerà in Italia.”.

La delusione ma anche orgoglio per Davide Cassani: “C’è delusione, è ovvio. Erano anni che non piangevo.. ma tutti gli Azzurri sono stati semplicemente fantastici. Abbiamo corso in modo impeccabile. Vedere che c’è un atleta che ci batte dispiace. Non è arrivato l’oro, ma torniamo sul podio del mondiale a distanza di anni.”

Riguardo alla volata, il tecnico azzurro precisa: “Matteo è partito davvero forte, non ha sottovalutato nessuno. Si stava giocando un mondiale, sapeva che se Pedersen e Kung erano lì è perché ne avevano. Il danese evidentemente, al termine di questa durissima corsa, ne aveva di più. Sapevo di avere una squadra forte, coesa, decisa, cattiva. Arrivare secondi, brucia, però anche oggi si è confermato che gli azzurri, quando indossano questa maglia, danno sempre l’anima. Io sono davvero orgoglioso di loro”.

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