In occasione del 35esimo anniversario della caduta del Muro di Berlino, avvenuta il 9 novembre del 1989, abbiamo pensato di pubblicare un affascinante cicloviaggio “Mauerweg, il cammino del muro di Berlino”, realizzato da Marco Biella, collega, amico di Sport24h e uno dei cicloviaggiatori più iconici per le numerose attività di comunicazione e per lo stile unico e sempre disincantato che accompagnano le sue avventure… in puro stile free e del quale ci siamo subito innamorati fin dal suo primo racconto. Oggi partiamo con la prima puntata, ne seguiranno altre tre, per quattro giorni di viaggio intensi. Buona lettura.
Il 9 novembre 2024 ricorre il 35esimo anniversario della caduta del Muro di Berlino: non c’è occasione migliore per rispolverare il nostro cicloviaggio estivo lungo la ciclovia che passa proprio attraverso la “terra di nessuno” – tra il muro e il confine – e lungo i camminamenti utilizzati dai soldati di guardia durante i funesti anni della Guerra Fredda.
Il Berliner Mauerweg è un percorso ciclopedonale costruito tra il 2002 e il 2006 che ricalca fedelmente il tracciato un tempo occupato dal famigerato Muro di Berlino. In corso d’opera si è reso necessario recuperare zone e superfici che negli anni – quindici per la precisione – erano state destinate agli usi più disparati. Oggi il percorso finito si presenta assai vario: trafficate vie urbane o quiete stradine secondarie, asfalto ciottoli e sterrati, boschi laghi e fiumi così come sonnolenti paesini oppure la caotica Berlino, una vera metropoli. Tutto il perimetro si può percorrere con agio in sette giorni camminando, oppure in tre giorni pedalando.
Quello che forse non tutti sanno è che il muro, soprattutto noto per aver spezzato in due la città, in realtà correva sterminato lungo campagne, foreste e fiumi: un anello chiuso, 160 chilometri di cemento e filo spinato, che dall’agosto del 1961 ha isolato per decenni un intero territorio separando l’area metropolitana di Berlino dell’adiacente regione di Brandeburgo. Quasi un paradosso, tra l’altro, perché in fin dei conti donne e uomini liberi vissero rinchiusi dentro a questo perimetro, mentre il vero prigioniero fu proprio chi abitava al di fuori di esso.
L’idea di questo viaggio nasce grazie ad un nostro caro amico, il buon Patrizio Pecunia, che la scorsa primavera ha scritto la sua prima guida turistica: “Mauerweg: in cammino lungo il Muro di Berlino”. Ispirati delle storie descritte nel libro, e come sempre affascinati da tutto quel che riguarda i terribili fatti della seconda guerra mondiale e l’avvincente parabola del blocco sovietico, io e la mia compagna Lucia decidiamo di partire da Milano in aereo per un’incursione nelle terre teutoniche: giusto un paio di giorni per acclimatarci – ovvero birre e currywurst – e siamo infine pronti a noleggiare le biciclette e partire all’avventura.
Col senno di poi, abbiamo il percorso in tre tappe ma ci siamo presto resi conto che per gustarlo a fondo sarebbero occorsi quattro giorni, aggiungendo qualche chilometro fuori traccia ad ogni tappa:
01. Mauerpark – Spandau: 51 km con visita allo Schloss Schönhausen
02. Spandau – Wansee: 23 km con visita alla cittadella di Spandau e alle spiagge del lago Wansee
03. Wannsee – Lichtenrade: 45 km con visita alla città di Potsdam
04. Lichtenrade – Mauerpark: 41 km con visita alla città di Berlino, ai suoi monumenti e ai suoi musei
Primo giorno: Mauerpark – Nieder Neuendorf / 49 km
Punto di partenza il Mauerpark, un ampio parco pubblico famoso per le grigliate domenicali dei berlinesi e per il folle e meraviglioso karaoke a cielo aperto a cui partecipano turisti da tutto il mondo. Due sgambate in città e si arriva presto a Bornholmer Strasse, il luogo esatto in cui il muro cominciò a crollare: fu proprio su questo trafficato ponte – uno dei sette valichi cittadini – che il 9 novembre 1989 si abbracciarono migliaia di cittadini dell’est e dell’ovest a seguito dell’ambiguo e azzardato messaggio televisivo del portavoce sovietico: “Per accontentare i nostri alleati è stata presa la decisione di aprire i posti di blocco. Se sono stato informato correttamente quest’ordine diventa efficace immediatamente”. Troppo tardi per ritrattare, la folla è ormai un fiume in piena.




La giornata è calda, sono gli ultimi sprazzi d’estate prima del rigido inverno berlinese: ne approfittiamo per una breve deviazione nel quartiere di Pankow, un immenso parco cittadino (moltissimi, a Berlino) in cui sorge il maniero di Schönhausen, per anni sede del governo DDR. Due guardie ci informano che proprio oggi il castello è chiuso per lavori: ci consoliamo con una birretta al roseto storico e ripartiamo alla volta dell’antico villaggio di Alt Lübars, dato che la guida ci suggerisce una delle trattorie storiche più famose della zona. Ed è proprio tra queste stradine di campagna che, stanchi e affamati, ci viene impartita la prima lezione del viaggio: il locale è chiuso. Anzi: tutti i locali del paesino sono chiusi. Anzi: in Germania all’ora di pranzo tutti i locali sono chiusi. Rimediamo del cibo in un anonimo franchising argentino e ci rimettiamo mestamente in marcia: nel tardo pomeriggio visitiamo l’Invalidensiedlung, grazioso quartiere costruito per i reduci della prima guerra mondiale, e intercettiamo verso sera una birretta (ora sì che i ristoranti sono aperti, mannaggia). Col sole ormai basso sfrecciamo attraverso la foresta di Spandau giusto in tempo per montare la tenda e campaggiare lungo il fiume. Ristoranti nuovamente chiusi: quattro salsicce secchenell’unico supermercato aperto e si va a dormire. Non è stata una giornata all’insegna della gastronomia, per fortuna ci hanno distratto le numerose birrette. (continua)
Leggi la guida cicloturistica gratuita: Mauerweg: in cammino lungo il Muro di Berlino
Foto e testi: Marco Biella
