Cronache di #Rio2016: un medagliere carico di significati

Se confrontiamo i medaglieri di Rio e Londra noteremo alcune costanti che vale la pena sottolineare e che ci possono aiutare a capire meglio il nostro sistema sportivo.

Cronache di #Rio2016: un medagliere carico di significati

Il bilancio di #Rio2016 è solo luci, oppure vi è anche qualche ombra? Non c’è dubbio che riconfermarsi, come è accaduto al sistema sportivo italiano in questi ultimi anni, è di per se una buona notizia. A livello geopolitico, infatti, cresce il livello competitivo, crescono il numero delle nazioni che partecipano e che vanno a medaglia. Riuscire a restare nel gruppo dei 10 vuol dire che il sistema ancora regge. Se confrontiamo i medaglieri di Rio e Londra, però, noteremo alcune costanti che vale la pena sottolineare.

rio 2016londra 2012La prima riguarda la posizione della Corea del Sud. Da qualche anno è apparso evidente che il nostro vero antagonista, per quanto riguarda la tenuta delle posizioni di vertice all’interno del medagliere, era il paese asiatico. Con dati demografici straordinariamente simili a noi (oltre 50 milioni di abitanti loro, quasi 60 noi), anche dal punto di vista dell’economia ha molte similitudini che, a nostro avviso, superano le differenze; prima fra tutte un’economia trainata soprattutto dall’industria dell’auto.

Ebbene per la seconda Olimpiade consecutiva la Corea ci termina davanti: 5° posto a Londra, 8° a Rio. Ci sembra che il sorpasso sia cosa ormai accertata e sarà difficile in futuro riuscire a ribaltare i rapporti di forza. Sarebbe interessante compiere un viaggio di approfondimento all’interno del sistema sportivo coreano, per capire meglio come la tigre asiatica sia riuscita a metterci dietro. Forse scopriremo un po’ di più anche di noi stessi…

Quando ci inorgogliamo per il nono posto nel medagliere in qualche modo accettiamo di essere sistematicamente dietro a paesi come la Gran Bretagna, Germania e Francia. Sarebbe interessante capire perché non lo consideriamo, in fase di commento, un elemento negativo. Eppure i tre paesi continentali hanno, per storia e capacità demografiche, gli stessi nostri “argomenti”. La Gran Bretagna è ormai diventata la seconda potenza sportiva mondiale (elemento questo che dovrebbe essere studiato a fondo… partendo dagli ingenti aiuti di Stato, altroché l’autonomia dello Sport!) quando dal punto di vista economico si dibatte in acque simili alle nostre. Germania e Francia ci sopravanzano in entrambi i settori (sport ed economia) ma non in capacità demografica… Possibile, ci chiediamo, che non siamo mai riusciti a copiare il loro sistema sportivo, seppur così vicini?

Un altro paese è presente in entrambi i medaglieri: l’Australia. Nessuno si domanda per quale motivo, dando per scontato che i paesi di tradizione anglosassone abbiano una propensione sportiva maggiore rispetto al nostro. Non ci convince. L’Australia, per quanto geograficamente sconfinato, ha una popolazione di circa 25 milioni di abitanti.. un quarto della nostra. Meno abitanti anche del Canada, che però, pur essendo paese di origine anglosassone, veleggia lontano nel medagliere. Un motivo per cui gli aussie sono così in alto ci sarà? Forse varrebbe la pena studiare a fondo tutti questi paesi prima di esaltarci per le nostre 28 medaglie.

Corea del Sud, Gran Bretagna, Germania, Francia e Australia sono a nostro avviso solo alcune delle Nazioni la cui presenza nel medagliere pone questioni importanti non solo per il nostro mondo sportivo, ma soprattutto per una classe politica che purtroppo vede nello sport solo un sistema di propaganda. Se invece di guardare chi abbiamo lasciato alle spalle iniziassimo a prendere come punto di riferimento chi ci sta avanti, forse tra quattro anni potremmo festeggiare un numero di medaglie maggiore o, cosa più importante, una riduzione del numero di giovani che in Italia non fanno nessun tipo di sport. Sarebbe questa la vittoria più bella.

Antonio Ungaro

 

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.