Terzo giorno: Lichtenrade – Mauerpark / 60 km
Il mattino ha l’oro in bocca. Anzi, l’alcool: i gentili gestori del campeggio ci regalano una piccola scorta di Berliner Luft (Aria di Berlino), una sorta di aperitivo al gusto mentina che in giornata sostituirà le barrette energetiche.
Si riparte da Lichtenrade: primo obiettivo dell’ultima giornata una visita a Gropiusstadt, il moderno quartiere pianificato dal celebre architetto Walter Gropius – uno dei padri della corrente Bauhaus – costruito per ovviare alla fame di abitazioni patita dalla Germania Ovest. Le intenzioni del progetto erano eccellenti, il risultato fu terribile: Gropius stesso chiese di non associare il suo nome al nuovo sobborgo (troppo tardi, era già morto) e proprio in questi luoghi – ormai degradati – si consumarono le vicende dei ragazzi dello zoo di Berlino.
Il cicloviaggiatore sa che la pazienza premia, e finalmente al terzo giorno (dopo argentino, greco e indiano) riusciamo a consumare il nostro primo vero pranzetto teutonico. Il fatto è degno di menzione anche per la cornice in cui si è svolto, proprio all’interno di una Kleingartenkolonie (colonia di piccoli giardini): una sorta di grande appezzamento di casette curatissime e coloratissime, conservate con grande cura, in cui sono spesso presenti birrerie e ristorantini. A Berlino si trovano moltissime colonie di giardini e i cittadini amano trascorrere sull’amaca quasi tutti i fine settimana dell’anno, sorseggiando birre mentre la carne cuoce sfrigolando sul barbecue. Probabilmente, però, non potrete condividere questi piaceri con i residenti: la lista d’attesa per ottenere una di queste casette è lunga anni, per rilevarla occorre pagare migliaia di euro e – una volta ottenuta – rigide e sacrosante regole vi imporranno una cura quasi maniacale dei luoghi. Pochi erano i momenti di svago consentiti ai cittadini dell’Est, questo era uno di quelli: il rispetto è d’obbligo.




Berlino si staglia ormai all’orizzonte: dalle verdi periferie sbuchiamo nel cuore del celebre Kreuzberg, quartiere della musica punk, dei giovani studenti squattrinati e dei centri sociali. La città scorre veloce davanti ai nostri occhi, è chiaro che non c’è tempo per fermarsi: East Side Gallery, Checkpoint Charlie, Potsdamer Platz, Memoriale dell’Olocausto, Porta di Brandeburgo. Cartoline da Berlino, immagini viste mille volte tra sussidiari e documentari. Questi ultimi chilometri meriterebbero due settimane di esplorazioni, torneremo con più calma.
Siamo oramai arrivati, la guida ci consiglia l’ultima meraviglia e poi sarà solo Mauerpark: il Memoriale del Muro di Berlino, una sorta di museo a cielo aperto (gratuito, ovviamente) in cui ripercorrere tutta la storia del muro. Fotografie, pannelli esplicativi e – soprattutto – le antiche strutture (il muro, le torrette, un cimitero e addirittura una chiesa) ricostruite solo per volumi, sfruttando rugginose barre metalliche.
Riconsegnamo le biciclette, si è fatta sera. Nadia e Patrizio ci accolgono a casa con l’ultima lieta sorpresa: la grigliata è stata solo rimandata, la carne già cuoce sulla terrazza, le fresche birrette ci attendono stappate.
Auf wiedersehen viaggiatori, e che sia un buon vento!
Leggi la guida cicloturistica gratuita: Mauerweg: in cammino lungo il Muro di Berlino
Foto e testi: Marco Biella
