Secondo giorno: Nieder Neuendorf – Lichtenrade / 80 km
Una giornata tra boschi e fiumi che, come da programma, alzerà sensibilmente l’asticella dell’imprevisto e del disagio. Ma andiamo con ordine.
La Spandauer Forst è enorme: una meravigliosa foresta – abitata da volpi e picchi – attraversata dalla ciclovia. Sembra davvero impossibile immaginare un invalicabile muro in questi luoghi idilliaci: a ricordarci com’era la situazione ci pensano i memoriali fotografici disseminati sul percorso e soprattutto le torrette a guardia della cosiddetta zona della morte.
Fuori dal bosco troviamo il tempo per una rapida visita al quartiere di Spandau e una lunga visita all’aeroporto di Gatow: un museo gratuito a cielo aperto, tanto grande che si può visitare in bicicletta, dove gli appassionati possono curiosare tra decine di aerei d’epoca che hanno contribuito al successo del ponte aereo per Berlino (1948-49). E comunque niente da fare, gli orari della ristorazione non s’incastrano proprio con la pigra indolenza italiana: tutto chiuso, ci accontentiamo di un pranzetto greco (ottimo, peraltro) e ripartiamo costeggiando il fiume Havel e incrociando rari tronconi di muro ancora in piedi. Vederli di persona ci emoziona. Attendiamo qualche minuto il traghetto che ci fa attraversare Wannsee, il mare di Berlino: un enorme lago sulle cui rive i berlinesi trascorrono le scanzonate ferie d’agosto. La spiaggia di Strandbad è una delle più estese d’Europa, pensa te.




Il tempo si fa brutto ma il percorso ci inebria, ci rallenta: l’isola dei pavoni, il ponte delle spie, gli impressionanti castelli di Klein Glienicke. Patrizio – autore della guida – e la sua compagna Nadia ci attendono al campeggio di Lichtenrade: l’enorme tenda familiare è già montata, tutto è pronto per la prestigiosa grigliata imperiale. Purtroppo a noi mancano ancora decine di chilometri. E comincia a piovere. La soluzione è comunque sempre a portata di mano: nel dubbio ci fermiamo per l’ennesima birretta, ormai il danno è fatto.
Il tempo per due foto al famigerato Checkpoint Bravo e si pedala al buio, sotto la pioggia battente, lungo il viale dei ciliegi: ci consola il fatto che non è stagione per vederli in fiore. Giungiamo infine – completamente fuori tempo massimo – dai nostri cari amici: ovviamente la grigliata è saltata, Patrizio e Nadia ci accolgono, stappano un paio di lattine e ci scarrozzano automuniti al ristorante indiano. La serata vola, sembra un attimo e ci si schianta tutti nel sacco a pelo. Si spengono le luci. (continua)
Leggi la guida cicloturistica gratuita: Mauerweg: in cammino lungo il Muro di Berlino
Foto e testi: Marco Biella
