
Milano, 1 dicembre 2025 – Alle porte dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026, il rapporto tra scienza e sport torna al centro del dibattito internazionale. All’Auditorium Fondazione Triulza, nel cuore del MIND Milano Innovation District, si è svolto il convegno “The Value of Laboratory Medicine for Athletes and for Sport Physicians”, appuntamento promosso dall’IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio con il contributo non condizionante di Roche Diagnostics e Federated Innovation @MIND, e con il supporto di FMSI, EFLM, SIBioC, SIPMel, YES Milano e CONI Lombardia.
L’iniziativa ha riunito oltre 250 esperti in presenza e da remoto per discutere il ruolo della medicina di laboratorio nella valutazione dell’atleta, nella prevenzione e gestione degli infortuni, nel monitoraggio dello stato di forma e nella diagnostica avanzata applicata allo sport professionistico e amatoriale.
«Abbiamo voluto creare un confronto tra clinici e ricercatori di alto profilo – ha spiegato il prof. Giuseppe Banfi, Direttore Scientifico dell’IRCCS Galeazzi-Sant’Ambrogio – per affrontare temi attuali della medicina sportiva e offrire strumenti applicabili a sportivi di ogni livello. Il nostro IRCCS, impegnato su ortopedia, traumatologia e cardiologia, dialoga quotidianamente con il mondo dello sport di alto livello».
Dopo i saluti istituzionali di Paola Testori Coggi (Federated Innovation @MIND), Daniel Di Mattia (FMSI) e Marco Riva (CONI Lombardia), l’apertura dei lavori è stata affidata a Ildikó Amann-Zalán, Global Head of R&D di Roche Diagnostics Solutions. «La medicina di laboratorio è una chiave di lettura fondamentale per comprendere le risposte fisiologiche allo sport – ha affermato – e permette analisi sempre più rapide e personalizzate, essenziali per prevenire i rischi e migliorare la qualità della performance».
Al centro del programma, i biomarcatori cardiaci – in particolare Troponina e NT-proBNP – strumenti diagnostici sempre più utilizzati per valutare lo stress miocardico. Nel contesto sportivo, però, l’interpretazione dei valori richiede competenze specifiche: l’esercizio intenso può modificarne i livelli senza indicare necessariamente una patologia.
Sul tema sono intervenuti, tra gli altri, il prof. Mario Plebani (EFLM), il prof. Daniele Andreini (IRCCS Galeazzi), Josh Ewens (West Ham United FC), il prof. Alberto Dolci (A.O.U. Sacco) e Matteo Acquati (Olimpia Basket Milano), offrendo una panoramica tra sport professionistico, imaging cardiologico e medicina applicata al calcio e al basket.
Ampio spazio è stato dedicato anche ai marker del metabolismo osseo e alla gestione delle lesioni traumatiche leggere, con un approfondimento sulla vitamina D, elemento chiave per salute muscolare, solidità ossea e risposta immunitaria.
Sono intervenuti, tra gli altri, il prof. Giovanni Lombardi (IRCCS Galeazzi), il prof. Jincheng Xu (Chinese Winter Sports Administration Center), il dott. Davide Tornese (FISG), il prof. Vincent Sapin (Université d’Auvergne), la prof.ssa Chiara Di Resta (UniSR) e il prof. Mario Sturla (EBU/WBC).
In chiusura, Rafael Castol (Team Type One – Messico) e il prof. Roberto Codella (Università degli Studi di Milano) hanno presentato le più recenti strategie per la gestione del diabete negli atleti, tema sempre più centrale nelle discipline di endurance.
Guardando al futuro, Fabrizio Grillo, Presidente di Federated Innovation @MIND, ha evidenziato come «la collaborazione tra ricerca, clinica e industria generi valore reale per l’intero ecosistema della salute». Sulla stessa linea, Marco Riva, Presidente CONI Lombardia, ha ricordato che «la medicina di laboratorio permette di rendere misurabile ciò che spesso è invisibile. È un alleato decisivo per costruire performance sostenibili e mettere davvero al centro la salute degli atleti».
